Storia di Daniele Matterazzo, dall'incidente in motorino a 15 anni alla rinascita spirituale a 30: ora camminando aiuta gli altri
Daniele è tornato a vivere due volte. La prima è stata una rinascita fisica. Quando aveva appena 15 anni, grazie al pronto intervento dei medici è riuscito a sopravvivere a un gravissimo incidente in motorino. Incidente che ha comunque provocato una semi amputazione del braccio sinistro. La seconda - avvenuta quando aveva trent'anni - è invece stata una rinascita spirituale favorita dalla parte del corpo che più si confronta con la ruvidità del suolo: i piedi

ASIAGO. Per sentirsi vivi non è sufficiente che il cuore batta nel petto, che i pensieri fluiscano nitidi e che il corpo risponda correttamente alle nostre esigenze. Per sentirsi vivi occorre soprattutto trovare una motivazione capace di donare un significato profondo alla nostra esistenza.
Questa consapevolezza emerge con evidenza dal vissuto personale di Daniele Matterazzo, trentaduenne padovano. Daniele è infatti tornato a vivere due volte. La prima è stata una rinascita fisica. Quando aveva appena 15 anni, grazie al pronto intervento dei medici è riuscito a sopravvivere a un gravissimo incidente in motorino. Incidente che - come mi ha spiegato - ha comunque provocato una semi amputazione del braccio sinistro.
La seconda - avvenuta quando aveva trent'anni - è invece stata una rinascita spirituale, dell'animo se vogliamo. Questa rinascita, nonostante le parvenze auliche, è tuttavia stata favorita dalla parte del corpo che più si confronta con la ruvidità del suolo: i piedi. Daniele ha incominciato a camminare, tanto, e più camminava e più vedeva tingersi di nuove ed emozionanti sfumature una vita fino a quel momento essenzialmente in bianco e nero. Il ricordo dell'incidente, evocato quotidianamente dalla disabilità al braccio, e la gratitudine nei confronti dei medici che gli hanno salvato la vita, hanno trasformato le sue camminate in una forma di aiuto verso il prossimo.
È stato così che ha iniziato a viaggiare unendo l'interesse personale a lodevoli progetti di solidarietà. Durante il tragitto ha quindi organizzato delle raccolte fondi a favore di chi, come lui, ha attraversato un periodo difficile. Nel 2021, ad esempio, percorrendo la via Francigena dal Passo del Gran San Bernardo a Roma, è riuscito a raccogliere più di 3000 euro, devoluti in seguito al reparto di pediatria dell'ospedale di Padova.
La ruvidità del suolo, con le sue irregolarità, ha così regalato a Daniele una nuova fiducia. Questo a dimostrazione del fatto che si possono trovare momenti di felicità anche al di fuori di una presunta perfezione.


















