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| 03 set 2023 | 10:39

Una cinquantina di smile, scritte e frecce per indicare l'acqua in quota, l'occhio del Gigiàt: ''Era necessario? Lasciamo le montagne in pace''

''In 5 minuti troverete una cinquantina di tag rossi ma resta un unico interrogativo: era necessario? Ultimamente sembra sia di moda vandalizzare con la vernice dei luoghi simbolici per cui mi permetto di lasciare un consiglio da caprone: scrivete sul cemento delle città, dipingete pareti anonime delle periferie, se proprio volete buttate della vernice lavabile sulle facciate dei palazzi del potere per denunciare l'inazione climatica. Ma lasciamo le montagne in pace''

Una cinquantina di smile, scritte e frecce per indicare l'acqua in quota, l'occhio del Gigiàt: Era necessario?

TONADICO. Faccine sorridenti, scritte accoglienti come ''Ciao'', frecce indicative. Siamo vicini al Bivacco Minazio nel Vallone della Lede a 2250 metri di quota lungo il sentiero che dalla valle porta all'altopiano delle Pale di San Martino. Una zona particolarmente selvaggia e che ha tra le sue caratteristiche, si legge sul sito del Cai di Padova (che è proprietaria della struttura), ''sorgente segnalata con bolli rossi a 10 minuti dal rifugio sotto la parete della Cima del Conte''. Il problema è che quei bolli rossi sono qualcosa di molto di più impattante di quel che si possa immaginare.

 

Lo segnala la pagina ''L'occhio del Gigiàt'' che vigila sulle ''innaturali trasformazioni della montagna'' (il Gigàt è un essere mitologico gigantesco e asimmetrico che vive in Val Masino, una minuta valle lombarda. E' un incrocio tra un caprone e un camoscio con la testa sproporzionata rispetto al corpo, perché molto più grande. Alla pagina possono contribuire tutti gli utenti quando vanno in montagna segnalando anomalie e storture a occhiodelgigiat@gmail.com). 

 

''Cercate acqua sotto le pareti della Fradusta? - si chiede il Gigiàt - Vicino al bivacco Minazio potrete trovare dei tag rosso brillante che vi porteranno alla fonte. Ma non solo: vi saluteranno (con un bel "ciao") e vi faranno venire il buonumore (con tanti smile sparsi). In 5 minuti troverete una cinquantina di tag rossi ma resta un unico interrogativo: era necessario? Ultimamente sembra sia di moda vandalizzare con la vernice dei luoghi simbolici per cui mi permetto di lasciare un consiglio da caprone: scrivete sul cemento delle città, dipingete pareti anonime delle periferie, se proprio volete buttate della vernice lavabile sulle facciate dei palazzi del potere per denunciare l'inazione climatica. Ma lasciamo le montagne in pace''.
 

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