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| 23 set 2024 | 19:11

Vandali in quota, targhe dei caduti e madonnine prese a martellate e lapidi ‘rubate’: "Così i vigliacchi agiscono lontano dagli occhi (e dalle telecamere)"

A denunciare quanto sta accadendo in quota (ed in particolare sul Pasubio) è l'alpinista e scrittore Bepi Magrin, che negli scorsi giorni si è ritrovato a raccogliere i cocci di una madonnina distrutta dai vandali lungo il sentiero delle creste

VALLI DEL PASUBIO. "Sono fatti che succedono da decenni ma nell'ultimo periodo gli episodi di questo genere stanno aumentano in maniera preoccupante". A denunciare quanto sta accadendo in quota (ed in particolare sul Pasubio) è l'alpinista e scrittore Bepi Magrin, che negli scorsi giorni si è ritrovato a raccogliere i cocci di una madonnina distrutta dai vandali lungo il sentiero delle creste.

 

Secondo quanto spiega l'uomo, intervistato da Il Dolomiti, sarebbero stati infatti diversi gli atti di vandalismo avvenuti di recente sul Pasubio ma non solo: "Mi sono ritrovato a camminare un paio di volte con amici negli ultimi tempi lungo il sentiero che dal Prà degli Angeli conduce sulla cresta dell’Obante e verso il rifugio Scalorbi ed entrambe le volte ho ritrovato la madonnina in fondo ad un canalone - anticipa -. L'ho recuperata e riportata al suo posto in entrambe le occasioni. La terza volta, invece, non è più stata trovata". 

 

"È un argomento di cui mi spiace dover parlare - ammette - ma è d'obbligo di segnalare quanto avviene purtroppo tra le crode, dove non vi è occhio di telecamera ad immortalare la maleducazione di alcuni che, nel silenzio della montagna, si nascondono ed agiscono nel più vile dei modi". 

 

Si tratta dei "profanatori, dei distruttori sistematici di lapidi e manufatti, lasciati per memoria di cari scomparsi: in genere di uomini che alla montagna, alla cultura che ad essa si lega, diedero molto, e a volte tutto, ossia la vita stessa".  

 

Fatti che, come fa sapere Magrin, "avvenivano anche negli anni Trenta, ma non con una frequenza e una brutalità come quelle che stiamo osservando negli ultimi tempi - prosegue -. Parliamo di lapidi rimosse, targhe di marmo distrutte, Madonnine scaraventate più volte nei burroni, o targhe in metallo, anche da me apposte in ricordo di grandi amici alpinisti scomparsi, prese a martellate".

 

"Persino lo storico Leone del Carega, costruito dagli scalpellini militari che aprirono la strada sui fianchi della conca di Campobrun, in passato fu decapitato - ricorda l'alpinista e scrittore -. La sua testa fu ritrovata dal gestore del rifugio: l’alpinista Roberto Baschera, in fondo al ghiaione sottostante e rimessa in sito con notevole sforzo. Sulla Strada degli Eroi che porta al rifugio generale Achille Papa, fu asportata e non più ritrovata la targa di bronzo messa ad onore dell'alpinista Cesco Zaltron. La targa non fu più ritrovata ed oggi è sostituita da un piccolo segno, posto dalla famiglia nel luogo della morte".

 

Di recente è poi toccato "alla targa in memoria di Tony Pojer, e ad altre testimonianze poste nei luoghi simbolo dagli amici, o dai sodalizi alpini. Un particolare accanimento si nota sui monti circostanti il Pian delle Fugazze sia dal versante del Sengio Alto (Monte Cornetto) che da quello del Pasubio - sottolinea -. È stata distrutta anche la Madonnina dell’Incudine che era posta in una nicchia sottostante l’arrivo delle grande teleferica militare". Non sono mancati danni anche alle targhe dedicate a Cesare Battisti.

 

E conclude: "Il sindaco di Valli del Pasubio si è detto molto preoccupato della situazione e da parte mia il consiglio, per la prossima primavera, è stato quello di apporre delle fototrappole in zona. L'appello , nel frattempo, è sicuramente quello di fotografare e segnalare atti di vandalismo in montagna, soprattutto se si colgono i vandali sul fatto, affinché non restino impuniti". 

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