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Belluno
25 agosto | 11:43

Polemica sulla segnaletica e i sentieri, il Cai Val Comelico: ''Troppo critiche perché non adeguati alle comodità di lor signori? Rispetto per i volontari che li mantengono''

Il turismo sempre più di massa che si sta affermando in montagna fa in modo che ogni cosa venga ''fagocitata'' dalle frotte di escursionisti e chi è più impreparato rischia di non essere nemmeno capace di ''leggere'' quel che un tempo era a misura di chiunque si approcciasse all'alta quota. Cani liberi, tracce che vengono perse, sandali e infradito 

Un tratto del sentiero Sorapis
Un tratto del sentiero Sorapis

BELLUNO. Con frotte di turisti che si stanno riversando sulle montagne l'approccio sempre più da turismo di massa tutto sta cambiando in quota. I cosiddetti ''merenderos'' un tempo rari e ben identificabili, in questa estate in alcune zone sono diventati quasi il prototipo di escursionista. Dai ghiacciai ai luoghi più iconici delle Dolomiti infradito o sandali sono stati visti e rivisti e poi cani liberi, molti anziani anche over 80 con malori e infortuni numerosissimi. Gli interventi del soccorso alpino si sono moltiplicati per persone incolumi ma incapaci di proseguire sui sentieri, stanchi perché avevano sottovalutato l'esperienza, senza acqua o impauriti per le vertigini.

 

Tra i ''problemi'' che sui social si stanno rincorrendo c'è anche quello legato alla segnaletica. Realizzata negli anni passati per persone ''alfabetizzate'' rispetto al linguaggio della montagna, oggi nel nuovo mondo del consumo di massa anche dell'alta quota risultano forse fuorvianti. E così le polemiche montano anche perché chi si approccia alla montagna con i sandali con buona probabilità penserà che un sentiero con grado escursionistico livello E faccia per lui e sia poco più di una scampagnata allegra, ma con quelle calzature nessun sentiero dovrebbe fare per lui perché basta la rottura di un laccetto (sperando non succeda di peggio) per dover mobilitare, poi, il soccorso alpino.

 

Nelle scorse ore abbiamo pubblicato la riflessione di Fabio Spelta che con alcuni amici ha deciso di fare un'escursione lungo il sentiero 215 Sorapis, "sulle mappe e nella segnaletica indicato come percorso di 1 ora e 30 minuti - premette -. Ci eravamo informati a dovere: tutte le guide e le informazioni reperibili online lo indicano come sentiero 'facile'". Una grande sorpresa, quella avuta dal gruppo di escursionisti che hanno scoperto che il sentiero "oltre ad essere paurosamente affollato, presentava differenti tratti esposti, il che costituisce un grosso rischio, soprattutto quando c'è troppa gente". E poi cani liberi che scorrazzavano avanti e indietro anche in punti esposti, una durata effettiva della camminata di quasi un'ora in più e ''tracce'' che scomparivano (altro fenomeno molto diffuso questa estate quello delle persone incrodate e che hanno perso il sentiero per poi ritrovarsi bloccate).

 

Oggi interviene anche il Cai Val Comelico rispetto a un altro sentiero, ben più difficile e complicato, quello 101 del passo della Sentinella ma comunque contribuendo alla riflessione sul tema, quello che se davvero sta cambiando l'approccio alla montagna (con un turismo sempre più di massa) per ridurre rischi e pericoli bisognerà rivedere anche il ''linguaggio'' che sino ad oggi si è usato per ''raccontare'' certi luoghi? ''Premesso che su tutte le carte dei sentieri corrette, come la Tabacco 1:25.000, il sentiero CAI n.101 in Vallon Popera, da quota 2375m al Passo 2717m è riportata con segno puntinato "Sentiero difficile con segnavia (per esperti)", che significa un sentiero non comodo, non largo, spesso ripido o faticoso e a volte con passaggi, appunto, per esperti, non per chiacchieroni sedicenti tali''.

 

''Chiarito ciò una volta per tutte - proseguono dal Cai - non capiamo perché i Comeliani vi salgono e scendono tutti i giorni, e non solo loro, e sempre più spesso leggiamo di critiche gratuite e ingiustificate di questo e quel sentiero, che non sarebbe adeguato alle comodità di lor signori. Potremo capire le difficoltà incontrate fino ad inizio luglio, però dalla sua sistemazione con l'apertura della strada degli Alpini il sentiero è ben evidente, ben tracciato e in sicurezza, perché ci si può anche tenere alle corde che sono un valido aiuto per salire o scendere. Tale era e tale è fino alla verifica odierna. Se poi qualcuno si impressiona, invece di informarsi prima, se poi i giornalisti scrivono qualsiasi cosa dica il primo arrivato, senza contaddittorio soprattutto di chi mantiene i sentieri, ...per qualcuno anche il ponte di Rialto è scomodo. Leggiamo ogni settimana della facilità con cui ormai viene affrontata la montagna, i bollettini dei soccorsi sono saturi e gli esperti Guide, Soccorso alpino e Cai, non finiscono mai di dare avvertimenti e consigli, la montagna cambia sempre, è sempre stato così e occorre prima di tutto informarsi ed essere preparati anche ad affrontare qualche imprevisto, la montagna è anche avventura. Beninteso non sottovalutiamo nulla, capiamo che un po di difficoltà c'è, da alcuni anni la situazione è monitorata e arriverà una soluzione appropriata. Tanto per rispetto di chi si fa in 4 operando volontariamente e gratuitamente per mantenere nel miglior modo possibile i sentieri''.

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