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Belluno
02 agosto | 18:23

"Nati per le emergenze, ora bivacchi e casere sono presi d'assalto come fossero hotel", il Cai: "Dentro spazzatura abbandonata. La montagna è di tutti ma così non va''

Il presidente del Cai Agordo: "La spazzatura abbandonata non manca mai: sono molti gli escursionisti che scelgono di utilizzare bivacchi e casere, nati per rispondere alle emergenze, come fossero hotel. Sarebbe bello che le persone capissero che la montagna merita rispetto: continueremo a lanciare i nostri appelli nella speranza che qualcosa possa davvero cambiare"

A sinistra foto di Paolo Azzalin; A destra foto di Sara Lazzari

AGORDO. Bivacchi presi d'assalto dai turisti, spazzatura abbandonata e 'furbetti' che utilizzano strutture nate per rispondere alle emergenze come punti d'approdo "per fare le vacanze gratis". È quanto il rifugista del Pradidali Duilio Boninsegna, con tanto di esempi concreti (QUI ARTICOLO), raccontava qualche giorno fa a Il Dolomiti, lanciando un allarme condiviso anche dal Cai di Agordo: "Lo diciamo da anni - anticipa Dario Dell'Osbel, presidente della sezione -. Sono diverse, purtroppo, le persone che fanno un uso improprio dei bivacchi", premette.  

 

"Ci sono bivacchi e bivacchi - spiegava qualche giorno fa il rifugista Boninsegna -. Quelli realmente importanti e 'salvavita' e quelli invece facilmente accessibili e ormai utilizzati da molti come punto d'appoggio per abbandonare i propri rifiuti o per farsi qualche giorno di vacanza a gratis". L'esperienza nella zona dell'Agordino, invece, mostra quanto ormai si possa arrivare a fare 'cattivo uso' anche delle strutture non così facilmente raggiungibili: "Un esempio ne è il bivacco Bedin, nel gruppo delle Pale di San Lucano, al quale si arriva con un dislivello minimo di 1.300 metri ma, ciononostante, preso prontamente d'assalto in estate", tiene a sottolineare Dell'Osbel.


Nati per rispondere alle emergenze "dal maltempo alla necessità di trovare riparo per la notte o come punto d'appoggio per le squadre di soccorso", molti bivacchi vengono ormai da anni considerati come "meta delle escursioni - fa notare il presidente del Cai di Agordo -. Lo stesso accade anche con le casere o le malghe gestite dai Comuni (ognuna con regolamenti differenti e che variano da Comune a Comune ndr) e considerate da molti come luoghi di pernottamento senza emergenza". 


"Ovviamente non bisogna fare di tutta l'erba un fascio: non mancano gli alpinisti e gli escursionisti che fanno uso corretto delle strutture in quota - spiega Dell'Osbel -. Certo è che negli anni abbiamo osservato, durante i sopralluoghi nei bivacchi, diverse 'cose' che mai avremmo voluto vedere. La spazzatura abbandonata per esempio, anche se 'solo' una bottiglietta di plastica, non manca mai. Poi, ci sono anche i casi estremi come quello del bivacco Dordei, nel gruppo dell'Agner, che nel 1994 venne definitivamente smantellato proprio perché utilizzato (troppo spesso) per 'festicciole' e ormai in stato di degrado".

 

"Sarebbe bello che le persone capissero che la montagna merita rispetto - conclude -. Continueremo a lanciare i nostri appelli nella speranza che qualcosa possa davvero cambiare". 

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