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Trento
11 gennaio | 10:36

"Attirati dai video degli influencer", trascorrono il Capodanno al Baito dei Slavazi e lasciano rifiuti e padelle incrostate: "La montagna è di tutti ma non per tutti"

Il racconto: "Spazzatura, sigarette spente nelle tazze, padelle e stufa incrostate, bottiglie vuote ovunque e la scopa rotta a metà. Su Youtube vari influencer suggeriscono determinate mete: è così che probabilmente questi incivili hanno trovato una baita di questo tipo in pieno inverno, difficile da raggiungere per i non locali. La montagna è di tutti ma non per tutti"

 

"Attirati dai video degli influencer", trascorrono il Capodanno al Baito dei Slavazi e lasciano rifiuti e padelle

LAGORAI. Una baita a libero accesso, aperta a tutti ma evidentemente "non per tutti". E' questa la conclusione alla quale si è giunti dopo quanto successo negli spazi del Baito dei Slavazi, che sorge a quota 1.955 sul Lagorai. A raccontare il tutto è chi di questa struttura se ne prende cura, la Magnifica Comunità di Fiemme, proprietaria dell'edificio che nel proprio regolamento ha stabilito che l'uso è "consentito a chiunque".

"Dopo questa premessa - si legge sulle pagine social della "Regola de Suan" - necessaria per capire il valore comunitario che determinate strutture hanno per i nostri luoghi, sorge un dubbio: la montagna è per tutti? La risposta è no". Viene anticipato con questa 'dura' (ma giusta) riflessione, "il macello che abbiamo trovato, frutto di persone che, oltre che incivili, da sciocche hanno lasciato sul diario del baito il loro menú, che corrisponde a quello trovato incrostato nelle padelle oltre ad altri indizi, come legna buttata in giro".

 

Si tratta di giovani che hanno scelto la baita come punto d'appoggio per trascorrere la notte di San Silvestro, provvedendo poi ad abbandonare ogni sorta di rifiuto, senza degnarsi nemmeno di lavare le padelle che, come si legge sul regolamento della struttura, sarebbero in teoria di chiunque voglia farne uso: "Spazzatura, sigarette spente nelle tazze, padelle indicibili, stufa incrostata, bottiglie vuote ovunque, la scopa rotta a metà - viene fatto sapere -. Su Youtube e diversi blog si trovano vari influencer che suggeriscono determinate mete: è così che probabilmente questi escursionisti di Spinea hanno trovato una baita di questo tipo in pieno inverno (difficile da raggiungere per i non locali)".

E concludono dalla "Regola de Suan", ancora increduli per l'accaduto: "Il male della montagna sono quindi gli influencer? In parte sì, danno informazioni dettagliate a qualsiasi ebete che voglia un luogo appartato per passarci l'ultimo dell'anno senza prendere in considerazione che quei luoghi sono si liberi ma hanno dei proprietari, qualcuno che deve metterci mano se si creano dei danni. Come ovviare a questo male del mondo? Come difenderle? Chiudiamo le baite? Le riserviamo a chi le richiede? Le risposte sono aperte".

Nei prossimi giorni si provvederà a risistemare e ripulire la preziosa struttura in quota (anche se un gran lavoro è già stato fatto: "Abbiamo sistemato grossolanamente e portato a casa due zaini di rifiuti ma bisogna sicuramente ripassare"). Nel frattempo, l'appello è quello "di portarvi a valle un po' di rifiuti del baito, se mai doveste approdarvi in questi giorni. Baito che è patrimonio di tutti: tra l'altro, dispiace che dal 31 dicembre ad oggi nessuno abbia provato a sistemare quel macello". 

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