Caos pista da bob, si conta sui soldi del Fondo di confine ma con l'Autonomia differenziata questo strumento salta? Bond: "Non si esclude una soluzione diversa"
C'è ancora un vincolo giuridico sull'utilizzo delle risorse ma ora il via libera alla legge sull'Autonomia differenziata ci si affida un Fondo che in un futuro non lontano potrebbe cambiare destinazione? Dario Bond: "I tempi appaiono ancora lunghi ma è chiaro che questa decisione potrebbe rappresentare un cambio di scenario importante"

TRENTO. "I tempi appaiono ancora lunghi ma è chiaro che questa decisione potrebbe rappresentare un cambio di scenario importante". Queste le parole a il Dolomiti di Dario Bond, deputato e delegato nel Comitato paritetico per la gestione dell'intesa per il Fondo comuni confinanti. Il via libera nelle scorse ore all'Autonomia differenziata potrebbe in prospettiva mandare in soffitta le risorse che annualmente Trentino e Alto Adige destinano per gli investimenti nel Bellunese. "Penso che questo strumento possa avere ancora un futuro, con una mission diversa e una forte collaborazione dei territori per investire su opere strategiche".
Al netto della necessità di, probabilmente, modificare la norma per superare il vincolo giuridico e permettere le spese in cassa corrente, oggi si guarda a questo Fondo per mantenere la pista da bob senza però a questo punto avere la certezza che nei prossimi anni questo strumento sarà effettivamente operativo? "Ci sono ancora molti se e molti ma - dice Bond - ci sono quindi molti passaggi da portare a termine: la nuova legge sull'autonomia differenziata va a disegnare un nuovo scenario, però i tempi di attuazione sono relativamente lunghi".
Il via libera all'Autonomia differenziata e le possibili modifiche sulle competenze possono, però, portare a una revisione degli equilibri attuali, anche sul fronte del Fondo dei Comuni confinanti. "Oggi c'è un contenitore - evidenzia Bond - ma non ci sono i Livelli essenziali delle prestazioni e bisogna trovare un equilibrio. Oggi molte materie inserite nell'Autonomia differenziata sono concorrenti, penso ai trasporti ma anche a molti servizi sociali. Il Veneto e la Lombardia possono rivendicare le competenze ma serve la sicurezza di poter avere risorse aggiuntive. A ogni modo le richieste delle Regioni saranno graduali" .
Insomma, per ora c'è il Fondo e la strada per le spese di gestione della pista Eugenio Monti, stimati in 1,5 milioni all'anno, sembra tracciata nella bozza di accordo nel Bollettino ufficiale della Regione Veneto, numero 65 del 21/05/2024. Il documento è vago, non riporta cifre e non è definito nella sua struttura ma le ipotesi circolante negli anni scorsi sono diventati un'intesa (Qui articolo).
"Le Province di Trento e Bolzano - si legge nel documento - si impegnano a sostenere, per gli esercizi compresi tra il 2027 e il 2046, un importo annuo determinato nell’ambito della programmazione, per garantire la continuità dell’utilizzo sportivo dell’impianto recuperato, destinando apposite risorse nell’ambito del Fondo Comuni confinanti" (Qui articolo).
Un accordo che ha lasciato più che perplesso Bond, delegato alla gestione del Fondo, perché non consultato preventivamente e perché in questo momento le risorse non potrebbero essere utilizzate per questi scopi. Ora qualche dubbio anche sulla tenuta del Fondo alla luce della novità sull'Autonomia differenziata. I conti vengono fatti su risorse che in un futuro, non immediato ma nemmeno lontano, potrebbero non essere sul tavolo?
"Con l'arrivo della legge sull'autonomia differenziata non si esclude che all'interno dei capitoli delle materie e del gettito fiscale garantito si possa trovare una soluzione anche per la pista da bob Eugenio Monti", conclude Bond.













