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Pista da bob, nuovo caos. La gestione pagata dal Fondo Comuni confinanti? Bond: ''Impossibile, servono per investimenti. Bisognerebbe cambiare la legge''

La pubblicazione del Bollettino ufficiale del Veneto che contiene le disposizioni della copertura dei costi di gestione della pista da bob di Cortina crea più di qualche fibrillazione. Il delegato nel Comitato paritetico per la gestione dell'intesa per il Fondo comuni confinanti: "All'oscuro di tutto. Sbagliati metodi e modi"

Di Luca Andreazza - 23 maggio 2024 - 17:40

TRENTO. Le spese di gestione della pista Eugenio Monti, stimati in 1,5 milioni all'anno, dopo i Giochi olimpici? Sono sostenute anche attraverso i Fondi dei Comuni confinanti. Questa possibilità, ipotizzata già in passato e rimasta piuttosto nell'ombra, è stata ora messa nero su bianco. C'è la bozza di accordo nel Bollettino ufficiale della Regione Venetonumero 65 del 21/05/2024. Ma sono altissimi i dubbi sull'opportunità di poter utilizzare le risorse per "ripianare" il disavanzo generato dall'opera di Cortina. Il documento è vago e c'è un'altra domanda? Se l'intesa non riguardasse solo l'impianto destinato a ospitare le gare di bob, slittino e skeleton?

 

Ma andiamo con ordine. Già nel 2019 era emerso che ci fosse una lettera di intenti tra Trentino, Alto Adige e Veneto per la copertura dei costi di gestione. Un accordo di 15 anni attraverso anche il Fondo dei Comuni di confine. Questa ipotesi è sempre rimasta sullo sfondo fino a quando il sindaco di Cortina d'Ampezzo, Gianluca Lorenzi, ha commentato che "non dormo alla notte pensando ai conti per mantenere la pista e al rischio di default del Comune”.

 

Siamo a febbraio e il mese successivo il senatore Gianni Rosa è intervenuto in parlamento per puntualizzare che "la vice presidente della Regione Veneto ha già chiarito che la gestione sarà a carico della Provincia di Trento e Bolzano, delle federazioni sportive e della Regione Veneto". Ma la materia è rimasta un'incognita, fino alle scorse ore.

 

Gli indizi sono diventati un'intesa: "Le Province di Trento e Bolzano si impegnano a sostenere, per gli esercizi compresi tra il 2027 e il 2046, un importo annuo determinato nell’ambito della programmazione, per garantire la continuità dell’utilizzo sportivo dell’impianto recuperato, destinando apposite risorse nell’ambito del Fondo Comuni confinanti".

 

Si attingerebbe, quindi, al "tesoretto" da 80 milioni. Si tratta di risorse messe a disposizione dei vicini nell'ambito dell'Accordo di Milano e del Patto di stabilità. Anni delle bordate all'autonomia e un periodo nel quale i territori di confine avevano iniziato a chiedere di poter trasferirsi in provincia di Trento e di Bolzano. 

 

Così è stato definito un Fondo con una norma costituzionale che rientra nello Statuto trentino per calmare le acque e sopperire al gap infrastrutturale di 48 Comuni confinanti in Provincia di BellunoBresciaVicenza Sondrio. Un meccanismo inserito nella finanziaria del 2010 e chiarito nel 2014 per un intervento da 40 milioni dal Trentino e altrettanti dall'Alto Adige: ogni anno vengono distribuiti 500 mila euro in quota fissa più altri investimenti.

 

"Iniziamo dal problema di metodo", commenta a il Dolomiti il deputato Dario Bond, delegato nel Comitato paritetico per la gestione dell'intesa per il Fondo comuni confinanti. "La forma non va bene perché ci si trova a contribuire attraverso il Fondo senza che ci sia stata una comunicazione. Ci siamo trovati un Ordine del giorno e un Bollettino ufficiale senza che ci sia stato chiesto un parere. Inoltre la cifra non viene specificata, si parla solo che si sostengono le spese annuali di manutenzione in un'ottica post olimpica".

 

E ci sarebbe un problema. Un vincolo non di poco conto. "Un nodo amministrativo, tecnico e burocratico", continua Bond. "L'intervento riguarda spese di manutenzione, quindi quelle correnti che richiedono una pronta disponibilità di cassa. Ma il meccanismo del Fondo è un altro e questa misura è pensata per le spese di investimento. Un cambio richiede la modifica della legge in parlamento. Poi si può anche ragionare sull'eventuale modifica perché i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, non hanno forza economica e queste risorse potrebbero tornare utili per finanziare progetti di mobilità, per esempio. La qualità della vita passa da un equilibrio dei servizi, ma oggi questi soldi non possono essere toccati per questi obiettivi".

 

Il titolo dell'Allegato A del Bur lascia perplesso il deputato. Il documento è "Schema di accordo di programma per la gestione, promozione e valorizzazione post olimpica dello sliding centre 'Eugenio Monti' e delle altre opere olimpiche realizzate nel comune di Cortina d'Ampezzo e delle provincie Autonome di Trento e Bolzano". Insomma i contorni dell'accordo sono vaghi. Il Fondo potrebbe alimentare la gestione di più opere?

 

"Questo ci preoccupa: non ci sono cifre e tutto è molto vago. Questo rischia di mettere in difficoltà i territorio nella programmazione degli investimenti", conclude Bond.

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