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Belluno
16 aprile | 12:58

Diga del Vanoi, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti duro sulla Regione Veneto: "Sbalorditi: la montagna non è un giocattolo della pianura"

La Regione Veneto ha bocciato una mozione che chiedeva di rinunciare alla diga sul Vanoi. Il Bard: "Non sappiamo se è arroganza o superficialità, ma quelle affermazioni che sembrano sottintendere che la montagna e le sue popolazioni sono semplici risorse da sfruttare per il benessere delle popolazioni di pianura sono inaccettabili, soprattutto per una popolazione che ha subìto il Vajont"

Diga del Vanoi, il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti duro sulla Regione Veneto

BELLUNO. "La discussione avvenuta in Consiglio regionale del Veneto sulla diga in fase di progettazione sul Vanoi ci lascia sbalorditi come bellunesi", così il movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti commenta quanto accaduto qualche giorno fa a Venezia. "Non sappiamo se è arroganza o superficialità, ma quelle affermazioni che sembrano sottintendere che la montagna e le sue popolazioni sono semplici risorse da sfruttare per il benessere delle popolazioni di pianura sono inaccettabili, soprattutto per una popolazione che ha subìto il Vajont".

 

Nelle scorse serttimane la maggioranza in Regione Veneto ha respinto la mozione delle opposizioni che chiedeva di impegnare la Giunta veneta a rinunciare all'opera (Qui articolo). Un progetto la cui prima ideazione risale addirittura al 1922 e la cui versione più recente e ora dibattuta è del 1998, pensato innanzi tutto per la produzione idroelettrica ma sempre più, negli anni recenti, propugnato come serbatoio necessario per alimentare l’asta del Brenta e affrontare la crisi idrica che ciclicamente colpisce la pianura veneta (QUI L'APPROFONDIMENTO anche per uno spreco dell'acqua soprattutto a livello agricolo che necessita di importanti riforme e aggiornamenti tecnici).

 

Una decisione contraria alla volontà del Trentino e del Bellunese. In provincia di Trento il Partito Democratico ha espresso preoccupazione (Qui articolo), un concetto ribadito anche dalle istituzioni a Belluno. Anche il Bard è molto perplesso sulla votazione a Venezia. 

 

"Non c'è solo la gravissima posizione sullo sfruttamento della montagna, delle sue popolazioni e delle sue risorse a uso e consumo della pianura. Si continua a non parlare del fatto che l'acqua viene praticamente regalata alla
pianura
: questo non è più possibile. Il valore del bene acqua va riconsiderato e vanno equamente remunerate le popolazioni di montagna che devono subire lo sfruttamento dei bacini a scopo irriguo: pensiamo ai perenni casi del lago di
Centro Cadore
o del lago di Santa Croce, il cui livello si alza e si abbassa a seconda degli umori della pianura, rendendo impossibile la pianificazione e la crescita turistica di queste aree".

 

L'opera andrebbe a incidere sulla vallata del Vanoi tra Trentino e Veneto sull’omonimo torrente: qui, in territorio comunale di Lamon (Belluno) si vorrebbe edificare una grande diga, alta circa 120 metri, che formerebbe un bacino tra i 33 e i 40 milioni di metri cubi.

 

"Ancora una volta, questo dibattito fa capire come la montagna bellunese non possa continuare a essere governata dalla pianura veneta. Se dobbiamo aspettare il federalismo regionale e poi intavolare le trattative per il trasferimento di competenze e risorse alla Provincia di Belluno, è evidente che nel frattempo continueremo a essere il giocattolo degli interessi della pianura, a cui poco o nulla importa della montagna bellunese, delle Dolomiti e, soprattutto, dei suoi abitanti", conclude il movimento Bard.

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