Il cervo di Cortina tra selfie, carezze e noccioline (IL VIDEO): la triste realtà di un 'replicante' alla Blade Runner che si aggira tra luci al neon e bar del centro
L'immagine è distopica, pare uscita da Blade Runner di Ridley Scott, ma non c'è niente di romantico, solo tanta tristezza per un animale selvatico diventato feticcio, attrazione da parco giochi, simbolo di una montagna che non c'è, che può ridursi a selfie, carezza e nocciolina. Dove tutto si consuma e finisce consumato, come il pelo del povero cervo
CORTINA. E' brutto quel che sta succedendo a Cortina. Un animale selvatico sempre più addomesticato, che si sposta di bar in bar, di aperitivo in aperitivo, che attraversa la notte della Regina delle Dolomiti tra luci al neon e macchine in colonna. L'immagine è distopica, pare uscita da Blade Runner di Ridley Scott, ma non c'è niente di romantico, solo tanta tristezza per un animale selvatico diventato feticcio, attrazione da parco giochi, simbolo di una montagna che non c'è, che può ridursi a selfie, carezza e nocciolina. Dove tutto si consuma e finisce consumato, come il pelo del povero cervo.
Una chiazza sempre più larga si fa spazio sulla sua schiena. Quasi che le carezze gli stessero consumando il pelo, gli stessero strappando l'autenticità selvatica che dovrebbe caratterizzarne l'esistenza. Più semplicemente si tratta di uno spellamento che potrebbe essere ricondotto a un'alopecia o a qualche acaro o a una dermatite ma comunque ha un che di simbolico, quasi che l'animale stesse ormai cambiando pelle. Il cervo di Cortina dovrebbe essere portato via dalle autorità. Lo avrebbero dovuto portare via settimane fa, forse mesi. E invece è ancora lì magari perché davvero può far contenti i turisti. Farli felici. Far vivere loro un'esperienza a 'contatto' con quella natura che molti vogliono così: selfie, carezza, nocciolina e via.
Poi, quando il centro si svuota, l'animale lo si trova a rovistare tra i bidoni negli angoli bui del paese. Compare, come un fantasma, in fondo ai giardini delle ville del paese, si aggira, anima in pena, di strada in strada, si accontenta anche di un po' d'erba tra i marciapiedi. Per qualcuno è già spacciato. Finirà contro una macchina o inseguito da qualche cane lasciato libero da uno dei tanti padroni che essendo arrivato in montagna vuole che il suo ''Fido'' faccia anche lui un'esperienza ''natur'' al 100% libero di rincorrere qualche selvatico, meglio ancora un selvatico che selvatico non è più, quasi fosse un replicante.
E così tra le luci al neon di Cortina, sotto la pioggia, potrà pronunciare le fatidiche parole di Roy Batty-Rutger Hauer
Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi:
uomini e donne con pellicce di animali darmi patatine fritte da mangiare e offrirmi menta al gusto di rum e lime appena pescata da un bicchiere da festa
e ho visto le luci scintillanti di telefoni usati per fare le fotografie mentre voci miagolanti mi chiedevano ''perché non sorridi anche tu, bellissimo?''.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo,
come lacrime nella pioggia.
È tempo di morire













