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Trento
30 gennaio | 05:01

Incidenti sulle seggiovie, una persona morta e bimbi caduti: "Incidenza bassissima ma serve più attenzione nel salire e scendere da parte di tutti"

Nell'arco alpino sono stati già registrati diversi casi di sciatori, soprattutto bambini, che precipitano da una seggiovia. La presidente di Anef: "Agli addetti alle stazioni a valle e a monte chiediamo grandissima concentrazione alle fasi di imbarco e di sbarco ma tutti devono fare la propria parte: non ci si deve distrarre sull'impianto"

TRENTO. Un inverno positivo per le destinazioni di montagna, segni più nei passaggi agli impianti e nei fatturati. Ma l'aumento dei turisti significa anche un maggior tasso di incidenti. Ma quest'anno sembra esserci una crescita di quelli alle seggiovie. Diversi i casi di persone che sono precipitati dalle seggiovie, l'ultimo evento purtroppo è quello che ha portato alla morte di Erna Perathoner in Alto Adige.

 

L'83enne ha perso la vita sull'Alpe di Siusi negli scorsi giorni. E' successo nei pressi della stazione a valle della seggiovia Goldknopf/Punta d'Oro. Un volo di svariati metri risultato fatale mentre l'amica di 68 anni, che probabilmente ha cercato di trattenerla ma è precipitata a sua volta, è stata trasferita in elicottero all'ospedale in gravi condizioni.

 

Ma nell'arco alpino sono stati già registrati diversi casi di sciatori, soprattutto bambini, che precipitano da una seggiovia. Per restare in Italia, un bambino di 6 anni è caduto nel comprensorio sciistico Le Melette a Gallio: un incidente molto grave. Un altro piccolo di 9 anni a Colere in valle di Scalve (Bergamo). E' rimasto aggrappato più che ha potuto, poi ha perso la presa. E ancora una bimba di 8 anni è caduta a Piancavallo (Pordenone) nel corso di una lezione di sci, il maestro l'ha trattenuta fino a quando è stato possibile. Questi alcuni casi durante questa stagione.

 

Ogni ora gli impianti a fune trasportano migliaia di persone e ogni tanto qualcuno precipita dagli impianti. Gli ultimi sciatori morti precipitati da una seggiovia in Italia risalgono al marzo scorso (un 16enne in Piemonte) e al 2020 con il decesso di un 72enne in Trentino. In entrambi i casi però le cadute erano avvenute a causa di un malore.

 

"Queste sono situazioni particolari mentre negli altri casi è più dovuto a distrazioni e comportamenti non proprio corretti nel salire o nel scendere dalla seggiovia. Sono eventi che capitano statisticamente nel corso dell'inverno ma fortunatamente la percentuale resta bassissima", spiega a il Dolomiti la numero uno degli impiantisti Valeria Ghezzi. "Nel 2019 (ultimo anno pre lockdown) per esempio, dati Itab alla mano, sono stati segnalati 9 infortuni in Italia su 459.627.000 persone trasportate".

 

Una serie di incidenti simili in poche settimane che comunque ha portato Anef a fare una ricognizione per capire quanto effettivamente succede. "Oggi è ancora presto per tracciare un bilancio - commenta la presidente di Anef-Associazione nazionale esercenti funiviari, Fianet a livello europeo e di Funivie Seggiovie San Martino di Castrozza - ma siamo in linea rispetto a questi dati: cresce il numero assoluto perché aumenta quello delle persone trasportate: non cambia l'incidenza".

 

E' chiaro, però, che il tema della sicurezza sulle piste resta un aspetto sensibile, anche per potenziali risvolti giudiziari. "La responsabilità è in capo alle società impianti e, per questa ragione, chiediamo agli addetti alle stazioni a valle e a monte grandissima concentrazione alle fasi di imbarco e di sbarco - evidenzia Ghezzi - capire velocemente un eventuale problema, rallentare o fermare un impianto, prestare attenzione nel prevenire criticità: la vigilanza deve essere attiva".

 

Oggi gli impianti più moderni abbassano la barra di sicurezza in automatico ma su moltissime seggiovie l'azione è manuale. "E' obbligatorio e la manovra deve essere eseguita in pochi secondi, praticamente dopo aver preso posto sul seggiolino", dice la presidente di Anef-Associazione nazionale esercenti funiviari, Fianet a livello europeo e di Funivie Seggiovie San Martino di Castrozza. ''Una seggiovia in 30 secondi ha già compiuto un bel pezzo di percorso in una situazione non protetta e se non si è in sicurezza ci si mette a rischio". 

 

Non solo i sistemi di sicurezza sugli impianti più datati, gli incidenti sono da ricondurre a superficialità nell'approcciarsi alla salita sulla seggiovia, una seduta scomposta, oppure a distrazioni per l'uso del cellulare per una foto o un video. "I controlli sono costanti e il personale è formato", prosegue Ghezzi. "La maggior parte degli incidenti avviene alla partenza e all'arrivo perché si ritarda o si anticipa l'azionamento della barra manuale".

 

Serve, insomma, attenzione. "La responsabilità è degli impianti ma ogni parte deve svolgere il proprio ruolo. Lo sci è divertimento e come si presta attenzione lungo il tracciato per evitare scontri e incidenti, bisogna restare concentrati anche sugli impianti. Una distrazione o la sottovalutazione di un'azione non consona può essere pericolosa. I maestri, i genitori o l'amico di famiglia è chiamato a svolgere il ruolo di tutore anche sulle seggiovie", conclude Ghezzi.

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