L'elicottero non può raggiungere il rifugio, allora diversi escursionisti si caricano viveri e legna negli zaini e li portano in struttura: "Impossibile ringraziare tutti"
I gestori del rifugio Semenza: "Tante persone sono arrivate con lo zaino carico di legna, gas, pastin, formaggio. Ma non è una sorpresa: il popolo delle montagne sa essere generoso, solidale e con un grande cuore. Immenso abbraccio a voi"

TAMBRE D'ALPAGO. La montagna racconta storie di fatica e difficoltà ma anche di meravigliosa solidarietà. Lo sanno bene i gestori del rifugio Semenza, sulle Prealpi Venete, che nelle scorse ore hanno voluto ringraziare i tanti approdati a quota 2.020 per dare un mano.
Tutto è partito da un post pubblicato dai rifugisti negli scorsi giorni (QUI ARTICOLO), nel quale i due raccontavano la complessa situazione in rifugio in giorni in cui imperversava il maltempo e le raffiche di vento avevano impedito all'elicottero di raggiungere la struttura in quota con viveri e rifornimenti.
"L'elicottero non può raggiungerci e scarseggia la legna - scrivevano i gestori Nadia Benetti e il marito Franco Perlotto sui social lanciando l'appello -. A Col Indes c'è un saccone pieno. Se passate e ne portate anche un solo pezzo sarebbe il top: grazie".
Un appello accolto da moltissimi escursionisti, che nei giorni successivi si sono portati a quota 2.020 con viveri e legna per dare una mano: "Impossibile ringraziare ognuno - commentano i rifugisti -. Tante persone hanno chiamato ieri e sono arrivate oggi con lo zaino carico di legna, gas, pastin, formaggio. Non è una sorpresa: il popolo delle montagne sa essere generoso, solidale e con un grande cuore. Immenso abbraccio a voi".















