Vandali a quota 1.500 metri, preso a sassate il vetro di una pozza artificiale: "Era casa di tritoni alpini, ululoni e rane rosse: un gesto inqualificabile"
Il racconto dei referenti della Sat di Brentonico: "Qualche frequentatore del rifugio,forse per passatempo, ha pensato bene di divertirsi prendendo a sassate il vetro di una pozza artificiale, incrinandolo e facendo sì che la fuoriuscita dell'acqua minacciasse la sopravvivenza degli animali, prontamente messi in sicurezza. Un gesto inqualificabile che non è possibile giustificare da chi frequenta le nostre montagne"

BRENTONICO. Bivacchi vandalizzati, spazzatura abbandonata e non solo. Che la maleducazione raggiunga ormai (purtroppo) anche le quote più elevate (in tutti sensi) è ormai un dato di fatto e a raccontare l'ennesimo caso di "malcostume" è ora la Sat di Brentonico, che nelle scorse ore ha rivelato quanto accaduto nei pressi del rifugio Fos.Ce: "Qualche frequentatore della struttura, si pensa forse per passatempo, ha pensato bene di divertirsi prendendo a sassate il vetro di una pozza artificiale, incrinandolo e facendo sì che la fuoriuscita dell'acqua dall'invaso minacciasse la sopravvivenza degli animali che la abitavano".
Si tratta per l'appunto di una pozza che sorge a quota circa 1.500 metri nei pressi del rifugio Fos.Ce, costruita negli anni '80 assieme al vicino Vivario, "in quanto luoghi di interesse naturalistico e didattico - tengono a sottolineare da Sat -. In particolare, come ci è stato segnalato dall'amico Pietro Lorenzi, la pozza ospita(va) il tritone alpino, il rospo comune, la rana rossa di montagna, l'ululone a ventre giallo e , seppure un po' in abbandono, era ancora idonea con il limo di fondo e l'acqua per costruire l'habitat ideale per questi animali acquatici di piccole dimensioni".
A febbraio, però, qualche vandalo si è portato in zona, prendendo a sassate lo spesso vetro costruito per consentire l'osservazione degli animali contenuti nella pozza: "Questo gesto, che è stato segnalato dal gestore, ci ha riempiti di tristezza e ci ha spinti a fare alcune considerazioni su quanto succede nel tempo presente. Leggendo i giornali di pochi giorni fa si è potuto apprendere dei vandalismi gratuiti fatti nei rifugi e non solo: al rifugio Roda di Vael, al vicino bivacco Lavacchio della Sat di Avio e, quindi, senza voler generalizzare si può affermare tranquillamente che sono frutto di malcostume, maleducazione e disprezzo della cosa pubblica, che ormai sta dilagando anche in montagna e purtroppo nei giovani".
Per quanto riguarda la pozza artificiale, il danno arrecato è importante e ha costretto alcuni volontari a recuperare gli animali, mettendoli al sicuro: "A causa delle sassate il vetro si è incrinato, facendo sì che la fuoriuscita dell'acqua dall'invaso minacciasse la sopravvivenza degli animali - concludono -. Adesso l'amministrazione comunale si spera provveda alla sostituzione del costoso vetro, al riempimento della pozza e l'inserimento degli animali. Resta comunque l'amarezza di un gesto inqualificabile e che non è possibile accettare e giustificare da chi frequenta le nostre montagne".














