Continui crolli, frane e smottamenti dal Marcora: più di 15mila metri cubi di materiale scesi a valle. Si punta a un monitoraggio costante
Si è svolto in prefettura l’incontro relativo ai nuovi crolli della Croda Marcora, conclusosi con la decisione di convocare per giovedì mattina presso il Centro coordinamento soccorsi di Belluno un tavolo coordinato che riguardi tutta la viabilità e coinvolga i diversi enti coinvolti, cioè Anas, Provincia e Regione Veneto

BELLUNO. Si è svolto in prefettura l’incontro relativo ai nuovi crolli della Croda Marcora, conclusosi con la decisione di convocare per giovedì nel Centro coordinamento soccorsi di Belluno un tavolo che riguardi tutta la viabilità lungo l'Alemagna e nella zona del Boite.
Gli enti coinvolti sono infatti diversi: l'Anas per quanto riguarda la statale 51, la Provincia per quanto riguarda la frana di Cancia e la Regione del Veneto in ordine alla situazione del Rudan e ora anche per gestire la questione della polvere e dei crolli sulla Croda Marcora. “Si punta quindi a creare un tavolo coordinato - fa sapere Massimo Bortoluzzi, consigliere provinciale delegato alla difesa del suolo - proprio per fare scelte condivise e che siano omogenee per l'intera area, in maniera anche da installare pannelli di indicazione variabili a Tai di Cadore e Cortina dove può essere smistato il traffico in base ai possibili eventi futuri”.
Per quanto riguarda i crolli del Marcora, ieri Bortoluzzi riferiva che l’elicottero dei vigili del fuoco non era riuscito a effettuare il sopralluogo previsto ma che, grazie alla Regione Veneto, era stato messo a disposizione un elicottero antincendio boschivo che ha effettuato il sorvolo nel tardo pomeriggio assieme al geologo incaricato dalla Provincia, per acquisire informazioni aggiornate e dettagliate. Ad oggi sono stimati complessivamente più di 15 mila metri cubi di materiale: l'obiettivo nell'immediato è l'installazione di alcune videocamere ad alta risoluzione per poi puntare ad un sistema di monitoraggio più evoluto e sofisticato.
Sul fronte di Cancia, invece, a seguito delle piogge di oggi, sono state sospese momentaneamente le operazioni di bonifica in atto, perché con le nuove precipitazioni si sarebbe potuto compromettere l'attività causando un'ulteriore diffusione di idrocarburi. Dopo lo sversamento di gasolio da una cisterna segnalato qualche giorno fa, infatti, avvenuto a Cancia e arrivato fino al Piave, si era provveduto all’assorbimento del materiale inquinante a Soverzene.












