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Trento
21 giugno | 18:52

Crisi climatica, i vigneti si spostano in quota e Brentonico pensa a un tavolo tecnico: "Pensiamo a limiti e criteri che orientino l'espansione della viticoltura"

Il sindaco di Brentonico Mauro Tonolli: "Non intendiamo bloccare l’attività agricola, ma accompagnarla verso modelli più sostenibili, capaci di integrarsi con le altre vocazioni del territorio: dal turismo lento alla conservazione del paesaggio, dalla salvaguardia dei suoli alla tutela delle acque". L’assessore all’agricoltura Alessio Bertolli: “Pensiamo anche alla modifica del Prg per introdurre limiti e criteri che orientino l’espansione dei vigneti, privilegiando il valore rispetto alla quantità"

BRENTONICO. La viticoltura si espande rapidamente e si trova in una fase di profondo cambiamentosale sempre di più in quota, in alcuni casi ai 1.200 metri, spinta dalla crisi climatica e dagli incentivi comunitari. E' quanto accade, per esempio, sull'Altipiano di Brentonico. A questo fenomeno si accompagna un crescente interesse di aziende, anche esterne al territorio, che puntano sull'acquisizione di grandi appezzamenti da destinare a vigneto.

 

E' una dinamica, quella di alzare la quota dei vigneti, che guarda a una prospettiva futura legata all'innalzamento delle temperature. Un territorio che presenta aziende, anche vitivinicole, interessanti e che potrebbe scoprire un nuovo paesaggio in alcune sue porzioni. Certo, se la viticoltura può essere una vocazione sarà il tempo e il ritorno dell'investimento a decretare la bontà della scelta. Una probabile scelta potrebbe essere quella di puntare in particolare sulla specializzazione dell'area, soprattutto una coltivazione che strizza l'occhio al TrentoDoc.

 

Ma è chiaro che, per esempio, Brentonico, la val di Cembra e la val di Non possono essere, per quote e terreni, zone particolarmente apprezzate nel prossimo futuro. Per l'Altopiano sul Monte Baldo quello che emerge è l'avanzata fase dell'investimento di Veronesi Signorvino, mentre la Cooperazione sembra restare a guardare mentre gli ettari vengono acquistati da altri.

 

Necessaria una pianificazione, per non rischiare di chiudersi in una monocoltura, e per non snaturare un territorio e per questo si pensa a un tavolo tecnico. "Una trasformazione che genera, comprensibilmente, preoccupazione tra i cittadini", le parole di Mauro Tonolli, sindaco di Brentonico. "C’è chi teme una deriva verso la monocoltura, chi chiede maggiore tutela del paesaggio, chi si interroga sul futuro di prati, boschi e sorgenti d’acqua. Il tema è delicato e richiede attenzione, ascolto e visione.

 

La nuova Giunta Comunale ha avviato, infatti, la creazione di un tavolo tecnico per riunire i principali portatori di interesse: cantine, operatori turistici, associazioni ambientaliste, agronomi, cacciatori, consiglieri comunali, tecnici e cittadini. Allo studio c’è anche la modifica del Piano Regolatore Generale per introdurre limiti e criteri che orientino l’espansione dei vigneti, privilegiando il valore rispetto alla quantità.

 

"L’Amministrazione comunale – dice Alessio Bertolli, assessore con delega all'agricoltura - pur non avendo oggi gli strumenti e le competenze dirette nell’autorizzare o bloccare i nuovi impianti vitivinicoli, si è attivata per trovare una via concreta e partecipata. L’obiettivo è ambizioso e necessario: vogliamo costruire una visione equilibrata dello sviluppo agricolo che tenga insieme tutela ambientale, identità del territorio, qualità delle produzioni e benessere delle comunità locali. La nostra amministrazione non è contro la viticoltura, ma crediamo nella necessità di mantenere un equilibrio. Vogliamo evitare che la monocoltura della vite cresca in modo incontrollato, e puntiamo invece a un’integrazione ragionata, pensata a lungo termine. Il nostro territorio è il bene più prezioso che abbiamo: va tutelato con cura, ma anche valorizzato attraverso progetti di qualità che creino lavoro e promuovano i nostri prodotti ben oltre i confini regionali”.

 

Si cerca di rispondere alla domandaquanta vite è compatibile con l’identità e l’equilibrio di Brentonico? "E' necessario trovare, insieme, una risposta concreta e lungimirante", aggiunge Bertolli. "Questa crescita, è oggi poco regolamentata soprattutto se interessa la trasformazione dei prati da fieno in vigneti, e impone una riflessione condivisa sul futuro del paesaggio, della biodiversità e della qualità della nostra vita. Il nostro intento non è bloccare l’attività agricola, ma accompagnarla verso modelli più sostenibili, capaci di integrarsi con le altre vocazioni del territorio: dal turismo lento alla conservazione del paesaggio, dalla salvaguardia dei suoli alla tutela delle acque".

 

Il tavolo tecnico, che sarà avviato nei prossimi mesi, verrà coordinato da professionisti esperti nella mediazione territoriale e nei processi partecipativi. "Sarà un percorso aperto, trasparente e inclusivo, con l’obiettivo di raccogliere istanze, analisi e proposte che possano poi tradursi in una modifica al Piano Regolatore Generale, introducendo regole chiare per uno sviluppo equilibrato e consapevole".

 

Nel frattempo l’Amministrazione comunale, appena insediata, si è già messa al lavoro, dialogando con alcune grandi aziende agricole che stanno realizzando vigneti sul territorio comunale e promuovendo un confronto diretto. "Il nostro impegno è valorizzare il territorio attraverso la cultura, l’ambiente, il lavoro e l’equilibrio tra le sue molte vocazioni. Brentonico deve continuare a essere un esempio positivo di come si possa crescere senza perdere la propria identità”, conclude Tonolli.

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