Crollo dal Marcora, ecco dove passa la Ferrata Berti chiusa da settimane ma ancora frequentata da escursionisti: ''Mettete in pericolo anche chi vi aiuta''
Il soccorso alpino veneto mostra dove passa il sentiero 242 che con ordinanze e divieti è chiuso da settimane perché i crolli continuano senza sosta. Eppure anche il passaggio di escursionisti e alpinisti non si ferma come dimostrato dagli interventi resi necessari per recuperare persone il 31 luglio e il 19

CORTINA. ''Approfittiamo di questa immagine di oggi, pubblicata da Radio Cortina, che ringraziamo, per mostrarvi il pericolo che persiste lungo il sentiero 242 della Ferrata Berti, all'altezza della frana sulla Croda Marcora, dove continua la caduta di ingenti quantità di materiale dall'alto. Pericolo per chiunque vi si trovasse a transitare e per chiunque fosse eventualmente chiamato in aiuto, che ha imposto la chiusura dell'itinerario''. Verrebbe da dire: ''Più chiaro di così''. E invece il timore è che nemmeno questo appello chiarissimo del Soccorso alpino veneto dopo l'ennesimo crollo da Cima Marcora basti. Come d'altronde non sono bastati negli scorsi i cartelli di divieto, le ordinanze, gli appelli.
Come noto si è verificato questa mattina poco dopo le 9.30 l'ennesimo distacco da Cima Marcora. Da settimane, ormai si verificano i crolli e l'Alemagna che corre poco sotto il monte è martoriata tra chiusure, aperture, colate detritiche, traffico alternato ed altro. Questa volta il crollo si è verificato distante, in quota, e non è stata interessata la viabilità ma il sentiero 242 della Ferrata Berti è stato nuovamente travolto.
Proprio quel sentiero dove negli scorsi giorni il soccorso alpino era dovuto intervenire all'altezza della frana perché un escursionista si era trovato bloccato nonostante la chiusura, anche con un'ordinanza del sindaco di San Vito di Cadore, da entrambi i punti di accesso, da Cortina e da San Vito, e nonostante siano stati posizionati cartelli di avviso.
Sul posto sono dovuti andare i soccorritori a recuperare l'escursionista mettendo, evidentemente, in pericolo anche le proprie vite visto il continuo scarico di materiale a monte. Un fatto che andava a sommarsi al caso di due ragazzi belgi che lo scorso 19 luglio e la segnalazione di ulteriori passaggi successivi di persone. Oggi il crollo rende il tutto ancora più evidente. Si rischia la vita e si mette in pericolo quella di chi poi dovrà intervenire in soccorso.












