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| 03 ago 2025 | 12:51

Fanno a pezzi il tavolo del bivacco e lo bruciano, poi rubano diverse attrezzature. La rabbia dei volontari: "Senza parole: mai vista tanta maleducazione"

Sono state rubate attrezzature più volte e il tavolo del bivacco Davide è stato fatto a pezzi e bruciato. La rabbia del Cai di Santicolo: "Le persone dovrebbero essere grate di avere la possibilità di sostare in questi posti. Siamo veramente amareggiati"

A sinistra foto da "Wikipedia"; a destra foto archivio

CORTENO GOLGI. "Purtroppo, dopo ripetuti atti di vandalismo che si sono verificati nel nostro amato bivacco Davide, abbiamo sentito il bisogno di scrivere due righe e di chiedervi di condividere questo messaggio".

 

​C'è amarezza nelle parole dei referenti del Cai di Santicolo (e non potrebbe essere altrimenti), che negli scorsi giorni hanno deciso di denunciare attraverso i social quanto sempre più spesso sta accadendo in quota ed in particolare fra le mura del bivacco Davide, che sorge nel comune di Corteno Golgi, a 2.645 metri di quota nelle Alpi Orobie nord-orientali.

 

"I bivacchi - si legge nel post apparso sui social - sono luoghi aperti a tutti che danno la possibilità di dormire o anche solo di sostare qualche ora. In particolar modo nel nostro bivacco si è sempre cercato di allestire nel modo più confortevole possibile, lasciando provviste, fornetti per cucinare, coperte e ogni anno viene fatta la manutenzione dai volontari".

 

Trattandosi di un luogo autogestito, la richiesta è ovviamente quella di approdarvi con buon senso, "lasciando poi tutto in ordine", cosa che però non accade più. 

 

"Volete sapere quali soprese abbiamo trovato? Sono state rubate attrezzature più volte e un tavolo è stato fatto a pezzi e bruciato. Siamo veramente senza parole e amareggiati - commentano dal Cai di Santicolo -. Le persone dovrebbero essere grate di aver la possibilità di sostare in questi posti bellissimi; la montagna è fatta per essere vissuta, ma rispettata e di conseguenza anche le persone che ci credono e cercano di mantenere intatti questi luoghi".

 

E concludono: "Speriamo che questo messaggio venga condiviso il più possibile e soprattutto che arrivi alle persone interessate: i bivacchi sono di tutti, ma vanno rispettati". 

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