Frana a San Vito, la cima monitorata da un radar interferometrico: “Così produciamo mappe di spostamento controllando circa un milione di punti”
Da stamani, il Centro per la Protezione civile dell'Università di Firenze ha installato a San Vito di Cadore un radar interferometrico per il monitoraggio della cima della Croda Marcora. Si tratta, spiega il geologo e presidente dell'ateneo fiorentino Nicola Casagli, di un sistema che realizza “mappe controllando circa un milione di punti, sui quali viene misurato lo spostamento del terreno”

BELLUNO. Frana a San Vito di Cadore, dopo il crollo di inizio luglio da questa mattina (11 luglio) il Centro per la Protezione civile dell'Università di Firenze ha installato sul posto un radar interferometrico per il monitoraggio della cima della Croda Marcora.
La colata detritica era arrivata ad invadere la statale dell'Alemagna, rendendo necessaria una chiusura temporanea e causando diversi problemi alla circolazione, mentre i tecnici hanno dato il via ai lavori per liberare la strada e consentire al traffico di tornare a scorrere in sicurezza.
Diversi episodi si erano ripetuti nei giorni successivi, mettendo in evidenza la fragilità dell'area.
Proprio per questo, gli esperti dell'Università di Firenze hanno allestito nell'area un sistema che realizza della mappe “controllando circa un milione di punti su cui, per ogni punto, viene misurato lo spostamento”. A parlare è Nicola Casagli, geologo e presidente del centro dell'Università di Firenze al quale è stato affidato l'incarico di seguire la situazione per dare supporto alla Regione Veneto e ai sindaci.
In pratica, spiega l'esperto all'Agenzia Dire: “Si producono mappe di spostamento del terreno. E noi abbiamo puntato questo sistema sulla Croda Marcora, il rilievo che incombe sulla strada statale Alemagna. La colata di detriti che ha invaso la strada è stata innescata da una serie di grossi crolli di blocchi di roccia. Quindi se non crolla la roccia e se non piove, la strada è ragionevolmente percorribile”.
Tuttavia, osserva lo scienziato (presidente tra l'altro anche dell'Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale e membro della commissione Grandi rischi che supporta la Protezione civile): “Se ci sono dei crolli è necessario rilevarli prima” del distacco, visto che questi “possono riattivare la colata che può arrivare alla strada”.
In pratica il radar, mappando gli spostamenti del terreno può innescare un pre-allarme su nuove colate che potrebbero interessare la strada. La colata infatti, continua Casagli: “Può essere riattivata da grandi crolli, e quelli li guardiamo noi. Oppure dalle piogge brevi e intense, e quelle vengono rilevate dalla rete meteorologica regionale di Arpav e da strumenti a terra che mette la Provincia”.
Per quel che riguardo lo stato dell'arte però, prevedere quel che succederà da qui in avanti “è difficilissimo da dire”. Il fatto che in pochi giorni si siano verificati così tanti eventi, conclude l'esperto, desta in ogni caso “un po' di preoccupazione. In quell'area le colate di detrito ci sono state da quando esiste la montagna e da quando è stata realizzata la strada. Però tanti eventi così ravvicinati a distanza di un paio di settimane, prima a Cancia, poi a San Vito, e ancora nel canalone accanto a quello della prima colata di San Vito, è una situazione forse un po' anomala rispetto al passato”.
Situazione, aggiunge: “Senz'altro attribuibile alle alte temperature che causano l'escursione termica, alle grandi variazioni termiche tra il giorno e la notte. La roccia in alto si scalda molto di giorno per poi raffreddarsi di notte, innescando un fenomeno chiamato termoclastismo. La roccia, in pratica, piano piano si rompe per le variazioni della temperatura”.
A questo processo va aggiunto, nella parte alta, la fusione del ghiaccio rimasto dall'inverno: “C'è tanta acqua e ci sono cascate – evidenza Casagli – come abbiamo visto con il drone. La Croda Marcora è quindi esposta sia a questa variazione di temperatura, che alla presenza di tanta acqua legata alla fusione del ghiaccio e alle piogge. Non è una bella situazione, va attenzionata”.












