"I cafoni vadano a mangiare a valle", furti di birre, cani (senza guinzaglio) che predano galline e spazzatura abbandonata: Malga Priu dice 'addio' al servizio di ristorazione
Basta spazzatura, turisti cafoni e cani lasciati liberi di correre senza guinzaglio. Malga Priu riduce i propri servizi concentrandosi solo sui pernottamenti, nella speranza che la montagna possa tornare ad essere vissuta proprio come dovrebbe. Il racconto del gestore: "Certe cose, a casa mia, non le tollero più. A chi ci chiama per la ristorazione consiglio le altre strutture a valle. Adesso in malga proponiamo solo soggiorni nel silenzio e tranquillità, perché le terre alte sono questo"

MALBORGRETTO-VALBRUNA. Ha fatto molto discutere sui social il cartello apposto dai gestori di Malga Priu (che sorge nel territorio di Malborghetto, in Friuli Venezia Giulia), che avvisa gli avventori del fatto che servizio bar e ristoro sono attualmente sospesi.
Pubblicato su Facebook da una escursionista, lo scatto che ritrae l'avviso ha suscitato disapprovazione in alcuni, che hanno tenuto a sottolineare: "Non è giusto arrivare e trovarsi la struttura chiusa". Ciò ha spinto, visto la polemica scattata, Manuel Della Mea, gestore della malga, a intervenire per fare un po' di chiarezza, ma soprattutto per spiegare le motivazioni che hanno spinto lui e la moglie a fare tale scelta: "Premetto - scrive l'uomo sui social - che in ogni ingresso dai parcheggi o dal fondovalle ci sono già le indicazioni che siamo chiusi".
Attualmente, come spiega il gestore, a Malga Priu è possibile pernottare, ma non si effettua più servizio bar né ristoro: "La gestione è familiare: siamo io e mia moglie a trovare un dipendente disposto a venire a lavorare sembra impossibile - fa sapere -. In malga, peraltro, non c'è solo l'accoglienza ma anche tutti i lavori annessi: sfalci, animali, e molto altro".
"Accogliamo chi viene a soggiornare cercando di fare vivere un'esperienza montana genuina e autentica: silenziosa, tranquilla e rilassante. Cosa impossibile da offrire se la ristorazione fosse aperta. Altrimenti tanto varrebbe andare in spiaggia a Lignano", commenta Della Mea.
Nonostante il pic-nic in zona sia vietato l'uomo nel tempo è stato più volte costretto ad andare a ripulire il bosco da spazzatura di ogni genere, fazzolettini e salviette. Insomma, la maleducazione non manca e tagliare un servizio ha significato anche un po' tentare di ridurre il flusso di turisti (cafoni): "In questi anni abbiamo trovato di tutto e di più fino sulla porta della baita - lascia intendere -. Siamo stati costretti anche a togliere le casse di birra o di acqua messe al fresco nel laip (tronco di legno utilizzato come vasca per raffreddare le bevande ndr) perché basta un momento di disattenzione e ci si ritrova con metà della roba: assurdo che ci si permetta di prendere le cose altrui senza chiedere".
Oltre ai furti, non sono mancati episodi di predazioni da parte di cani lasciati liberi: "Teniamo gli animali nel prato e molte volte è capitato di subire predazioni di galline da parte di cani lasciati liberi di correre senza guinzaglio - conclude Della Mea amareggiato -. Certe cose, a casa mia, non le tollero più. A chi ci chiama per la ristorazione consiglio sempre le altre strutture a valle, perché ritengo giusto collaborare e darsi una mano. Adesso a Malga Priu proponiamo solo il pernottamento nel silenzio, tranquillità e relax, perché la montagna è questo".


















