Malga Canidi cerca un gestore: un’altra opportunità di valorizzazione del territorio e di turismo sostenibile
L’Unione montana Val Belluna concede in gestione Malga Canidi e i suoi pascoli dal 2025 al 2031, tra gli scopi la tutela dell’ambiente, lo sviluppo economico sostenibile e la salvaguardia del territorio montano

BORGO VALBELLUNA. Malga Canidi cerca un gestore. L’Unione montana Val Belluna concede in gestione la malga e i suoi pascoli da quest’anno al 2031, per uso agro-zootecnico e agrituristico. Tra i suoi scopi statutari, l’Unione persegue la promozione della tutela dell’ambiente, lo sviluppo economico sostenibile, la salvaguardia e il razionale assetto del territorio montano: requisiti che saranno prioritari anche per la gestione della struttura e delle attività ad essa collegate. Tutti i dettagli sono pubblicati sul sito del Comune di Borgo Valbelluna e c’è tempo fino al 14 aprile per presentare la domanda.
La malga si trova a quota 1.250 metri nel Comune di Borgo Valbelluna, in località Canidi a Mel. La struttura principale risale agli anni Settanta ed è stata ampliata negli anni Novanta, ma recentemente è stata oggetto di una ristrutturazione che ha permesso di migliorarne e ampliarne i servizi, così da ospitare l'agriturismo, la cucina, i servizi, la cantina e le camere.

Per le sei stagioni d’alpeggio previste nell’assegnazione, le principali attività da svolgere saranno di pascolo e attività zootecnica e attività agrituristica. Il territorio complessivo si trova tra 1.150 e 1.327 metri di altitudine, sulle pendici est della dorsale prealpina, e comprende una serie di strutture: la casera del malgaro, con camere e bagno privato, i locali adibiti alla vendita dei prodotti lattiero–caseari e quelli per la ristorazione. Sono infatti presenti i servizi igienici per il pubblico al piano terra e c’è una terrazza esterna coperta con tensostruttura. Ci sono poi un casello per la lavorazione del latte e il vano di stagionatura dei prodotti, una stalla, che può contenere fino a 40 vacche da latte, una concimaia a tenuta e una porcilaia.
Come per il progetto Fai a Monte Fontana Secca, anche qui gli obiettivi primari restano lo sviluppo del territorio e delle sue risorse, la riscoperta e il mantenimento delle tradizioni locali e la promozione di un turismo alternativo, che sia lento e vicino alle comunità. Attraverso questa concessione, infatti, l'Unione montana mira alla valorizzazione e alla gestione ottimale di Malga Canidi, la corretta gestione dei pascoli e dell'area silvo-pastorale così da contrastare il degrado e potenziare la difesa idrogeologica dei pascoli stessi, la valorizzazione e la promozione del territorio a fini turistico-didattici e culturali, la diffusione della cultura del rispetto dell’ambiente e delle tradizioni montane e la collaborazione con le realtà associative e istituzionali della zona.
Come d’altronde dimostra la storia della non lontana Malga Van (l’abbiamo raccontata su L’Altra Montagna), è partendo dal territorio e dalle pratiche sostenibili di cura e valorizzazione che si può veramente costruire il cambiamento.












