Per ripicca torna indietro e sfonda la porta del Rifugio: "Oltre ai danni anche insulti con parole pesanti: una vergogna"
Il racconto del rifugista: "Un signore, dopo avergli spiegato quale sentiero prendere per scendere, ha sbagliato via. Per ringraziarci è tornato al rifugio fuori di sé: oltre a danneggiare la porta, ci ha anche insultato con brutte parole: una vergogna"

BOLZANO. "Di solito non mi piace pubblicare queste cose, ma quando ci vuole ci vuole". E' sconcertato e amareggiato, Renato Costa, gestore (da 45 anni) del rifugio Franco Cavazza al Pisciadù, che sorge nella catena del Gruppo del Sella delle Dolomiti, nel territorio comunale di Corvara in val Badia, a quota 2.585 metri.
Come racconta il rifugista sui social, infatti, negli scorsi giorni è avvenuto un episodio davvero incredibile (e preoccupante): "Un signore, dopo avergli spiegato quale sentiero prendere per scendere, ha sbagliato sentiero".
E prosegue: "Per ringraziarci è tornato al rifugio fuori di sé: oltre a danneggiare la porta, ci ha anche insultato con brutte parole: una vergogna". Come mostrano le foto pubblicate nel post (e IN COPERTINA), il vetro della porta della struttura è stato sfondato, andando in mille pezzi.
Una vicenda che il gestore della struttura in quota ha voluto raccontare e denunciare attraverso i social, probabilmente anche per mostrare quanto la montagna stia cambiando e quanto la maleducazione stia (sempre più) dilagando (a qualsiasi quota).
Moltissimi gli utenti che hanno voluto mostrare la propria solidarietà al rifugista, commentando sotto al post: "Stiamo assistendo a un degrado mentale senza precedenti. Spero lo abbiate denunciato. Buon lavoro e a presto nel vostro splendido rifugio", uno dei tanti commenti apparsi.
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Un post condiviso da Rifugio F. Cavazza al Pisciadú (@rifugio.pisciadu)












