Prenotano per 10 (ma arrivano in 20) e abbandonano nei piatti del rifugio i pannolini sporchi, la gestrice: "Mai visti tanti cafoni: estate peggiore di sempre"
C'è chi pretende il gelato, chi il ghiaccio o ancora chi si lamenta del fatto che "le tovaglie sui tavoli non sono tutte abbinate". Quest'estate le richieste sono le più disparate (e assurde) e non sono mancati episodi di maleducazione. La gestrice del Talamini: "Troppi cafoni in quota: non se ne può più"

BELLUNO. Sarà un bilancio "interessante" (se così lo si può definire), quello che verrà fatto a fine stagione. In quota, infatti, ne stanno succedendo di ogni e parrebbe non esserci fine al peggio. A raccontare la terribile esperienza di quest'anno è Michaela Del Favero, che insieme alla sorella Deborah e a mamma Elsa gestisce il Rifugio Talamini di Vodo di Cadore, nel Bellunese.

"Autentico" rifugio di montagna, che sorge a quota 1.582, la struttura viene da molti presa come ristorante in cui è possibile trovare qualsiasi tipo di proposta e comfort: "Gestisco il rifugio da 10 anni ma sta diventando sempre peggio - ammette Del Favero, intervistata da Il Dolomiti -. Dal Covid e ancora di più dall'anno scorso in poi abbiamo osservato un notevole incremento di escursionisti mal informati e di persone che hanno un'idea di rifugio completamente opposta alla realtà".
C'è chi pretende il gelato, chi il ghiaccio o ancora chi si lamenta del fatto che "le tovaglie sui tavoli non sono tutte abbinate". "Le richieste sono le più disparate e assurde", sottolinea la donna che ormai, dopo quanto visto in particolare nel corso di quest'estate 2025, non sa più cosa aspettarsi.
"Molte persone approdano in alberghi d'alta quota con spa e menù stellati e pensano che un rifugio sia quella cosa lì - prosegue -. Manca informazione. Per noi, e credo per tutti i veri rifugisti, un rifugio è tutt'altro: è un riparo, un luogo semplice, accogliente, dove trovare del buon cibo e apprezzare la bellezza delle terre alte, non dove fare messaggi o mangiarsi le ostriche sorseggiando dell'ottimo champagne. Qui fino a qualche tempo fa portavamo tutto a spalle, e quando finisce qualcosa, tocca andare in paese a recuperarlo: nulla è così semplice come appare".
Al Talamini la vista del Pelmo, dell'Antelao e del Civetta a molti però non basta: "Ci criticano, con tanto di recensioni online, scrivendo che il nostro menù è troppo semplice, che offriamo poche proposte - sottolinea Del Favero -. Non mancano anche osservazioni in merito allo 'stile' della struttura, fra chi tiene a sottolineare che gli ombrelloni all'esterno non sono tutti uguali o ancora chi dice che vedere le tovaglie diverse sui tavoli non è piacevole".
Convinte di avere visto (davvero) tutto, Michaela, Debora ed Elsa si sono ritrovate negli scorsi giorni dinanzi ad una ennesima (ma più che mai inaspettata) scena assurda: "Hanno prenotato in 10 e sono arrivati in 20. Nessun problema, se non fosse che, in periodi come questi e con l'importante afflusso di escursionisti, ci dobbiamo organizzare e 10 persone in più fanno la differenza - fa notare -. Tra l'altro, c'è sempre il rischio che qualcuno si lamenti se si è 'troppo lenti' nel servizio: sapere che avremo un gruppo numeroso in anticipo ci aiuta ad organizzarci meglio anche con i tempi".
Come detto, negli scorsi giorni è approdato in rifugio un gruppo di 20 che, dopo avere mangiato ha ben pensato di lasciare dei pannolini (sporchi) nei piatti: "Mia sorella ha chiesto loro perché lo avessero fatto e loro hanno risposto che non avevano trovato il bidone dell'immondizia - conclude -. Si potrebbero dire tante cose, ma mi esimo dal commentare. Sicuramente non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, ma è evidente, e non accade solo nel nostro rifugio, che il turismo cafone sulle terre alte è in preoccupante aumento".












