Prima di morire disse alla moglie e ai figli che quella sarebbe stata la sua ultima volta sul Lhotse: l'alpinista Jerzy Kukuczka se ne andava il 24 ottobre di 36 anni fa
Józef Jerzy Kukuczka moriva il 24 ottobre del 1989 all'età di 41 anni, lasciando moglie e figli. Si era portato sulla parete sud del Lhotse per esaudire un (grande) sogno

LHOTSE. Trentasei anni fa, il 24 ottobre 1989, il leggendario alpinista Jerzy Kukuczka moriva sul Lhotse nel corso di un'impresa a lungo studiata.
Józef Jerzy Kukuczka (detto "Jurek") è stato un alpinista noto per le sue imprese d'alta quota, fra le quali si contano anche tre prime assolute invernali sugli Ottomila himalayani.
Dopo aver conquistato tutti e 14 gli Ottomila (dopo Messner), Kukuczka rientrò a casa, in Polonia, dove si mise a illustrare (disegnando un diagramma) le possibili conseguenze e gli esiti positivi del suo sogno, quello di scalare la parete sud del Lhotse.
Dopo settimane trascorse chino sui suoi appunti, come spiegano sulla pagina Facebook Everest Today, l'alpinista "disse a sua moglie e ai figli che avrebbe tentato un’ultima volta. Disse loro che quello sarebbe stato il suo ultimo viaggio sul Lhotse, ma non sapeva che sarebbe stata la sua ultima scalata sulla Terra".
L'uomo non pensava infatti che sarebbe morto nell'impresa. Approdato in Nepal, mentre arrampicava a circa 8.200 metri di quota, scivolò e precipitò, perdendo la vita. Kukuczka lasciava questo mondo all'età di 41 anni.
Si narra che, al momento della sua morte, mentre in Nepal era giorno, a casa sua in Polonia era notte fonda e "suo figlio maggiore fece un incubo - si legge ancora su Everest Today -. Lui e suo padre cadevano in un vano ascensore che non si fermava mai, finché non si svegliò urlando per la paura". Nel frattempo, il suo papà era morto.












