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| 04 giu 2025 | 08:43

Rifugista sconsiglia alla famiglia con bimbi l'escursione ma loro decidono di avventurarsi sui nevai in scarpette: recuperati in piena notte in ipotermia

Il racconto dei soccorritori: "Sebbene il rifugista avesse sconsigliato ai genitori e ai loro figli di 8, 10 e 14 anni di intraprendere questa impegnativa escursione di sette ore a causa della scarsa attrezzatura e dei nevai presenti in zona, gli adulti non si sono lasciati scoraggiare e hanno deciso di provarci. Così la famiglia è rimasta all'aperto per 17 ore senza rendersi conto del pericolo"

Rifugista sconsiglia alla famiglia con bimbi l'escursione ma loro decidono di avventurarsi sui nevai in scarpette

AUSTRIA. Una famiglia tedesca è partita negli scorsi giorni, attorno alle 08e30, dalla malga Ellmau di Werfenweng (quota 1.533 metri), dove aveva trascorso la notte, per attraversare la catena montuosa del Tennengebirge, in Austria, con l'intenzione di pernottare al rifugio Söldenhütte.

 

Sebbene il gestore di malga Ellmau avesse sconsigliato ai genitori e ai loro figli di 8, 10 e 14 anni di intraprendere questa impegnativa escursione di sette ore a causa della scarsa attrezzatura e dei nevai presenti in zona, gli adulti non si sono lasciati scoraggiare e hanno deciso di provarci.

 

I genitori indossavano scarpe da trekking e i bambini scarpe da ginnastica, non adatte all'alpinismo, secondo quando raccontato dal responsabile operativo del Soccorso alpino Stefan Koller e dal vicedirettore della stazione locale Sepp Oppeneiger.

 

Gli escursionisti non avevano con sé né impermeabili, né lampada frontale, né sacchi a pelo. Attorno alle 18, il padre di famiglia ha chiamato il gestore del rifugio Söldenhütte al cellulare, informandolo che sarebbero arrivati ​​con un leggero ritardo, attorno alle 20.

 

Poiché la famiglia non era ancora arrivata entro le 21, il gestore ha deciso di contattare il Soccorso alpino. Tuttavia, siccome il padre ha nel frattempo informato il rifugista che sarebbero arrivati ​​a breve, i soccorsi non sono intervenuti.

 

La famiglia però non è mai arrivata a destinazione. Alle 23, il papà ha deciso di lanciare l'allarme e di chiedere aiuto ai soccorritori, spiegando che si trovavano nella zona della Tauernscharte (quota 2.103), incapaci di proseguire.

 

Undici soccorritori alpini della stazione di Werfen hanno quindi raggiunto gli escursionisti in difficoltà e, dopo averli assicurati con una corda, li hanno condotti attraverso i nevai fino al rifugio, raggiunto alle 03e15 del mattino.

 

"Erano in ipotermia. Abbiamo fornito loro indumenti caldi da montagna - spiega il responsabile operativo Koller -. La famiglia è rimasta all'aperto per 17 ore senza rendersi conto del pericolo", aggiunge, sottolineando l'importanza di pianificare attentamente l'escursione prima di partire e di prestare attenzione alle condizioni meteorologiche e della neve.

 

"È inoltre opportuno seguire i consigli dei gestori del rifugio, che conoscono bene la zona e hanno una conoscenza approfondita delle condizioni attuali in montagna. Attualmente, ci sono ancora molti vecchi nevai ad alta quota dove è facile scivolare. Anche per escursioni in montagna come quella programmata dalla famiglia, sono indispensabili un equipaggiamento adeguatobuona forma fisica ed esperienza alpinistica", conclude, lanciando l'appello.

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