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Trento
30 luglio | 19:20

Sono 36mila i metri cubi di roccia crollati dalla cima Falkner nei giorni scorsi. La massa potenzialmente instabile stimata in 700mila metri cubi

Intanto sono stati riaperti i sentieri 316 (che collega passo del Grostè e rifugio Tuckett) e 315 (via ferrata Bruno Dallagiacoma) - due tra i percorsi escursionistici più frequentati dell'area - in quanto, secondo le simulazioni a cura del Servizio Geologico della Provincia, la massa rocciosa potenzialmente instabile nel caso di crollo non interesserà direttamente i due sentieri

TRENTO. Trentaseimila metri cubi di roccia crollati, con l'evento che è stato registrato anche dai sismografi a 50 chilometri di distanza. E una massa potenzialmente instabile della cima stimata in 700mila metri cubi.

 

I crolli multipli di roccia, avvenuti nei giorni scorsi - da sabato a lunedì - hanno interessato entrambi i versanti (occidentale e orientale) di cima Falkner, nel gruppo del Brenta (Qui articolo e Qui articolo con VIDEO).

 

Secondo gli ultimi accertamenti, il distacco più consistente è avvenuto nella notte tra sabato 26 e domenica 27 luglio, alle ore 2.36. L'evento è impresso nei grafici dei sismografi, dove è indicato l'esatto orario del crollo che è stato percepito dalla strumentazione anche a 50 chilometri di distanza.

 

Intanto proseguono i piccoli crolli dalla sommità della montagna che si sta aprendo "a fiore". In base al modello tridimensionale che è stato elaborato, la massa totale potenzialmente instabile della cima è stimata in circa 700mila metri cubi, sebbene non si prevedano crolli dell'intero versante.

 

Gli ultimi approfondimenti tecnici hanno consentito inoltre di quantificare il volume di roccia crollato, pari a circa 36mila metri cubi. Il distacco ha interessato in particolare il versante sud - ovest della cima, che presenta ora una struttura in progressiva evoluzione.

 

Intanto sono stati riaperti i sentieri 316 (che collega passo del Grostè e rifugio Tuckett) e 315 (via ferrata Bruno Dallagiacoma) - due tra i percorsi escursionistici più frequentati dell'area - in quanto, secondo le simulazioni a cura del Servizio Geologico della Provincia, la massa rocciosa potenzialmente instabile nel caso di crollo non interesserà direttamente i due sentieri.

 

La “fotografia tridimensionale” acquisita dai droni scanner, che ieri - martedì 29 luglio - hanno sorvolato Cima Falkner, ha consentito di stimare infatti l’estensione delle fratture presenti e il possibile percorso che potrebbe seguire un eventuale nuovo distacco di roccia di grandi dimensioni.

 

Per questo motivo, nel corso della riunione tecnica convocata dal dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna, Stefano Fait - con la SAT ed i Comuni interessati -, è stata stabilita la riapertura di entrambi i percorsi.

 

L’obbligo - previsto dall’ordinanza del sindaco di Tre Ville, Matteo Leonardi - è comunque di mantenersi nel sedime dei sentieri. Rimangono invece interdetti al pubblico la via ferrata delle Bocchette "Alfredo e Rodolfo Benini" (sentiero 305) e il 331 (dal bivio del 316 al bivio con il 305), di cui il primo è stato direttamente coinvolto dal crollo.

Il Servizio geologico, in collaborazione con il Nucleo droni del Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento, proseguirà il monitoraggio intensivo di Cima Falkner, in modo da raccogliere ulteriori elementi rispetto ai movimenti della roccia. Il quadro geologico indica un progressivo deterioramento della stabilità, aggravato anche dalla degradazione del permafrost.

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