"Oltre 400 ettari per costruire hotel ma nulla per nuove case", duro il Team K: "La Svp perde ogni credibilità. E si rischia di sovraccaricare gli hotspot turistici"
Il Team K: "La totale liberalizzazione nelle zone turistiche è la soluzione peggiore se si ha anche solo minimamente a cuore la popolazione e la qualità della vita. Come può il presidente della Provincia spiegare alle persone, soprattutto ai bolzanini e ai giovani che lasciano l’Alto Adige, che non si trovano terreni edificabili per l’edilizia abitativa e per far fronte alla carenza di alloggi, ma che ci sono 400 ettari per gli hotel?"

BOLZANO. "Oltre 400 ettari per costruire alberghi, nulla per nuove case. La Svp perde ogni credibilità". A intervenire è il Team K. "Le imprese perseguono naturalmente i propri interessi aziendali ma la politica dovrebbe perseguire quelli della popolazione".
Il 22 settembre di quest'anno scadono i diritti acquisiti nelle zone turistiche. "E dovrebbero essere i Consigli comunali a decidere sulla situazione. E' facile immaginare il significato: ovunque i grandi nomi si siano assicurati questi diritti, si costruirà, da Brunico a Bressanone. Questa è legislazione in stile Svp. I privati vengono sommersi da burocrazia e costi anche solo per ampliare la propria abitazione. Ma non appena una legge ostacola gli interessi di alcune aziende e di alcuni nomi importanti, ecco che viene piegata, prorogata, di fatto sospesa. Il cognome e la tessera di partito contano più della certezza del diritto".
Duro il giudizio del Team K. "Con questa misura l'Svp perde la sua ultima credibilità e l'era Kompatscher l’unica legge davvero rilevante del suo mandato. Esistono oltre 400 ettari di zone turistiche designate: come può il presidente della Provincia spiegare alle persone, soprattutto ai bolzanini e ai giovani che lasciano l’Alto Adige, che non si trovano terreni edificabili per l’edilizia abitativa e per far fronte alla carenza di alloggi, ma che ci sono 400 ettari per gli hotel?".
La scelta di demandare le decisioni non piace, anzi viene bocciata dal movimento di Paul Köllensperger. "Con questa soluzione pretestuosa potrebbero essere costruiti decine di nuovi hotel e decine di migliaia di posti letto in Alto Adige. Le imprese perseguono naturalmente i propri interessi aziendali ma la politica dovrebbe perseguire quelli della popolazione. L’assessore Walcher parla di 12.000 posti letto, ma questa cifra sembra fortemente sottostimata. A questi si aggiungono infatti altri 6.000 posti letto nei campeggi e un numero imprecisato nelle numerose zone prive di contingenti nei comuni strutturalmente deboli e nelle città – i centri storici sono comunque esclusi. A una mia interrogazione in merito, presentata già a dicembre, l’assessore non ha finora voluto fornire alcuna risposta".
Già in passato il Team K aveva criticato lo stop ai letti generalizzato e avrebbe preferito un divieto di costruzione nel verde accompagnato da una limitazione dei visitatori giornalieri negli hotspot, per lasciare possibilità di crescita alle aree svantaggiate e ai piccoli hotel a conduzione familiare. C'è anche una raccolta firme per cercare di bloccare l'ipotesi di nuove strutture (Qui articolo). I Verdi invece avevano evidenziato il paradosso di bloccare i posti letto mentre la portata delle seggiovie viene raddoppiata (Qui articolo).
"Tuttavia, lo stop ai letti era una strada praticabile per introdurre un tetto massimo e porre fine alla crescita incontrollata. La totale liberalizzazione nelle zone turistiche è invece ora la soluzione peggiore che si possa immaginare perché quasi tutto parla contro ulteriori posti letto in Alto Adige, se si ha anche solo minimamente a cuore la popolazione e la qualità della vita. E neppure al turismo farebbe bene una nuova ondata di posti letto poiché la proroga dei diritti acquisiti serve soprattutto alla speculazione. Per singoli progetti sensati esistono 1.000 posti letto nel contingente provinciale e sono sufficienti".
Il rischio è di perdere un fattore identitario per il turismo altoatesino. "Nelle più grandi zone turistiche, prive di qualsiasi contingente di posti letto, è possibile creare nuova cubatura secondo l’indice massimo di edificabilità e poi riempirla di letti e nemmeno il limite di 150 posti letto per struttura vale nelle 75 zone turistiche non edificate. Potrebbero quindi sorgere vere e proprie mega-strutture e non piccoli hotel a conduzione familiare, che hanno rappresentato la forza dell’Alto Adige: questi rischiano invece di pagarne il prezzo. Perché offerta e domanda determinano il prezzo: più letti significa maggiore offerta e, se la domanda dovesse stagnare o nelle stagioni di bassa occupazione, ciò comporterebbe una cosa sola, che i grandi hotel abbasseranno aggressivamente i prezzi, rendendo difficile la sopravvivenza dei piccoli alberghi a tre stelle".
E in questo contesto nel caso di hotel particolarmente gradi e strutturati si inserirebbe il nodo reperimento del personale ma anche il rischio di indebolire le strutture più dimensionate. Oltre a un possibile aumento del traffico.
"Inoltre, per tutti questi posti letto servono migliaia di addetti: da dove dovrebbero arrivare? I grandi li sottrarranno ai piccoli. In questo modo si rischia di mettere seriamente in crisi la categoria alberghiera economicamente più importante dal punto di vista macroeconomico, quella con la migliore distribuzione del valore aggiunto nel territorio: i nostri alberghi a tre stelle a conduzione familiare. I nuovi hotel sorgeranno nelle aree e nelle posizioni di punta, sovraccaricando ulteriormente i nostri hotspot. E il traffico? Se tutti questi posti letto verranno costruiti, ciò significherà da 300.000 a 500.000 auto in più sulle nostre strade. Buonanotte, Alto Adige", conclude il Team K.












