Overtourism e Olimpiadi? "A Cortina continuerà un trend di crescita. Da anni siamo abituati a questi flussi turistici: i gestori hanno le capacità per affrontarli"
Si avvicinano le Olimpiadi, ma la pressione turistica su realtà come Cortina d’Ampezzo è in crescita ormai già da qualche anno. Il territorio è pronto per gestire l’aumento costante dei flussi? Lo abbiamo chiesto al presidente del Club alpino italiano di Cortina Luigi Alverà

CORTINA D’AMPEZZO. Si avvicinano le Olimpiadi, ma la pressione turistica su realtà come Cortina d’Ampezzo è in crescita ormai già da qualche anno. Il territorio è pronto per gestire l’aumento costante dei flussi? Lo abbiamo chiesto al presidente del Club alpino italiano di Cortina Luigi Alverà, incontrato in occasione della consegna delle targhe ai nuovi “Rifugi sani e sicuri”.
Anche i tre rifugi gestiti della sezione locale del Cai sono infatti tra quelli che hanno ricevuto il riconoscimento dell’Ulss 1 Dolomiti nell’ambito di Oltre le vette (qui l’evento). Stiamo parlando di tre rifugi molto conosciuti, incastonati tra le montagne più belle delle Dolomiti: il rifugio Nuvolau, il primo della conca d’Ampezzo (fu inaugurato nel 1883 con il nome di Sachsendankhütte), il rifugio Croda da Lago, sulle rive del Lago de Federa, e il rifugio Camillo Giussani, inaugurato nel 1886 con il nome di Rifugio Tofana e posto, appunto, tra la Tofana di Rozes e la Tofana di Mezzo.
Tre luoghi indiscutibilmente molto frequentati, ma che stanno gestendo bene il fenomeno turistico. “Come Cai - spiega a il Dolomiti Alverà - lavoriamo principalmente d’estate. Facciamo manutenzione su 400 km di sentieri e li teniamo sotto sorveglianza, mentre i nostri rifugi offrono un importante servizio in quota. Sono gestiti da anni in maniera ottimale dalle stesse famiglie, che hanno visto crescere molto la stagione turistica estiva da parte di chi vuole vivere la montagna al di fuori del centro del paese”.
Come influiranno allora le Olimpiadi su un luogo già sovraffollato come Cortina? “In realtà continuerà un trend di crescita - risponde - che si sta già registrando da alcuni anni: una crescita non concentrata, ma che permette di allungare la stagione di apertura dei rifugi compatibilmente alle possibilità che hanno di garantire il servizio in luoghi di alta quota”.
“Per loro la difficoltà generata dai flussi turistici - conclude - è principalmente organizzativa, in particolare per i picchi che si verificano anche fuori stagione o nei fine settimana, ma i gestori hanno le capacità per affrontarli. A Cortina, da molti anni siamo infatti abituati a questi flussi, favoriti anche dalla presenza di un’offerta variegata nata dalla combinazione tra le infrastrutture esistenti e il turismo a piedi. Penso ad esempio a percorsi specifici per le mountain bike o all’opportunità di usare gli impianti di risalita anche d’estate per poi sfruttare i sentieri in quota per muoversi. Questo incentiva sicuramente un aumento delle presenze, ma si riesce a farvi fronte anche perché i nostri rifugi non si trovano in zone particolarmente sensibili”.












