Strappati tutti i fogli dei libri dei bivacchi, "forse per accendere dei falò" (FOTO). Il duro affondo del Cai: "Siamo sconcertati dall'inciviltà di certi escursionisti, vergogna"
Strappati i libri di due bivacchi sulle Dolomiti, il duro sfogo della sezione Cadorina di Auronzo del Cai: "Un bivacco è un luogo di ricovero emergenziale e spartano, non un rifugio, un punto di arrivo o un luogo dove fare festa. Chiunque mette in atto questi vandalismi contribuisce progressivamente a far sparire questo genere di strutture, spesso fondamentali per chi ne ha davvero bisogno"

BELLUNO. "Strappate le pagine dei libri di due bivacchi: sconcertati e amareggiati dal menefreghismo, maleducazione e inciviltà di certi escursionisti: vergognatevi".
Queste le dure parole della sezione del Cai di Auronzo di Cadore che commenta due episodi di vandalismo avvenuti nelle scorse settimane nei bivacchi Tiziano e Musatti, situati nel gruppo montuoso delle Marmarole nel bellunese.
A raccontare quanto accaduto è proprio il Cai che spiega come "tutte le pagine dei libri del bivacco, i quaderni dove le persone possono lasciare una firma o un pensiero sul loro alloggio nella struttura" sino state strappate da ignoti.

"Immaginiamo che tale materiale sia servito per accendere un qualche genere di falò per motivi a noi sconosciuti. Più di qualcuno – si legge nel post - si lamenta se ci arrabbiamo, ma ancora un volta ribadiamo che cos'è un bivacco, un luogo di ricovero emergenziale e spartano, non un rifugio, un punto di arrivo o un luogo dove fare festa".
E poi l'affondo della sezione di Auronzo di Cadore del Club Alpino Italiano che, specificando di voler mettere in luce l'accaduto seppure le strutture coinvolte siano di proprietà del Cai di Venezia, allarga lo sguardo sulla frequente chiusura dei bivacchi.
"Con questi continui comportamenti sempre più frequenti – prosegue la sezione del Cai – poi non bisogna lamentarsi se i bivacchi vengono progressivamente chiusi, smantellati o resi accessibili solamente su prenotazione e/o a pagamento. Perché chiunque mette in atto questi vandalismi contribuisce progressivamente a far sparire questo genere di strutture, spesso fondamentali per chi ne ha davvero bisogno".


















