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Baratter si autosospende e approda al Gruppo Misto: "Ho sbagliato ma in buona fede. Non auguro a nessuno quel che ho passato in questi giorni"

Travolto dallo scandalo "corruzione elettorale" e dopo le pressioni di maggioranza e opposizioni oggi la decisione di fare un passo indietro: "Il partito non me l'ha chiesto. Ho deciso assieme alle persone che mi sono vicine. Ma garantisco il mio appoggio alla maggioranza e mi sento ancor di più del Patt" (QUI L'AGGIORNAMENTO CON L'ASSOLUZIONE)

Di Luca Pianesi - 25 febbraio 2017 - 18:21

TRENTO. Autosospensione. Che tradotto vuol dire Gruppo Misto. "Una scelta amara, dolorosa, che nessuno del partito mi aveva chiesto ma che assieme a chi mi è più vicino abbiamo scelto di perseguire come atto di umiltà, come gesto di affetto proprio nei confronti del Patt che sento ancora di più il mio partito". Alla fine Baratter ha deciso di fare un passo indietro. Le nuvole sopra le stelle alpine, del partito autonomista, erano ormai troppo plumbee, scure, cariche di pioggia. Le opposizioni tuonavano a gran voce chiedendo le dimissioni (non solo del consigliere ma di tutta la maggioranza "eletta con i voti della corruzione elettorale") e anche i partiti di maggioranza pretendevano "segnali forti", lampi di realtà, messaggi chiari.

 

E d'altronde la condanna dei due suoi correi, Corona e Dalprà, c'è stata e anche se il primo oggi ribadisce che "impugnerà davanti alla Corte d’Appello e, se necessario, davanti alla Corte di Cassazione, l’ingiusta sentenza di condanna nei miei confronti", lo stesso Baratter la condanna l'ha schivata scegliendo di sottrarsi al giudizio attraverso la 'messa alla prova'. Ieri la riunione di maggioranza e poi, su richiesta pressante di Pd e Upt quello che sembrava una timida pioggerellina primaverile. Quattro righe:“La Segreteria politica e il Gruppo consiliare del Partito Autonomista Trentino Tirolese hanno preso atto della richiesta della coalizione che sostiene il Governo provinciale di un ulteriore approfondimento sulla situazione generata dalle vicende che hanno interessato il consigliere Lorenzo Baratter e, con senso di responsabilità coalizionale, invitano lo stesso Baratter a tenere un profilo comportamentale adeguato al ruolo istituzionale rivestito”.

 

Oggi l'atteso acquazzone dal sapore quasi liberatorio. "Ho già mandato una nota formale al presidente Dorigatti - ci spiega Baratter - in cui comunico la mia autosospensione che vuol dire la mia uscita dal gruppo consiliare del Patt e il mio ingresso nel Gruppo Misto. E infatti ho già mandato anche la richiesta al capogruppo Fasanelli. Quel che voglio sottolineare è che non agisco per pressioni politiche. La scelta l'ho presa con la mia famiglia e le persone che mi stanno più vicine. Tutta questa vicenda è stata un macigno che ha messo in difficoltà rapporti umani, amicizie, sono stato gettato in un tritacarne mediatico addirittura ancor prima che iniziassero le indagini". 

 

"Sono consapevole - prosegue l'ex consigliere del Patt - che aver sottofirmato un impegno di reciprocità con la Federazione degli Schützen del Tirolo Meridionale sia stata una scelta sbagliata, anche se compiuta in totale buona fede e con l’unico intento di dare forza e valore ad una vicinanza che ho sempre avuto nei confronti di quel mondo con il quale da sempre collaboro. Anche perché se avessimo voluto fare i furbi o qualche illecito certo non ci saremmo messi a sottoscrivere contratti e a rendicontare tutto. Con umiltà ammetto l'errore ma non auguro nemmeno al mio peggior nemico di rimanere coinvolto in una vicenda del genere. Adesso spero che approdando al gruppo Misto un po' di clamore mediatico si affievolisca e possa tornare a lavorare in aula con la passione e l'impegno che sempre mi ha contraddistinto. Anche così si spiega la mia autosospensione dal Gruppo Consiliare del Patt fino alla chiusura del procedimento giudiziario che mi vede personalmente coinvolto".

 

"Va da sé - conclude Baratter - che questo nulla toglie alla lealtà e all’impegno che intendo assicurare alla coalizione ed alle Istituzioni nello svolgimento dei loro gravosi e delicati compiti. Confidando che questa mia scelta sia accolta nel suo vero significato, quello di continuare a servire in modo serio e appropriato l’interesse del Trentino e dell’Autonomia, rinvio al momento in cui il servizio di messa in prova e il procedimento saranno esauriti, la riconsegna della questione nella mani del Partito perché assuma le scelte che riterrà più opportune. Io comunque voterò sempre con il mio partito e parteciperò alle riunioni di maggioranza. Anche per rispetto dei miei elettori e di chi mi ha votato".

 

QUI COME SI E' CONCLUSA LA VICENDAPaolo Dalprà è stato assolto con la formula dell'insussistenza del fatto, emessa dalla Corte di appello di Trento il 26 ottobre 2018 e passata in giudicato il 12 marzo 2019. Lorenzo Baratter è stato prosciolto dal Tribunale di Trento il 30 maggio 2017 e passata in giudicato il 23 giugno 2017 in quanto - in seguito alla riuscita del periodo di messa in prova - il reato ascrittogli risulta estinto. I coimputati sono stati tutti assolti perché il fatto non sussiste

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