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Bimba con due mamme a Rovereto. De Bertoldi: "Inammissibile. Stepchild adoption bocciata dal Parlamento". Schuster: "Il Parlamento non ha mai deciso ''

Il parlamentare di Fratelli d'Italia attacca quanto accaduto nella Città della Quercia: "La legge vieta in modo inequivocabile lo stravolgimento del concetto di famiglia tradizionale". L'avvocato trentino: "La legge non c'è e quindi decidono i giudici, e tutti i giudici fino ad ora si sono espressi in questo senso"

Pubblicato il - 09 giugno 2018 - 20:57

ROVERETO. "Non si capisce come sia possibile che si proceda con questo tipo di registrazione in Comune considerando che il Parlamento si è espresso chiaramente bocciando la stepchild adoption. La legge vieta in modo inequivocabile lo stravolgimento del concetto di famiglia tradizionale". Questo il parlamentare di Fratelli d'Italia De Bertoldi su quanto accaduto a Rovereto negli scorsi giorni quando c'è stato il primo riconoscimento di un minore con due genitori dello stesso sesso.

 

"Per la prima volta in Regione - spiega il parlamentare - i funzionari di un Comune hanno trascritto l'atto di nascita di una bambina nata in Belgio da una donna di Rovereto sposata con un'altra donna non italiana. Non si capisce come sia possibile che si proceda con questo tipo di registrazione in Comune considerando che il Parlamento si è espresso chiaramente bocciando la stepchild adoption. La legge vieta in modo inequivocabile lo stravolgimento del concetto di famiglia tradizionale, eppure continuano a verificarsi casi di adozione di minori da parte di coppie dello stesso sesso. Noi di Fratelli d'Italia ci battiamo per la difesa della famiglia tradizionale. Lo Stato ha il compito di valorizzare le famiglie tradizionali in quanto nucleo fondamentale della società. Stiamo lavorando per presentare un'interrogazione al Ministero della famiglia e ai dicasteri competenti".

 

La pensa diversamente l'avvocato Alexander Schuster che ha seguito la vicenda. "La stepchild non fu mai bocciata dal Parlamento per il semplice fatto che non fu mai inserita nella legge Cirinnà, non fu nemmeno discusso questo specifico aspetto. Non è stato bocciato nessun emendamento. Non c'era consenso su questo punto e di conseguenza il punto non fu inserito nella legge, decidendo di non normare la filiazione. Questo - prosegue Schuster - significa che in Italia non c'è una norma che vieti che possano esserci due madri e due padri. Il Parlamento non ha espresso nessun divieto. Se voleva escludere espressamente la filiazione doveva scriverlo nella legge".

 

"I figli - conclude l'avvocato - nascono e devono essere tutelati. Punto. Se non c'è una legge decidono i giudici, proprio perché il Parlamento non ha deciso. E tutti i giudici fino ad ora si sono espressi favorevolmente. Tutti i giudici".

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