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E' nata l'Alleanza Democratica e Popolare per l'Autonomia. Ma la scelta del nome slitta a mercoledì: duello Ghezzi-Tonini

Doveva essere ieri il giorno ufficiale per la nomina del candidato presidente ma l'Upt ha chiesto altre 48 ore di tempo. Paolo Ghezzi il favorito per la guida della coalizione

Di Donatello Baldo - 04 settembre 2018 - 06:01

TRENTO. Non è il nome del candidato presidente - perché come al solito anche oggi si deciderà domani - ma dalla riunione del tavolo di ieri un nome è uscito, quello della nuova coalizione. Si chiamerà Alleanza Democratica e Popolare per l'Autonomia

 

Questo l'annuncio ufficiale: "Oggi nasce l'Alleanza Democratica e Popolare per l'Autonomia, un progetto politico caratterizzato dal patrimonio della cultura di governo che costituisce eredità preziosa di alcune tra le forze politiche che la sostengono e dalla volontà di costruire un futuro di innovazione e di cambiamento, anche grazie all'apporto di nuovi soggetti politici".

 

"Vogliamo infatti dar vita a un nuovo patto con la comunità trentina - scrivono Pd, Upt, Socialisti, Verdi, Mdp - che garantisca per il futuro qualità di vita, crescente benessere sociale, prospettive di lavoro e di sviluppo per tutti, riconoscendo e accogliendo i nuovi bisogni di protezione e di sostegno delle persone e delle famiglie".

 

"Questa Alleanza - dicono - è aperta ad ulteriori contributi ed alla partecipazione propositiva di quanti (cittadine e cittadini, associazioni, movimenti, forze politiche) vorranno con noi condividere questo progetto per il Trentino, che si apre alle istanze della territorialità e del civismo, nel rispetto delle identità e delle storie di ciascun soggetto".

 

Ma ieri non dovevano decidere anche il nome del candidato presidente? No, neanche questa volta, perché l'Unione per il Trentino ha strappato altre 48 ore perché si deve riunire con il proprio parlamentino. Devono capire come fare a stare tutti assieme, perché nel partito di Dellai, Fravezzi e Passamani la tensione si taglia col coltello. L'addio a Daldoss, che ha chiuso a qualsiasi ipotesi di accordo, ha lacerato nel profondo. 

 

Il Pd non si dovrà riunire. Il segretario Giuliano Muzio ha il mandato di convergere sul nome maggiormente condiviso, tra Paolo Ghezzi e Giorgio Tonini, i profili sul tavolo della coalizione. L'incontro decisivo (!) è fissato per mercoledì alle 9 nella sede del Pd. Il giorno della Festa dell'Autonomia, ha ricordato Lucia Coppola, "sfruttiamo questa coincidenza".

 

Ebbene, alla fine si deciderà, ma chi è ad ora il favorito? Sembra che sia Paolo Ghezzi, che anche ieri ha rilasciato le interviste, ha condotto, assieme a Muzio, la discussione del tavolo della coalizione. Sfoggiava una cravatta rossa, quasi presidenziale. Insomma, tutti guardano a lui e i Verdi ieri hanno ricordato la loro preferenza, chiedendo agli altri di condividerla. 

 

E' vero che Giorgio Tonini, in un commento riportato in prima pagina da L'Adige, scriveva ieri il suo programma da candidato presidente, elencando i punti su cui ci si dovrebbe focalizzare per vincere e per governare, ma sempre ieri non ha detto una parola al tavolo. La sua figura è stata scelta per riuscire nell'intento di recuperare il Patt, cosa che non è riuscita. 

 

Su Ghezi si muove anche una parte larga del Pd e lo stesso Muzio ha spiegato che lui si adeguerà laicamente alla decisione, senza fare di Tonini il candidato di bandiera su costruire barricate. Domani toccherà all'Upt decidere e poi tornare al tavolo con un'indicazione. Vedremo se prevarrà il candidato-giornalista o l'ex senatore del Pd. 

 

L'importante, fanno sapere tutti, indipendentemente dal nome che uscirà, è che Fravezzi e Passamani riescano a tenere assieme tutto il partito, perché il rischio è ancora quello della deflagrazione. Daldoss aveva ammaliato molti iscritti, sindaci e addirittura consiglieri provinciali. Ora si teme il fuggi fuggi.

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