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Ecco i candidati alle elezioni, tra fasci littori e la 'paura' che gli ebrei prendano il potere

Fabio Dalledonne di Civica Trentina si fa immortalare con l'emblema fascista alle spalle e la candidata Grazia Castellini di Agire per il Trentino lancia l'allarme: "Ebrei si metteranno alla testa di un'europa guidata da negroidi e asiatici"

Di db - 02 luglio 2018 - 06:01

TRENTO. E pensare che alle elezioni mancano ancora quattro mesi: chissà quanti altri scivoloni, gaffe e commenti poco 'elettorali' che troveremo sulle pagine social dei candidati dei partiti in lizza. Il post su Facebook, Instragram o Twitter è il lapsus freudiano dei giorni nostri, la parola che scappa per sbaglio ma che nasconde la verità che si fa di tutto per non far trapelare.

 

Fabio Dalledonne, il sindaco di Borgo Valsugana, è recidivo. Già una volta gli scappò il ditino e commentò, in calce a un post terribile, con una frase che fece vergognare pure lui quando realizzò di averla detta. Disse mille volte scusa, che non voleva dire quel che aveva detto. Ma peggio, l'aveva scritto. 

 

"Trova la moglie a letto con un extracomunitario e li massacra di botte". E il commento del primo cittadino, sotto alla foto di una donna con il viso tumefatto dai pugni e dagli schiaffi: "Come dargli torto". Si stracciò le vesti: "Chiedo scusa a tutti per la gravissima ingenuità commessa".

 

Ma dicevamo che il ditino gli è partito un'altra volta e ha postato, questa volta su Instagram, un selfie. C'è lui e sullo sfondo un fascio littorio in bella  mostra. Per sottolineare la presenza del simbolo fascista scrive: "In alto a destra... per chi guarda".

 

Passava forse per Predappio o visitava un negozio di cianfrusaglie di qualche nostalgico che 'si stava meglio quando c'era Benito'? No, è a casa sua e lo afferma lui stesso rispondendo a una domanda della presidente di Fratelli d'Italia Marika Poletti. "Dove sei? ;-)", chiede. E lui risponde fiero: "Casa mia!!!".

 

"Siccome i simboli hanno un peso - spiega il sindaco - volevo dimostrare che a San Gallo in Svizzera è simbolo della città perché fondata dai romani. I Italia ha quindi un significato ma in Svizzera ne ha un altro e nessuno gli dà l'importanza che gli diamo noi". Ma qui non siamo in Svizzera e c'è un motivo per cui in Italia ha un peso profondamente diverso.

 

E Dalledonne lo sa, non lo nasconde: "Chiaro che in Italia è collegato al Ventennio fascista, una parte di storia, ma quello di San Gallo è legato agli antichi romani, un'altra parte di storia". Ma allora perché l'ha postato? "Per dimostrare che qui una foto così suscita un po' di clamore mentre là non suscita nessun clamore". 

 

Fabio Dalledonne sarà candidato per Civica Trentina alle prossime elezioni provinciali, non a quelle del Cantone elvetico. Sarà tra i candidati di punta di Civica Trentina, espressione dei territori, quelli che 'non ci sono più le ideologie' e che 'ormai destra e sinistra non hanno più alcun senso'. 

Ma Dalledonne non è il solo che usa i social per comunicare grossolanamente il suo pensiero. Anche un'altra candidata ha voluto dire ciò che pensa condividendo sulla sua pagina Facebook un post 'politico'. Parlamo di Grazia Castellini, che sarà in lista con Agire per il Trentino di Claudio Cia.

 

Lei fa un po' la complottista e cita uno stralcio di Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, l'intellettuale austriaco che a inizio secolo immaginava già l'Europa unita. Un personaggio a cui i fanatici delle trame oscure attribuiscono un 'piano' per la sostituzione delle popolazioni europee al fine di favorire un'invasione. 

 

La candidata, e forse anche futura consigliera provinciale, posta allarmata un virgolettato: "Noi [ebrei] intendiamo trasformare il popolo europeo in una razza mista di asiatici e negroidi governata dagli ebrei"

 

Un brutto post, senza nessun senso. Perché quella frase non ha nessun valore storico o politico, è semplice complottismo condiviso sul web mille e mille volte. Ma quelle parole pesano: 'razza mista', 'asiatici e negroidi', 'ebrei'. Dentro c'è tutto il disgusto che prova non tanto l'autore dello scritto ma la candidata che l'ha condiviso.

 

La parola ebreo, più di tutte, detta così fa venire i brividi. Contro quel popolo, accusato di chissà quali mire di potere, si scagliarono in tanti e sull'odio nei confronti degli ebrei si costruì un'ideologia terribile.

 

Leggere ora che una possibile futura consigliera attribuisce ancora a quella "razza" il desiderio di sovvertire l'ordine e di prendere il potere, fa pensare molto, e dovrebbe far pensare anche il suo partito sull'opportunità di mantenerla nella lista.  

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