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Editto di Fugatti contro Civettini: ''Non lo voglio in coalizione''. Lui si difende: ''Motivi personali, non politici''

Il consigliere di Civica Trentina scaricato dal candidato presidente. Eletto con la Lega, l'aveva lasciata dopo il congresso: "Se dovessimo escludere quelli che hanno cambiato partito nel centrodestra non si potrebbe candidare nessuno''

Di Donatello Baldo - 17 settembre 2018 - 13:35

TRENTO. A poche ore dalla presentazione delle liste piomba su Claudio Civettini la decisione del candidato presidente Maurizio Fugatti che chiaro e tondo dice questo: "Civettini in coalizione non lo voglio". Dopo la notizia dell'editto della Lega, lo stesso Civettini ha convocato d'urgenza una conferenza stampa.

 

"Mi sono già arrivati 700 messaggi - spiega orgoglioso - messaggi di elettori, semplici cittadini che mi rinnovano la loro stima. Perché ho lavorato bene e oggi lo scrivono anche i giornali che sono stato tra i consiglieri più produttivi in questa legislatura".

 

Ma la Lega non ha fatto una valutazione sulla produttività, nemmeno sul numero di voti che Civettini potrebbe portare al centrodestra. "Sono stato eletto con 1.550 preferenze - spiega infatti il consigliere - un vero leader di coalizione ne terrebbe conto. Forse non vogliono vincere. Il problema - spiega - è che quelle 1.500 preferenze sono state il doppio di quelle di Savoi, e questo non mi è mai stato perdonato". 

 

Civettini, infatti, nel 2013 fu eletto con la Lega, per poi lasciarla dopo il congresso che vide contrapposti Fugatti e Divina. Lui era con Divina e dopo poco lasciò il gruppo per aggiungersi a quello di Civica Trentina. "Allora fui costretto a uscire perché non venivo messo nelle condizioni di lavorare"

 

"La questione non è politica, è personale - spiega Civettini - prendo atto dell'onnipotenza espressa dalla Lega ma non posso non notare che il segretario Mirko Bisesti è stato messo in minoranza dal suo stesso partito. E' stato Bisesti a invitarmi a casa sua per discutere del candidato presidente, è stato Bisesti a firmare pubblicamente, con me, l'alleanza tra Civica Trentina e il centrodestra". 

 

Fugatti ha comunque detto l'ultima parola. "Bisogna però ricordare che per ben due volte la coalizione si è espressa per la mia permanenza in lista - sottolinea l'esponente di Civica Trentina - per due volte ha chiesto che non fossero sollevati veti nei confronti di nessuno dei candidati".

 

"Meno veti e più voti", sintetizza il consigliere. "Sono venti giorni che il centrodestra si trastulla su Civettini sì Covettini no. Fare la guerra interna non serve a nulla - spiega amaro - l'obiettivo dovrebbe essere quello della vittoria. Perché c'è da stare attenti, anche in passato dicevano che il centrodestra avrebbe vinto con il 53% dei voti e poi ha perso miseramente". 

 

A Civettini non va giù l'accusa di essere un voltagabbana: "Se facessimo un'analisi su chi ha cambiato casacca negli ultimi anni - osserva - non si candiderebbe nessuno nel centrodestra. La legge è uguale per tutti? E allora se lasciano fuori me dovrebbero essere messi fuori anche tutti gli altri, anche chi ha cambiato cinque partiti negli ultimi cinque anni".

 

E non manda giù nemmeno l'accusa di avere arretrati da pagare alla Lega. "Lo dicano pubblicamente e li denuncio. Ho pagato fino all'ultimo centesimo, entro i tempi indicati, ovviamente fino a quando sono rimasto nella Lega. Facciano vedere i bilanci e le date dei versamenti, così si scoprirebbe non sono io quello che ha arretrati da saldare". 

 

Contro Fugatti e contro la Lega arriva anche qualche bordata: "Vorrei che qualcuno si esprimesse piuttosto sull'opportunità di inserire in lista deputati, o sull'opportunità di rimanere in carica come sottosegretario nonostante la candidatura a presidente. Con 15 mila euro al mese, invece di occuparsi di questioni romane si fa campagna elettorale". E il riferimento, oltre che a Fugatti, è alle deputate candidate per il Carroccio. 

 

Cosa succederà ora? "Deciderà il direttivo di civica Trentina", si limita a dire Civettini, ma sembra probabile che il suo partito lo scarichi, obbedendo all'editto leghista. Una forzatura, cioè il mantenimento in lista del consigliere uscente, potrebbe provocare il rifiuto dell'apparentamento da parte della Lega.

 

Improbabile anche una corsa solitaria, con la necessità di trovare in poche ore un candidato presidente e con l'altissima probabilità di non fare nemmeno un consigliere. Complicato pensare anche ad una candidatura di Civettini con altre liste: non c'è più tempo per ritoccare le candidature che sono state ormai sottoscritte dagli elettori. Le possibilità che Claudio Civettini possa tornare in Consiglio provinciale sono ormai ridotte al lumicino

 

Anche il comunicato di Rodolfo Borga, presidente di Civica Trentina, ha il sapore della presa d'atto: "Civica Trentina esprime in maniera forte e convinta la propria stima personale e politica nei confronti del consigliere Claudio Civettini, per l’importante lavoro svolto dentro e fuori l’Aula consiliare. Il suo indubbio impegno ha consentito l’accrescimento ed il maggiore radicamento del nostro Movimento sul territorio trentino. Alla luce delle capacità da lui dimostrate, Civica Trentina valuterà come meglio valorizzare, per il Movimento e per il Trentino, la passione politica e la professionalità.

 

 

 

 

 

 

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