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+Europa, la lista di Emma Bonino corre sul proporzionale. "Stiamo con il centrosinistra, dall'altra parte seminatori di odio"

Presentati i listini della quota proporzionale sulla Camera e sul Senato. In lista Fabio Valcanover, Donatella Trevisan, Elena Dondio, Stefano Oggiano e Achille Chiomento

Di Donatello Baldo - 23 febbraio 2018 - 19:31

TRENTO. "Dovevamo schierarci da questa parte, con il centrosinistra - spiega la storica radicale trentina Franca Berger - perché dall'altra parte ci sono i seminatori di odio, la barbarie". Argomenta così la scelta di campo e la creazione della lista +Europa con Emma Bonino.

 

E lancia un appello contro l'astensione: "Non votare significa rafforzare l'altra parte - osserva - votare +Europa significa invece investire in un 'bene rifugio'". Franca Berger chiude così la conferenza stampa di presentazione dei candidati della lista che a livello regionale correrà in appoggio ai candidati nei collegi uninominali del centrosinistra autonomista.

 

Presenti i candidati Fabio Valcanover, Donatella Trevisan (che con Elena Dondio e Stefano Oggiano - oggi assenti - corrono per la Camera) e Achille Chiomento che si presenta per il proporzionale del Senato. 

 

Quest'ultimo loda le capacità di Emma Bonino, che in Parlamento guiderà la pattuglia radicale: "Intelligenza, preparazione, storia di anni di battaglie - afferma - una preparazione inconfutabile, seria e affidabile". 

 

Il traino per tutti è proprio lei, ex ministra, ex commissaria europea, figura storica delle lotte per i diritti civili. "Il testamento biologico, la cannabis terapeutica - ricorda Chiomento - sono solo le ultime battaglie portate avanti con successo dalla lista". 

 

Fabio Valcanover tocca il tema dell'immigrazione, ricordando la campagna 'Ero straniero' che i radicali hanno portato avanti nei mesi scorsi. "I reati avvengono dentro il quadro della clandestinità", una condizione che per i radicali deve essere superata e regolarizzata. 

 

"Al centro del nostro programma c'è l'Europa - spiega Donatella Trevisan - e la immaginiamo non solo come l'insieme degli Stati che la compongono ma come un'entità a cui i cittadini europei possono contribuire all'elezione dei suoi organismi anche votando candidati di altre nazioni". 

 

Un'Europa unita nella difesa comune, nel rafforzamento di un'unica espressione in politica estera, "per un'europa che continui a essere garanzia di pace". Trevisan spiega che in un mondo globalizzato i nazionalismi non hanno senso, "e lo dico con cognizione di causa, da altoatesina figlia di una famiglia mista". 

 

"Ho vissuto le divisioni etniche e con ad Alex Langer, sostenuto anche dai radicali, contro queste divisioni abbiamo lottato con l'obiettivo della costruzione di un sentimento di cittadinanza europea". 

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