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I capigruppo della maggioranza vanno a cena con il presidente Rossi. Ma non si decide nulla, si aspetta la riunione della coalizione

Doveva essere un primo momento di confronto dopo le elezioni del 4 marzo ma si è soltanto mangiato. Mancavano i segretari, e prima di martedì né il Pd né l'Upt avranno una guida con il mandato pieno

Di Donatello Baldo - 04 aprile 2018 - 19:06

TRENTO. Si sono visti in una rinomata trattoria della Val di Non, il governatore Rossi e i capigruppo di maggioranza. C'erano Alessio Manica del Pd, Giampiero Passamani dell'Upt, Giuseppe Detomas della Ual e per le Stelle Alpine Lorenzo Ossana.

 

Rossi ha invitato a cena i rappresentanti in Consiglio provinciale dei partiti che formano la coalizione, un mini vertice di maggioranza dopo il disastro del 4 marzo scorso. Ma non si sono detti molto, nessuno aveva titolo per parlare a nome di altri. Infatti al tavolo mancavano i segretari politici. Anche perché non ci sono.

 

Il Pd deciderà venerdì prossimo a chi affidare le redini del partito. L'Upt lunedì prossimo. Per questo si è fissato a martedì la riunione ufficiale della coalizione, con i segretari - o comunque i 'titolati' a prendere parola - di tutte la forze politiche che la compongono, compresi Verdi e Socialisti.

 

Ieri quindi niente di importante, una cena con la politica tenuta in sottofondo. Nessuno ha preso impegni, nessuno ha messo sul tavolo questioni dirimenti. Si è soltanto definito il programma degli incontri, che solo alla fine porranno la questione della leadership.

 

Prima il perimetro della coalizione, l'eventuale ridefinizione dei confini, il possibile ingresso di altre forze - o di altre liste. Un ragionamento che si è esaurito all'antipasto, durante il servizio del primo e del secondo si è parlato d'altro, ma sembra che i temi caldi della maggioranza non siano stati nemmeno sfiorati.

 

E c'è da credere al racconto fatto dai commensali, come dicevamo mancano i capi e per far la prima mossa bisogna avere le spalle ben coperte. Rossi era a capotavola, ché il Patt lo rappresenta eccome, ma Manica e Passamani aspettano di avere qualcuno da mandare al posto loro

 

I democratici, come detto prima, decideranno venerdì. Per ora si sono avviate le 'consultazioni': i quadrumviri ascolteranno per ogni zona del Trentino gli eletti nell'Assembea provinciale, i segretari e gli amministratori. Poi porteranno una proposta, un segretario nominato dall'Assemblea stessa e sembra che il nome cada su Giuliano Muzio, segretario lagarino.

 

L'Upt, dopo le dimissioni della segreteria e del presidente del partito, dovranno anzitutto sostituire quest'ultimo. E lo faranno lunedì, eleggendo la figura di riferimento per gli organismi interni. Per l'elezione di un segretario sarà più complessa la faccenda: dovrà essere un congresso a farlo e la sua convocazione non è una passeggiata.

 

Ma almeno, in vista del primo incontro - vero - della coalizione, qualcuno ci sarà con il mandato pieno per decidere qualcosa. Il centrosinistra autonomista aspetta dunque martedì per capire cosa fare, per affrontare i temi caldi e per immaginare cosa succederà il prossimo autunno. 

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