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Il candidato di +Europa Fabio Valcanover voterà in carcere. La Garante: "Detenuti informati sui loro diritti, in 35 hanno chiesto di votare"

L'iniziativa per portare l'attenzione sui diritti dei detenuti. Tra le persone ristrette nella Casa circondariale di Spini anche detenuti in attesa del processo e condannati a pene che non sospendono il diritto di voto

Di Donatello Baldo - 01 marzo 2018 - 18:56

TRENTO. "È mia intenzione votare in carcere". Comunica questo Fabio Valcanover, e lo fa con una punta di provocazione per portare l'attenzione sul tema dei detenuti, tanto caro all'avvocato radicale. 

 

Ogni candidato può scegliere in quale urna depositare il proprio voto e il seggio scelto dal candidato di +Europa con Emma Bonino è proprio quella di Spini di Gardolo, quello che sarà allestito all'interno della Casa Circondariale in cui sono detenute circa 300 persone.

 

Già negli scorsi giorni l'esponente radicale, candidato sul listino proporzionale, aveva sollevato il tema del diritto di voto all'interno delle strutture carcerarie con un sit-in davanti alla sede del Consiglio Provinciale, organismo da cui dipende l'Ufficio del Garante dei Detenuti.

 

"Tutte le procedure sono state regolarmente attivate per tempo - afferma Antonia Menghini - e i detenuti sono stati informati adeguatamente. Io stessa mi sono preoccupata di fare una visita nelle singole sezioni per spiegare la procedura per il diritto di voto".

 

C'è infatti una procedura, non è semplice votare in carcere: se il diritto non è stato sospeso da una sentenza è comunque necessario comunicare l'intenzione all'Ufficio matricola. "Oltre a questo la procedura prevede l'affissione degli avvisi - spiega la garante - e anche questo è stato fatto per tempo. Il numero delle richieste è alto, tenuto conto che non tutte le persone detenute possono esercitare il diritto di voto. Ieri erano circa 35 le richieste".

 

Non tutti possono votare: ovviamente gli stranieri (che a Trento rappresentano circa il 73% della popolazione carceraria) e i condannati in via definitiva con sentenza che preveda l'interdizione dai pubblici uffici. Di solito condanne sopra i 3 anni.

 

"Ma ci sono anche i detenuti in attesa di processo che sono in carcere in custodia cautelare - ricorda Menghini - e queste persone, secondo il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, mantengono il loro diritto al voto". 

 

"Domenica sarò anch'io presente al seggio nella Casa Circondariale - assicura la Garante - perché credo sia un momento importante per l'esercizio dei diritti dei detenuti. Sarei andata comunque - spiega - ma sono contenta che il Coordinamento nazionale dei Garanti abbia sollecitato la presenza dei singoli garanti".

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