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Il questore di Trento candidato per Fratelli d'Italia. Ma per Forza Italia ha fatto poco contro degrado e sicurezza

L'annuncio ufficiale sabato prossimo, ma sembra che sarà proprio Massimo D'Ambrosio a guidare la lista del partito di Giorgia Meloni qui in Trentino. Maurizio Perego, coordinatore azzurro: "Le denunce della situazione in cui versa la città non hanno mia trovato ascolto"

Di db - 30 agosto 2018 - 14:33

TRENTO. In pensione ci andrà ufficialmente il primo di settembre, a poco più di 65 anni. Ha già detto che lui, romano di nascita, il Trentino non lo vorrà lasciare. Si è trovato bene qui tra i monti, fin da quando nel 2015, dopo lunga carriera nei palazzi della Capitale, è stato inviato a Trento per chiudere in bellezza a quattro anni dal meritato congedo.

 

"Come questore ho fatto il possibile - ha detto alla conferenza stampa di addio - e ora spero di poter partecipare e dare il contributo a questa società da cittadino". O da candidato, che mira all'elezione al Consiglio provinciale, perché no? Questa infatti la voce che circola insistente: l'ormai ex questore vorrebbe concorrere alle prossime elezioni. 

 

Con chi? Con Fratelli d'Italia, come capolista, in sostegno a Maurizio Fugatti candidato presidente. Una conferma indiretta arriva dallo stesso deputato trentino Andrea De Bertoldi: "Nei prossimi giorni presenteremo alla stampa il capolista, un'autorità trentina che non proviene dal mondo della politica". 

 

Un profilo che calza a pennello su Massimo D'Ambrosio. Che sia un'autorità non c'è alcun dubbio, visto che per quasi 4 anni ha comandato la Polizia di Stato, e che non provenga dalla politica è altrettanto certo. Anzi, con la politica non è mai tanto andato d'accordo. 

 

In più occasioni ha criticato l'amministrazione comunale: lui ad esempio voleva un recinto tutt'attorno a piazza Dante, cosa che il sindaco Andreatta non ha mai voluto. Ha mal sopportato le continue denunce del centrodestra a proposito di degrado e insicurezza che spesso puntavano il dito proprio contro la Questura. 

 

Ma la cosa che più l'ha infastidito è stata quella tonca nell'Adige che nel 2017 è stata decretata dal Tribunale delle Feste del patrono San Vigilio. Il comico Mario Cagol l'aveva condannato simbolicamente a un bagno umiliante, assieme al sindaco Andreatta. Quest'ultimo l'aveva presa con ironia, ma il primo si era arrabbiato proprio tanto: "E' stata offesa la polizia", aveva detto risentito.

 

Dicevamo che spesso il centrodestra aveva criticato la sua amministrazione, da cui dipende il controllo del territorio, la sicurezza, lo spaccio, i migranti e piazza Dante. E non a caso Forza Italia diffonde oggi un comunicato a commento del suo pensionamento che non ne loda certo l'operato. 

 

Quasi irriverente, il coordinatore azzurro Maurizio Perego conclude il comunicato con queste parole: "Agli uomini delle Forze dell’Ordine va il plauso ed il ringraziamento di Forza Italia, al dottor Masismo D’Ambrosio l’augurio di una buona pensione".

 

"Forza Italia del Trentino saluta il Questore di Trento - si legge nel testo - ringraziandolo per l’attività svolta e augurandogli il meglio per i suoi prossimi impegni. Forza Italia prende atto dei risultati raggiunti". Di questi risultati, snocciolati ieri in conferenza stampa. Forza Italia sottolinea le "parole dedicate soprattutto al fenomeno della presenza di gruppi anarchici". 

 

D'ambrosio si è infatti riferito a questi gruppi politici in modo troppo paternalistico, secondo Perego, "preoccupandosi del futuro di queste persone che negli ultimi anni hanno potuto fare quasi tutto quello che hanno voluto nella città di Trento, occupando immobili e compiendo raid squadristi contro forze politiche del centro-destra".

 

"Ma quello che davvero sorprende nelle parole del dott. D’Ambrosio - afferma Perego - è la totale assenza di qualunque accenno allo stato della sicurezza in alcune aree della città di Trento, dove da anni i cittadini convivono con forme palesi di illegalità e di violenza".

 

"Le zone della stazione ferroviaria, dei giardini di Piazza Dante, di Santa Maria e della 'Portela' - ricorda il coordinatore azzurro, accusando implicitamente l'ex questore di non aver fatto abbastanza - hanno visto in questi anni insediarsi e fortificarsi presenze dedite allo spaccio indisturbato di droghe con quasi quotidiane risse tra bande rivali o tra spacciatori e clienti: una situazione di degrado che è stata più volte denunciata al sindaco ed al questore ma che non ha mai trovato non solo soluzione ma nemmeno ascolto".

 

A conferma dell'immobilismo anche dell'amministrazione di D'Ambrosio, Forza Italia ricorda "la manifestazione dei cittadini di Trento di qualche mese fa nella quale a gran voce i presenti chiedevano proprio al questore di 'ridare il buon umore' ai cittadini della zona, spaventati e ormai al limite della sopportazione". 

 

"Un appello rimasto inascoltato nonostante al questore non possano essere sfuggiti i quotidiani filmati dei cittadini nei quali si documentavano risse, atti di spaccio alla luce del sole, bivacchi e atti di inciviltà urbana. Ai cittadini non è sfuggita l’impotenza degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine, impegnate in una battaglia quotidiana che non possono vincere se l’ordine di vincere non viene dato".

 

Chissà se l'ordine di vincere verrà dato dal dottor Massimo D'Ambrosio in veste di consigliere provinciale, o addirittura di assessore alla sicurezza, perché no? Se vince il centrodestra sarà infatti lui il più titolato a guidare un possibile assessorato che si occupi di degrado, piazza Dante e controllo del territorio.

 

L'esperienza ce l'ha, anche se per Forza Italia (e altri che anche a destra l'hanno sempre criticato) quando era questore di risultati se ne sono visti pochi. La voce che sarà il capolista del partito della Meloni qui in Trentino è insistente per davvero. Vedremo se i Trentini, pur conoscendolo da così poco, apprezzeranno quanto è stato fatto per la sicurezza e decideranno di votarlo. 

 

 

 

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