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Le Stelle Alpine rilanciano: ''Rossi presidente e che la coalizione si svegli''. Ma fanno anche autocritica: ''Perso troppo tempo sui diritti civili''

Intervista al segretario del Patt Franco Panizza: "Abbiamo fatto una seria analisi del voto, su alcune cose è necessario aggiustare il tiro". Sull'allargamento della compagine di governo: "Si deve guardare ai moderati, alle esperienze civiche" ma non a Gios: "Proposta di parte, non ci riconosciamo"

Di Donatello Baldo - 30 marzo 2018 - 06:01

TRENTO. "Un documento realistico, concreto e costruttivo", Franco Panizza, l'ex senatore sconfitto alle scorse elezioni ma che resta comunque in sella alla guida delle Stelle Alpine, dà un giudizio soddisfatto dell'esito della riunione del Consiglio del Partito Autonomista di mercoledì scorso. 

 

Quindi avete approvato un documento, ma è un'autocritica?

Ma no, è la presa d'atto della situazione che ha determinato il voto del 4 marzo. Ma non si limita a questo, nel testo si chiede al partito e alla coalizione di non rinunciare a trovare soluzioni. Parla di un rilancio che per noi passerà da un'assemblea organizzativa in vista delle elezioni provinciali.

 

Dopo il voto sembrava che il Patt dicesse 'tutto bene', ma ora dall'analisi che avete fatto sembra che si debba aggiustare il tiro, o sbaglio?

Alcune misure adottate in questa legislatura non sono state capite nel modo giusto. Sì, su alcune cose è necessario aggiustare il tiro. Abbiamo ascoltato le nostre sezioni, ci siamo confrontati con i nostri delegati. Abbiamo messo a fuoco alcune criticità.

 

Per la sconfitta date la colpa anche al 'tempo perso' sui diritti civili.

Dove? Aspetta che prendo il documento. Si fa l'analisi del voto, il discorso del rancore, il tema dell'Autonomia, del cambiamento...

 

Seconda pagina, secondo paragrafo: "La coalizione si è anche arenata per troppo tempo sui diritti civili". Si sta parlando della legge contro l'omofobia e sulla parità di genere.

Allora, è vero che la percezione da parte della cittadinanza è che questa coalizione si sia soffermata troppo su queste cose, dedicando ad esse troppo tempo anche per colpa dell'ostruzionismo delle altre forze politiche. 

 

Questo è emerso dall'ascolto dei territori?

Questo è esattamente quello che ti senti dire quando incontri le persone per strada. Secondo gli elettori non erano questi i temi prioritari della comunità e il tempo dedicato a questi temi era spropositato, ma questa non è un'analisi del partito che dà ragione automaticamente a queste argomentazioni, è l'analisi delle cause che hanno determinato il risultato elettorale.

 

Ma cosa pensa lei? E' stato tempo perso quello sui diritti civili?

Vedo quello che è successo anche sul piano nazionale, non mi sembra che i gruppi che volevano lo Ius soli siano stati premiati dal risultato elettorale: quelli di Liberi e Uguali sono stati massacrati. Il voto a Lega e 5Stelle è dovuto a questa percezione. Ma ripeto, non sto dicendo che sia giusto. Questa è l'analisi del voto. 

 

Mi dica allora di questo documento, come si è arrivati alla sua definizione?

Prima c'è stato l'incontro della Giunta del partito, allargata ai nostri coordinatori. Quello è stato un po' lo sfogatoio se vogliamo, dove si sono raccolte le espressioni e le impressioni dei territori. Poi nella riunione dell'Ufficio politico si è fatta la sintesi e alla fine il documento è stato sottoposto al nostro Consiglio per adottarlo. E l'ha adottato.

 

La riunione del Consiglio com'è andata? 

Partecipazione molto elevata, discussione articolata, tanti rappresentanti dei territori, amministratori, interventi costruttivi. Il documento è stato apprezzato: l'umiltà e l'analisi serena, la voglia di trovare soluzioni, di dare prospettiva... queste cose sono state considerate molto positivamente.  

 

Si parla anche della coalizione. 

Certo, la volontà è quella di dare una sferzata anche alla coalizione. E i risultati già si sono fatti sentire, Non a caso oggi, a nome dell'Upt, il consigliere Passamani ha mandato una mail per un incontro. Io ho subito risposto positivamente e così ha fatto Donata Borgonovo Re a nome del Pd.

 

Bene. Ma questo grazie al documento o all'intervista a L'Adige di Rossi in cui dice che il Patt potrebbe anche cambiare coalizione?

Non ha detto questo. Ha detto che ci si deve svegliare, che i partiti che ne fanno parte devono dirci se c'è la voglia di andare avanti, se ci si crede ancora. C'è da capire quali sono gli obiettivi, altrimenti si valuta il quadro che c'è, come è giusto che sia. 

 

Ma il Patt, dopo il 4 marzo, crede ancora nella coalizione di centrosinistra autonomista?

Ci crede esattamente come prima. Il Patt non è più quello che va di qua e di là, ha dimostrato una forte affidabilità. Il ragionamento non è quello di cambiare la coalizione, semmai di allargarla. E ovviamente si guarda al centro, ai moderati, alle esperienze dei civici. 

 

Si guarda anche alla proposta di Geremia Gios?

Non so, sinceramente non mi sono posto il problema. Mi aspettavo da lui un documento sull'Autonomia, sui i territori. E va bene, ma parte da una critica sull'attuale situazione che non condividiamo. La premessa che vede una società che se non cambia va alla deriva, beh: questa non è la nostra idea. E' una proposta di parte.

 

Sull'idea di cambio al vertice della coalizione: all'indomani del risultato elettorale sia Pd che Upt parlavano nemmeno tanto velatamente di un nuovo presidente della Giunta. 

A questa domanda ho risposto almeno mille volte. Noi non vediamo alcuna motivazione né politica né programmatica per cui il presidente debba essere cambiato.  Se qualcuno lo ritiene utile venga, lo dica, e magari lo spieghi.

 

E magari arrivi anche con un'alternativa.

Ma non è nemmeno un problema di alternativa. Dopo una legislatura il presidente si riconferma, se non è così si dica il perché, ma non si dica che dev'essere il Pd a fare il nome in base al fatto che rappresenta la prima forza politica della coalizione.

 

Ma è vero, è la forza più grande in termini di voti. 

Sarà anche il più grande ma è anche quello che ha perso di più. E comunque abbiamo perso al centro, c'è da riconquistare i moderati. Sarebbe autolesionista spostare ancora più a sinistra la coalizione. 

 

Ultima domanda, ma Dallapiccola che ruolo ha assunto all'interno del partito autonomista?

Ora che si ci avvicina alle provinciali abbiamo deciso di rafforzare la squadra, in particolare sulla comunicazione che è sempre più complessa. Michele Dallapiccola ha curato in questi anni la promozione del Trentino e per questa sua esperienza affiancherà il team sulla comunicazione per dare suggerimenti e idee. 

 

Sembrava dovesse scalzarla e diventare lui il segretario.

Qualcuno ha confuso il ruolo di portavoce con quello di responsabile della comunicazione. Il portavoce, fino a che non si decide diversamente, è il segretario. E il segretario sono io. 

 

 

 

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