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| 30 set 2018 | 14:12

''No Treno, No Voto'', ecco la campagna per selezionare i candidati in base al loro sostegno alle ferrovie

Lanciata da Transdolomites "è un semplice impegno a elaborare sinergie e presentare proposte condivise per l’accesso ai fondi europei nel periodo di programma 2021-2027" ovviamente guardando al treno come mezzo di trasporto chiave. Ecco come funziona e perché

TRENTO. ''No Treno, No Voto''. E' questa la sfida lanciata dall'associazione Transdolomites in vista delle prossime elezioni provinciali. E' rivolta ai politici ma, di conseguenza, anche agli elettori. Il concetto è molto semplice: ''candidato, non sostieni il treno? Allora non ti becchi il voto''. ''Quello che ti chiediamo - si legge nella lettera rivolta ai candidati - è un semplice impegno a elaborare sinergie e presentare proposte condivise per l’accesso ai fondi europei nel periodo di programma 2021-2027, per poi procedere alla loro fase di progettazione e realizzazione". Insomma un impegno concreto, reale, misurabile e dai ritorni certi sul piano sociale.

 

A maggior ragione se si pensa a quante siano le sfide in campo e quanti settori verranno coinvolti (una nuova ferrovia vuol dire nuovi lavori da fare, vuol dire un modello di turismo che si reinventa, vuol dire nuovo approccio con la natura e con i servizi pubblici) e infatti, anche grazie a Transodolomites, il dibattito è aperto su progetti come la Circolare tranviaria cittadina di Trento, il “Nordus”, le ferrovie di vallata Trento-Canazei, la proposta di prolungamento della ferrovia Trento-Mezzana verso Tiranola ferrovia della Valsugana, la funivia per il monte Bondone, il collegamento funiviario tra Levico  e Altopiano di Lavarone, la proposta ricollocazione dell’attuale stazione autocorriere dall’aerale ferroviario in altra zona.

 

"Per comprendere questo concetto - spiega Massimo Girardi presidente di Transdolomites - il nostro invito è quello di guardare alla vicina Svizzera esempio mondiale di corretta gestione del trasporto pubblico dove quest’ultimo è una forte realtà economica. Il 7,8% del Pil è prodotto da esso. Nell’economia elvetica l’indotto finanziario, compresi i viaggi per turismo, è di 33 miliardi di Franchi svizzeri. Il 10% delle persone occupate in Svizzera lavora nel o per il trasporto pubblico. Fatti i conti, il vero prezzo che la società paga al fenomeno traffico non è il sostegno alla mobilità pubblica, bensì l’elevata spesa pubblica negativa che pesa sulla cittadinanza dovuta alla mobilità privata. L’84% della spesa pubblica negativa nel settore dei trasporti deriva dalla mobilità privata. Sulla ferrovia grava il 4%".

 

"In Trentino - prosegue Girardi - il numero di veicoli privati, soprattutto turistici, sta aumentando, mettendo a dura prova la viabilità e la sostenibilità delle valli e delle città. Dall'altra, le infrastrutture di mobilità alternativa sono ancora insufficienti, lasciando ai comuni e alle comunità di valle importanti responsabilità che non sempre son capaci di gestire. Aggiungere pullman al servizio esistente è necessario, e in parte è stato fatto, ma è un palliativo perché se guardiamo a ciò che ci aspetta nel prossimo futuro questo tipo di risposta sarà sempre insufficiente per dare risposte concrete alla necessità nuova di mobilità. Ma vi è un’altra motivazione: la qualità del viaggio che vede il treno come la soluzione di primo ordine. Il turista ed il residente a lungo andare dimostrerà che è stufo di spostarsi in pullman. L’eccellenza del viaggio e della qualità dell’offerta turistica si gioca solo sulla ferrovia.

 

E allora ecco l'appello: "Con la presente, cara/o candidata/o, vogliamo chiederti di aderire alla nostra campagna No Treno, No Voto. Quello che ti basterà fare è sottoscrivere la nostra campagna on line sulla piattaforma Dibattito Pubblico (https://dibattitopubblico.org/campaigns/2)". Ogni dettaglio sul sito.

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