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Nuovo governo, ecco le reazioni. Rossi: ''Ho chiamato Fraccaro per fargli i complimenti''. Ma qualche preoccupazione c'è

I temi caldi sono l'A22, la flat-tax che porterebbe minor gettito al Trentino, l'ambiente per la delega sui grandi mammiferi, le infrastrutture con il Tunnel del Brennero. Ma anche la sanità: "Vedremo se convinceranno la comunità scientifica a riaprire i punti nascita"

Di Donatello Baldo - 02 giugno 2018 - 06:01

TRENTO. "Ho telefonato a Fraccaro, gli ho fatto i complimenti". Ugo Rossi, nella sua qualità di governatore del Trentino, si è voluto congratulare personalmtne con il nuovo ministro per i Rapporti con il Parlamento e per la Democrazia diretta: "La cosa positiva - spiega Rossi - è che finalmente sia finito questo lungo spettacolo". 

 

E si riferisce agli ottantotto giorni che sono dovuti trascorrere da 4 marzo ad oggi per la formazione di un governo. "Spero che sia garantita stabilità e correttezza di rapporti, spero che ci sia la volontà di approfondire i temi dell'Autonomia". Perché ad ogni cambio di governo si deve ricominciar di nuovo, "si devono costruire nuovi rapporti, non solo con il ministro alle Regioni ma anche con tutti gli altri".

 

Quello dell'economia, ad esempio. "Il tema della flat-tax è sul tavolo. E' ovvio che qualsiasi riduzione delle entrate si traduce in un minor gettito per le casse del Trentino e su questo bisognerà, nel caso, aprire una discussione sulle possibili compensazioni".

 

"C'è un po' di preoccupazione, così come è legittimo essere preoccupati sull'introduzione di misure senza le adeguate coperture", osserva il governatore. Ma oltre alla questione finanziaria c'è quella legata alle infrastrutture, alla partita dell'A22, al Tunnel del Brennero come opera strategica, alla gestione dei grandi mammiferi che la Provincia vorrebbe che lo stato affidasse all'autonomia.

 

Poi la questione che riguarda la sanità: "Vedremo se questo governo sarà così tanto politico da imporsi anche sulle valutazioni della comunità scientifica e ottenere la riapertura dei punti nascita periferici con casistiche inferiori ai protocolli". Superando così le ragioni che hanno imposto a Trento di chiudere Cavalese e Arco.

 

"In campagna elettorale è semplice - osserva Ugo Rossi - le cose diventano difficili quando devi tradurre nei fatti le promesse che hai fatto. Ma i governi si giudicano dal lavoro che fanno, dalla disponibilità al dialogo, alla collaborazione. Quindi vedremo cosa succede". 

 

Sospende il giudizio anche l'assessore Luca Zeni. "Spero prevalga l'aspetto istituzionale su quello della propaganda - afferma Zeni - e che ci sia una collaborazione che lasci da parte le divisioni ideologiche, che si lavori per il bene comune". 

 

Ma ammette qualche preoccupazione: "Le proposte di Lega e 5 Stelle fatte in campagna elettorale sono incompatibili con la realtà. Non so proprio dove saremo tra due anni, finita la luna di miele del governo appena nato. La preoccupazione più grande è ancora l'instabilità". 

 

"Poi succederà come spesso accade in Italia - afferma - si dirà che è tutta colpa di quelli che hanno governato prima e si cercherà di azzerare tutto il lavoro fatto. Servirebbe invece una continuità, e soprattutto di responsabilità". 

 

Ma la preoccupazione c'è anche sul fronte delle politiche sanitarie, l'assessorato di cui Zeni è titolare. "Mi sono confrontato anche con gli altri colleghi delle altre regioni - spiega - si cerca di capire quale sarà la linea, soprattutto sul tema delle vaccinazioni".

 

Un punto delicato, "soprattutto ora che le coperture stanno aumentando. Anche qui - osserva - sarebbe grave che venissero vanificati gli sforzi che sono stati fatti nell'ultimo periodo". Ma in generale, per quanto riguarda la sanità, Zeni spera che "si continui a garantire il valore universalistico del diritto alla salute". 

 

La deputata del Patt Emanuela Rossini esprime invece "speranze e preoccupazioni". "La speranza - afferma - è che un governo politico porti ad un senso di responsabilità vero. La preoccupazione - invece - è l'incognita del programma e la debolezza della cultura istituzionale delle due forze".

 

"Entrambi fattori che gettano grande incertezza sul futuro. Ora attendiamo le dichiarazioni programmatiche che il neo presidente del Consiglio Giuseppe Conte porterà alla Camera mercoledì prossimo (martedì al Senato, ndr)". Quando andrà a chiedere la fiducia in Parlamento.

 

"Per quanto riguarda le Pari Opportunità - spiega invece l'assessora Sara Ferrari - non si capisce ancora chi si occuperà di questo tema. Non c'è un ministero che se ne occupi e sarà affidata la delega forse successivamente ad un ministro". Che potrebbe essere anche Lorenzo Fontana, neo-ministro alla famiglia.

 

Dichiaratamente antiabortista, contrario all'educazione di genere, contro i diritti omosessuali. "In quanto istituzione - afferma Ferrari - si dovrà occupare di tutti i tipi di famiglie, anche quelle omosessuali, gli piaccia o meno". E sottolinea che "si possono anche avere idee diverse ma il governo rappresenta tutti e tutte, anche e soprattutto nella diversità di ciascuno".

 

Una telefonata a Roma l'ha fatta anche l'ex deputato Mauro Ottobre, ma non a Fraccaro bensì alla nuova ministra per i Rapporti con le Regioni Erika Stefani. "Con lei ho avuto un cordiale colloquio telefonico. Un’ottima persona, che conosco bene, molto preparata, e che sono sicuro sarà amica dell’Autonomia. La incontrerò a breve a Roma per discutere delle prerogative della nostra cara Autonomia". 

 

 

 

 

 

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