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''Raramente ho atteso con tanta trepidazione i risultati elettorali'' / ''Al Pd avevo chiesto ogni sabato di scendere in strada'': le lettere di due lettrici post voto

In tanti ci hanno scritto. Abbiamo scelto due lettere di area diversa che citano, l'una Donatella Conzatti, l'altra Elisabetta Bozzarelli e analizzano in maniera chiara e lineare quanto accaduto

Pubblicato il - 10 marzo 2018 - 11:58

TRENTO. Due lettere, una rivolta al centrodestra l'altra al centrosinistra, una che chiama in causa la nuova senatrice Donatella Conzatti e l'altra che dà una sponda alla consigliera comunale del Pd Elisabetta Bozzarelli che in un intervista a il Dolomiti chiede di "azzerare tutto" (compresi simboli e nome del Partito democratico) per ripartire.

 

Le ultime elezioni nazionali, che hanno rappresentato un terremoto politico in tutto il Paese e anche in Trentino, hanno anche scatenato reazioni, discussioni, dibattiti a tutti i livelli e anche voi lettori de il Dolomiti (che nella giornata di lunedì siete stati quasi 100.000, praticamente tutti i trentini dotati di un supporto informatico) avete, giustamente, voluto dire la vostra. In tanti ci avete scritto e pur non avendo una sezione dedicata alle lettere (avendo invece una pagina Facebook che permette di commentare ogni articolo sempre e comunque) abbiamo deciso di pubblicarne due di "area" opposta.

 

Intanto, quindi, 100.000 volte "grazie" a tutti e "Stay Tuned".

 

 

di Elena Rossi

Villa Lagarina 

 

Gentile senatrice Sig.ra Donatella Conzatti,

Sono stata una sua sostenitrice a queste elezioni anche se non la conosco di persona se non di vista. Mi sono presa il tempo di venire ad ascoltarla per esprimere il mio voto con più convinzione e non ultimo per avere quel minimo di cognizione di causa necessario per fare un passaparola credibile. Sono venuta al Brione di Rovereto e in quella sala piena, ( di quasi soli uomini, sigh ! ) ho trovato conferma alla mia intuizione. Premetto di non interessarmi di politica se non in via superficiale, seguo soprattutto le vicende a livello locale con la lettura dei giornali. Ho ascoltato con attenzione e anche se non ho ne la preparazione ne la competenza per fare una valutazione chissà che approfondita, l'ho trovata chiara, competente, concreta nelle sue risposte condite da diplomazia e garbo, che non guastano mai.

 

Emergeva un certo divario, tra un parlare esperto ma in "politichese", che esprime concretamente poco, e delle risposte concrete , dettate sicuramente da una chiara competenza di base. Queste le umili considerazioni che ho cercato di trasmettere a chi mi chiedeva idee e valutazioni. Poche volte ho atteso con tanta trepidazione e speranza i risultati elettorali. Ci speravo tanto io e c'era il sentore che ci sperassero in molti di vedere un cambiamento. Sta di fatto che un risultato così eclatante e netto su tanti fronti era auspicabile ma difficilmente prevedibile. Mi siano concesse quindi alcune mie considerazioni. Questo è il frutto di una classe politica un pochino ottusa che fatica a rigenerarsi o comunque dei veterani che non vogliono perdere la "carega" anzi che ambiscono a poltrone più comode pur consapevoli di essere già stati privilegiati a stare in certe fortunate posizioni per tanto tempo! Con tutto quello che ne deriva !

 

Ma è così difficile ritirarsi in maniera dignitosa accontentandosi di ciò che si è avuto evitando di andare a sbattere contro un muro per finire di farsi del male e pure di farsi delegittimare? Dispiace sinceramente, anche dal punto di vista umano, vedere sconfitte così ma ad un certo punto dici : chi è causa del suo mal pianga se stesso ! Qui non mi meraviglio solo dei vari soggetti ( in questa tornata sono stati davvero tanti a sbattere!) ma di tutto un sistema che permette ciò. Mi meraviglio dei movimenti o partiti di appartenenza, poco lungimiranti o quantomeno fuori dalla realtà. Possibile che ci meravigliamo noi, cittadini normali e poco competenti, di certe candidature e loro all'interno avvallino certe scelte ? Mi viene da pensare che sono ciechi o masochisti per sostenere delle scelte così discutibili, oppure fa comodo che qualcuno sparisca ( sia andando a Roma, sia sbattendo ! ) . Altra ipotesi, potrebbero pensare che la gente sia sempre disposta a chiudere un occhio anzi due. Forse non è più il tempo di accettare tutto quello che ci viene imposto. Credo allora che anche i partiti abbiano delle grosse responsabilità.

 

Come nei luoghi di lavoro, saper mettere le persone giuste al posto giusto nel momento opportuno, anche sacrificando qualcuno, sarebbe una competenza primaria. Nel mio modo di pensare, ignorante in materia ma forse più logico e disinteressato, credo sarebbe nell'interesse del movimento proporre volti nuovi, freschi e competenti senza togliere la validità e l'importanza di ciò che è stato, anzi facendone sempre tesoro. Le persone valide e di esperienza che lo desiderano potrebbero restare dietro le quinte con incarico di aiuto, supporto e sostegno. Quanti lo fanno già e quanti sarebbero disposti a farlo? Resterebbe solo chi ha veramente la passione della politica e ha a cuore il territorio, la gente e i suoi bisogni . Mi sento di azzardare una certezza : resterebbero i migliori, quelli la cui competenza, umiltà e spessore vanno oltre la "carega" e oltre ancora quelli interessi personali che ti rendono pronto a tutto pur di stare il più a lungo possibile e ad ogni costo nel posto più ambito. A questo punto, se manchiamo così tanto di autocritica personale e di gruppo, ben vengano gli incarichi a tempo che forse ci preservano da tutto il clientelismo che pervade certi ambienti.

 

Per finire, tornando alla senatrice Conzatti in cui ravviso il nuovo, la competenza professionale e politica, il rosa e quella giusta dolcezza femminile, invio l'augurio di un sereno e proficuo lavoro in Senato. Viste le premesse ed il bel rimpasto uscito da queste votazioni auguro a lei , alle colleghe e colleghi eletti di formare un gruppo compatto, energico, che porti avanti con gentilezza ma altrettanta fermezza e determinazione i valori e i principi del nostro laborioso territorio senza mai dimenticare il confronto e il dialogo non solo con le istituzioni locali ma anche con le donne e gli uomini che vi hanno eletto.

 

 

di Dora Marcus

Trento

 

Vedo emergere, tra le migliaia di righe dedicate in Italia e anche da noi a riposizionamenti e regolamenti di conti in libertà, un granello di buon senso dentro la sinistra. (Nella quale volenti o nolenti dobbiamo ancora includere il Pd). Il primo grano di buon senso lo snocciola Renato Soru in un’intervista alla Nuova Sardegna: «Non siamo stati vicini ai cittadini – aggiunge ora Soru – Renzi e i suoi ministri sono stati visti come un esecutivo tecnico, che ha governato con troppe fiducie e poco ascolto. Ed è proprio dall’ascolto che bisogna ripartire”. Ascoltare è esattamente quello che la cosiddetta sinistra di governo non è riuscita a fare. Non dire, non proporre, non spiegare: semplicemente ascoltare.

 

Nel mio rapido passaggio dentro il Pd, ormai qualche anno fa, avevo provato a proporre al mio circolo un semplice esercizio. Mettiamo una bandiera in piazza tutti i sabati mattina. Sediamoci lì con un tavolino da picnic e prepariamoci ad ascoltare quello che le persone hanno da dire. Questa azione, di per se stessa, costruisce connessione con le persone. Le riconosce nella loro esistenza e nei loro problemi, ansie e speranze. È un esercizio di connessione umana, ancor prima che politica. Ma proprio per questo diventa essenza della politica. La risposta era stata un quasi imbarazzato silenzio. E un tirare dritto con conventicole dentro e fuori dal palazzo.

 

Non starò qui a fare improbabili analisi del perché il Pd non capisse l’importanza di connettersi con le persone. Dico solo che i risultati di questa incapacità di ascoltare si vedono oggi nei numeri elettorali. Questo mi porta all’altro granello di buon senso che vedo emergere. Lorenzo Dellai dice che farà un tour post-sconfitta: “per capire”. Ovvero andrà ad ascoltare. Non so se l’abbia fatto prima del voto (per quel poco che lo conosco penso di sì, in realtà). Ma andare ad ascoltare dopo che non ti hanno votato (abbastanza per vincere) mi pare nuovamente essenza della politica. Senza nessuna targa di partito.

 

Mi fa piacere, da ultimo, vedere Elisabetta Bozzarelli che dice: “azzeriamo tutto, facciamo tutto nuovo”. Giusto, rinfrescante. Ma non è (solo) un nuovo gruppo dirigente e un nuovo logo quello che serve al Pd. È un nuovo modo di connettersi con la società, con la vita quotidiana delle persone. (Che poi, se facciamo lavorare la memoria, ci rendiamo conto che è quello che i qualche volta compianti DC e PCI sapevano fare piuttosto bene). Non ho votato Pd in quest’ultima elezione perché - da persona che si ritiene di sinistra - per me era oggettivamente invotabile. Ma sarei felice di poter tornare a votarlo. Se saprà tornare sulla strada a parlare con le persone.

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