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Vaccini, Luca Zeni contro Lega e 5 Stelle: ''Criticate la Provincia perché applica la norma. Ma siete al governo: potevate cambiare la legge''

L'assessore alla Sanità: "Servirebbe un minimo di serietà istituzionale. Le parlamentari trentine della Lega chiedono a noi di derogare una legge su cui potevano intervenire con delle modifiche, ma non l'hanno fatto. Così come i 5 Stelle"

Di db - 01 settembre 2018 - 12:03

TRENTO. "Pensavo di averle viste tutte su questo tema ma mi sbagliavo", afferma questo in un post su Facebook l'assessore alla Salute Luca Zeni. Il tema a cui si riferisce è quello dei vaccini: "Da più di un anno esiste una legge nazionale che prevede l'obbligo di vaccinazione per tutti i bambini/ragazzi tra 0 e 16 anni". E questo si sapeva. Spiega poi un altra cosa che si sapeva già: "Dopo l'anno scolastico scorso, chiamiamolo 'transitorio', da oltre un anno si sa che con l'avvio dell'anno scolastico 2018-2019 occorre essere vaccinati per entrare alla scuola materna/nido".

 

Ma non si immaginava (o forse sì...) che fossero proprio i partiti oggi al governo, e all'opposizione qui in Trentino, quelli che più hanno preso a cuore le ragioni dei 500 bambini non in regola con le vaccinazioni che rischiano di rimanere esclusi da asili e scuole per l'infanzia: "5Stelle e Lega hanno vinto le elezioni politiche promettendo di rivedere la normativa". Ma non l'hanno fatto, quindi in vigore c'è ancora la tanto criticata Legge Lorenzin.

 
"Oggi è il primo di settembre ma non hanno rivisto nulla (se non emanare una circolare che conferma l'obbligo, ma per le Regioni senza sistemi informatici efficienti prevede semplicemente la possibilità di autocertificare l'avvenuta vaccinazione). Nel Trentino efficiente il sistema informatico funziona e per scoprire la falsa autocertificazione basta un clic, per questo non ha senso l'autocertificazione. 

"È il colmo che oggi 5stelle e parlamentari (sic!) leghiste accusino la Provincia di Trento di applicare la legge nazionale e quindi di aver comunicato alle famiglie e alle scuole che da lunedì chi non è vaccinato non potrà entrare a scuola". Ricordiamo che sottosegretario proprio alla Sanità è Maurizio Fugatti, che la ministra Grillo, alla Salute, è dei 5 Stelle.

 

"La maggioranza provinciale - spiega Zeni - ha in molte occasioni ribadito l'importanza dei vaccini e la condivisione dell'obbligo vaccinale. Chi non lo condivide sono proprio Lega e 5stelle, che possono modificare a Roma la norma". E sulla richiesta di fare come a Bolzano dice: "La Provincia non 'imita' Bolzano (a quanto ne so unica in Italia ad aver adottato un provvedimento che ignora la legge nazionale) per due motivi". E li spiega: "Non ne condividiamo l'impostazione, da sempre timorosa rispetto all'obbligo, avendo loro la più bassa percentuale in Italia di vaccinati (e quindi dovrebbero avere proprio l'interesse a rinforzare l'obbligo..); e le motivazioni addotte nel provvedimento - di dubbia legittimità giuridica (citano persino il dibattito parlamentare in corso...) - si basano su difficoltà tecniche, informatiche e organizzative, che noi neanche volendo potremmo inventarci, poiché il nostro sistema funziona in maniera efficiente".

 
A ragione, perché è proprio così, Zeni scrive che "nelle altre regioni si procede come prevede la legge", e allega al post alcuni articoli che si possono trovare facilmente anche in internet. "Come il Trentino si muovono ad esempio Milano e Verona (quest'ultima anche con l'autocertificazione), Regioni non certo governate dalla sinistra". E proprio a Verona è l'assessore alla Salute Stefano Bertacco, senatore di Fratelli d'Italia, che afferma perentorio che anche la città scaligera "si muove secondo normativa vigente".

"Forse - conclude Luza Zeni - un po' di serietà istituzionale aiuterebbe, facendo fronte comune nel comunicare che vaccinare è importante". 

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