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Verso le elezioni, Fugatti: "Prendere in considerazione l'abbattimento dei lupi", Fraccaro: "Centrosinistra? Politica clientelare"

La volata per arrivare a Roma è iniziata. Riccardo Fraccaro per il Movimento 5 stelle e Maurizio Fugatti della Lega Nord si confrontano su un tema che ne raccoglie tanti altri: le nostre montagne

Di Luca Andreazza - 21 febbraio 2018 - 06:01

TRENTO. Dopo le interviste a Renata Attolini di Liberi e Uguali e Elisa Filippi del Partito democratico (Qui articolo), è il turno di Riccardo Fraccaro (Movimento 5 stelle) e Maurizio Fugatti (Lega Nord) confrontarsi tra turismo e grandi carnivori, spopolamento e i presidi periferici.

 

Tra black out dei sondaggi, comizi e incontri la volata verso domenica 4 marzo e l'approdo nella capitale è ancora lunga.

 

Ma quale è il significato che danno i nostri politici alla 'montagna'? Quali le istanze da portare a Roma?

 

Riccardo Fraccaro (M5s): "Al contrario di Salvini, che tira fuori qualcosa dal cilindro ogni giorno, noi non facciamo demagogia. Da sempre sosteniamo la necessità di concedere maggiore autonomia ai territori. Questo vale anche per il Trentino, che è già una Provincia autonoma, dove tuttavia gli enti locali e le periferie pagano il prezzo di una centralizzazione messa in atto dalla Provincia a scapito dei territori. È un dato di fatto che i comuni si trovino in un rapporto di subordinazione rispetto alla Provincia, basti pensare al problema del trasferimento di fondi agli enti locali, alla sanità e alla scuola. Anziché dare più competenze e servizi ai territori, il centrosinistra locale ha favorito l’accentramento: pensiamo alla chiusura della scuola ladina di Soraga, al depotenziamento degli ospedali di valle, alla chiusura dei punti nascita, pensiamo al fatto che molti cittadini anche anziani sono costretti a spostarsi nei grandi centri di Trento e Rovereto per le visite specialistiche. A questo si aggiunge la mancanza dei medici di base nelle valli a causa dei ricorso a parametri che penalizzano la bassa densità abitativa".

 

Maurizio Fugatti (Lega Nord): "In ogni campagna elettorale il tema della montagna sale subito alla ribalta, salvo poi perdere spinta una volta che si insedia un governo. Attualmente non c'è chiarezza sulle competenze, ma non si può negare che ci siano situazioni di crisi. Prevedere un Ministero della Montagna ad hoc può essere una soluzione, magari non risolve tutti i problemi, ma sicuramente può trovare le contromisure per intervenire e rilanciare i territori. Servono maggiori competenze, ma poi non è così scontato saperle utilizzare e gestirle nel modo migliore. Qui le amministrazioni si sono sempre aggrappati all'autonomia, ma poi abbiamo visto i risultati: penso al progetto dei grandi carnivori oppure alla chiusura dei punti nascita. Solo alcuni esempi dei vicoli ciechi in cui si è infilato il centrosinistra". 

 

Quale invece il futuro del turismo in Trentino? La Sportiva ha lanciato l'idea di creare un outdoor park, una prospettiva in controtendenza rispetto ai sostegni, anche provinciali, ricevuti dalle società impianti che giocano ancora la parte del leone.

 

Riccardo Fraccaro (M5s): "Il turismo è un settore strategico della nostra economia, garantisce ben il 15% del Pil con oltre 32mila occupati. Va rilanciato con azioni strutturali, archiviando le politiche dispersive di risorse e di destrutturazione del comportato, iniziata con il sostanziale smantellamento delle Apt. In Trentino dobbiamo sostenere l'offerta di qualità, sostenere i poli di attrazione turistica e ricondurre la promozione al settore pubblico. È necessaria poi una visione integrata che coinvolga anche tutela ambientale, artigianato, agricoltura e mobilità. In questo modo saremmo in grado di generare reddito e occupazione. Ogni iniziativa deve però sempre tenere conto della tutela del paesaggio e dell’ambiente. Sul caso specifico degli impianti di risalita: i cambiamenti climatici e la scarsità d’acqua impongono una seria e urgente riflessione su questo tipo di turismo. Il Trentino deve puntare non più solamente sugli impianti di risalita ma anche su altro: il nostro territorio deve essere valorizzato e promosso in chiave turistica anche in modi alternativi".

 

Maurizio Fugatti (Lega Nord): "Il turismo in montagna è in crescita, anche per le situazioni nel giro per il mondo. Oggi tanti turisti scelgono il Trentino perché magari hanno paura di recarsi da altre parti. E' necessario saper cogliere e valorizzare questa situazione per assicurarsi di restare competitivi sul lungo periodo. Certo, la vocazione del Trentino è sciistica e questo aspetto va valorizzato, anche perché sono scettico rispetto ai cambiamenti climatici. E' fuori dubbio che però ci sono alcune realtà in difficoltà: il passo Rolle, tra le località più belle in Italia, è stato abbandonato dalle istituzioni e l'amministrazione provinciale non ha avuto il coraggio di provare a intervenire. Sarebbe stato un banco di prova interessante. Questo però è un caso specifico e in linea generale bisogna intervenire sul piano fiscale. Ci sono strutture in abbandono, che oltre a restare chiuse deturpano l'ambiente circostante. Si può intervenire sulla tassazione, ma soprattutto agevolare la ristrutturazione degli esercizi per avere indotto e ricadute: una nuova legge Tremonti". 

 

Negli anni si è assistito al graduale spopolamento delle montagne. Anche nella nostra realtà gli esercizi commerciali faticano e chiudono

 

Riccardo Fraccaro (M5s): "Per lo sviluppo della montagna, per contrastare lo spopolamento e l’impoverimento del territorio servono politiche credibili, servizi e infrastrutture sostenibili e capillarmente diffuse, in attuazione di quel principio di sussidiarietà che costituzionalmente garantisce la vicinanza delle istituzioni ai cittadini. Il Trentino ha enormi potenzialità da sfruttare ma, con le politiche clientelari del centrosinistra, il nostro tessuto produttivo rischia di atrofizzarsi. Noi vogliamo puntare sulla sburocratizzazione, gli incentivi per l'innovazione e gli investimenti nei settori ad alto moltiplicatore. Solo liberando le energie sane del territorio si può renderlo competitivo a livello internazionale. Il M5s vuole valorizzare le eccellenze produttive e recuperare la coesione sociale per promuovere uno sviluppo sostenibile".

 

Maurizio Fugatti (Lega Nord): "Una ricetta per ovviare allo spopolamento della montagna è quello di prevedere delle politiche fiscali in grado di incentivare esercizi commerciali e negozi in determinate località. Una fiscalità diversa, se non addirittura assente, ma è evidente che bisogna intervenire in modo diversificato a seconda della zona. Chiaro che un discorso è aprire un'attività a Campiglio e un'altra a Croviana". 

 

E i punti nascita? Le riaperture sono un capitolo chiuso e diventa necessario trovare altre misure oppure c'è ancora speranza?

 

Riccardo Fraccaro (M5s): "Il M5s punta sullo sviluppo di tanti interventi diffusi sul territorio, piuttosto che su un'unica grande opera, per migliorare la qualità della vita delle periferie. Sono necessarie politiche abitative orientate all'integrazione sociale, progetti di riqualificazione delle scuole e implementazione dei servizi di trasporto. È fondamentale soprattutto garantire i presidi sanitari, in particolare i punti nascita che non possono chiudere come vuole il centrosinistra per coprire i buchi di bilancio o per finanziare opere inutili".

 

Maurizio Fugatti (Lega Nord): "La partita dei punti nascita non è persa. Se il centrodestra andrà al governo, l'intenzione è quella di rivedere i criteri. Non si possono mettere sullo stesso piano zone di pianura e montagna. Il centrosinistra ha preso in giro le località trentine. Penso a Cavalese. Prima il problema è che mancavano i pediatri: la valle, non sicuramente l'amministrazione provinciale, si è impegnata per trovare il personale, ma poi sono spariti i ginecologi. E' stato pubblicato un concorso, ma intanto il tempo è passato e il pediatra che aveva scelto il Trentino ha giustamente preferito intraprendere altre strade. Adesso dicono che dopo le elezioni arriva la deroga, ma i dubbi sono tanti. Il nostro auspicio è quello che questi presidi possano riaprire, ma anche quello di prevedere maggiori sinergie con i territori limitrofi". 

 

Grandi carnivori, si o no? Fallimento o opportunità?

 

Riccardo Fraccaro (M5s): "Il M5s ha sempre criticato la gestione fallimentare della Provincia di Trento. Il ritorno spontaneo di altre specie, come il lupo e la lince, è un arricchimento importante della biodiversità. Necessario da parte della politica trovare soluzioni che garantiscano una convivenza con gli allevatori, categoria economica di primaria importanza per il nostro territorio, che va assolutamente tutelata".

 

Maurizio Fugatti (Lega Nord): "Il progetto dei grandi carnivori non è nato da solo. Il centrosinistra si è inventato questo piano, che ha fortemente promosso e sostenuto, ma ora è andato in difficoltà. Un problema questo che va affrontato a livello di governo. In merito ai lupi una scelta può essere quella dell'abbattimento, mentre per gli orsi è necessario prendere accordi con gli altri Paesi per procedere al rimpatrio degli esemplari in eccesso o pericolosi. E' necessario intervenire per evitare che l'agricoltura e gli allevatori entrino in crisi per l'incapacità di gestire questo progetto". 

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