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Alle spalle la devastazione di Vaia, costata anche la vita a otto persone e loro in primo piano sorridenti. Polemica sul manifesto della candidata leghista alle europee

La bellunese Ilenia Rento si candida nella circoscrizione Nord Est e ha scelto un'immagine che sta indignando tantissimi utenti ed elettori. La frase per promuovere la sua candidatura, poi, rischia di essere anche peggiore: ''Scateniamo la tempesta a Bruxelles''

Di L.P. - 05 May 2019 - 13:11

BELLUNO. Utilizzare le immagini di una tempesta che ha devastato territori, messo in ginocchio comunità e causato anche otto morti per fare campagna elettorale. Si sta rivelando un boomerang incredibile il manifesto elettorale scelto dalla candidata della Lega nella circoscrizione Nord Est (quindi Trentino, Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna) Ilenia Rento. Un'immagine che ha piazzato orgogliosa anche come sfondo della sua bacheca Facebook e che ha rilanciato con i suoi social.

 

Ci sono lei, candidata bellunese, con Salvini abbracciati e sorridenti e alle loro spalle la devastazione di Vaia, della terribile tempesta che ha distrutto boschi e paesi a fine ottobre, strappato vite e piegato intere comunità costrette a rialzarsi da sole. E poi quella scritta ''scateniamo la tempesta a Bruxelles'' e ancora ''aiutaci a portare la voce della montagna in europa''. Sotto una pioggia di insulti, di commenti di ''vergogna'' di ''non si specula sulle tragedie'', di ''noi ci siamo rimboccati le maniche da soli per rialzarci e ora usate anche per fare campagna elettorale''. In molti hanno sperato si trattasse di un ''fake'', di un'immagine finta e invece così non è: lo slogan è stato pensato e voluto se già il 29 aprile la Lega Nord Provincia di Belluno lo faceva suo. 

 

 

 

 

 

 Un autogol assoluto per un manifesto di pessimo gusto e uno slogan forse anche peggiore, fortemente criticato anche da destra.

 

 

In particolare è l'europarlamentare di Fratelli d'Italia Remo Sernagiotto a scrivere sulla sua pagina Facebook che ''non si specula su una tragedia come Vaia, non ci si mostra sorridenti con un disastro sullo sfondo. Non si fa! Ho provato disgusto nel vedere questo “santino” di campagna elettorale e l'ho denunciato pubblicamente. Vaia è una ferita ancora aperta. Non c’è provocazione che tenga! Mi spiace, il confronto può essere aspro, ma il rispetto non deve mai venire meno. Non voglio fare la morale a nessuno, ma spero che Zaia, che è anche commissario straordinario per Vaia, e il ministro Salvini, che probabilmente non ha visto il “promo”, prendano le distanze. Penso possa essere un gesto apprezzato e responsabile''.
 

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