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Cattura M49, Movimento 5 Stelle: “Una scusa per mettere in discussione l’intero progetto”

Lunedì dovrebbe arrivare anche la risposta ufficiale del ministro dell’ambiente Sergio Costa che non mancherà di sottolineare un certo fastidio in merito alle dichiarazioni di Fugatti. Nel frattempo i consiglieri 5 Stelle attaccano: “I boschi trentini possono ospitare 600 jeep ma non un orso?”

Di Tiziano Grottolo - 29 giugno 2019 - 13:14

TRENTO. “Mi auguro che il ministero intervenga chiarendo tutti gli aspetti della gestione degli orsi problematici e le misure necessarie per mettere in sicurezza sia la popolazione che gli allevamenti” – sono queste le parole del consigliere provinciale pentastellato Alex Marini a commento della vicenda sulla cattura dell’orso M49. Vicenda che coinvolge anche il ministro all’ambiente Sergio Costa tirato in ballo da Maurizio Fugatti nella conferenza stampa di ieri con l’accusa di non aver fatto nulla per risolvere la situazione.  

 

Non è un mistero che dagli ambienti governativi trapeli una certa insoddisfazione e fastidio rispetto alle parole di Fugatti pronunciate ieri: “Abbiamo ripetutamente segnalato al ministro Costa la situazione – ha affermato il presidente della Pat – chiedendo l’autorizzazione alla cattura, anche Ispra ha espresso forte preoccupazione, ma dal ministro non abbiamo ricevuto alcuna risposta e quindi abbiamo deciso di agire, assumendoci le nostre responsabilità”. È probabile quindi che entro lunedì arrivi la replica ufficiale da parte del Ministero dell’Ambiente.

 

“Sicuramente le azioni dell’orso M49 hanno suscitato un certo allarme sociale e di questo ho potuto rendermene conto io stesso parlando con amministratori, allevatori e tecnici specializzati  – ammette Marini – ma fino ad ora Fugatti e la Lega hanno solo alimentato questo allarme cercando di cavalcare la paura della gente”.

 

In due interrogazioni il consigliere del Movimento 5 Stelle interpellava la giunta provinciale in merito alla gestione a 360° dei plantigradi presenti in Trentino chiedendo come mai le regioni limitrofe, dove talvolta sconfinano gli animali, non siano ancora state coinvolte e del perché si sappia poco o nulla rispetto agli orsi che escono dalla provincia.

 

“C’è grande clamore attorno ai singoli episodi che riguardano M49 e sicuramente questi hanno una rilevanza oggettiva – spiega Marini – ma mi pare che in questo momento non si stia lavorando per avere un dibattito pubblico informato che punti a risolvere i problemi piuttosto che amplificarli. Temo – conclude Marini – che questa vicenda diventi una scusa per mettere in discussione l’intero progetto di conservazione della specie”.

 

Dello stesso avviso anche l’altro consigliere 5 Stelle Filippo Degasperi: “Per coprire il vuoto della sua azione politica questa giunta ha bisogno di crearsi dei nemici verso i quali deviare l’attenzione dei suoi sostenitori – ha spiegato il consigliere provinciale in una nota – oggi si dipinge un Trentino assediato da lupi, orsi, cinghiali, cormorani, tutti animali per i quali l’unica soluzione sarebbe l’eliminazione. Ma se guardiamo al ‘fare’ – riprende Degasperi – nulla si è visto, in questi mesi la giunta ha saputo produrre solo dell’allarmismo, sono riusciti a trasformare un’opportunità in un problema. I boschi trentini possono ospitare 600 jeep che scorrazzano ma non un orso – è l’amara conclusione del consigliere pentastellato.

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