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Conzatti non vota contro il governo Conte, Perego e la Lega: ''Si dimetta da Forza Italia''. Lei replica: ''Io liberale e europeista. Non sto con chi fa il saluto romano in piazza''

Si delineano due anime nel partito forzista. Da un lato il commissario provinciale che si sta appiattendo sulle posizioni della Lega (nonostante Salvini li abbia scaricati malamente quattordici mesi fa per andare al governo con i 5 Stelle) dall'altro Berlusconi che ripete ''no ai sovranismi'' e ''no ai populismi''. La senatrice trentina ha scelto di non votare dopo aver condiviso la sua scelta con Tajani e Bernini

Di Luca Pianesi - 11 settembre 2019 - 06:01

ROMA. ''A nome degli elettori di Forza Italia chiediamo alla signora Conzatti le immediate dimissioni dal Senato quale conseguenza sia della propria totale assenza sul territorio che di un comportamento politico assolutamente estraneo alla coalizione di cui dovrebbe far parte''. Così il commissario provinciale di Forza Italia Maurizio Perego rivolgendosi alla senatrice Donatella Conzatti che ieri non ha votato contro il nascente governo Conte. Frasi molto forti riprese in maniera quasi pedissequa dai parlamentari trentini della Lega (si veda più sotto ndr) che a loro volta si sono sentiti traditi. Frasi che, però, lasciano il tempo che trovano visto che la stessa senatrice aveva condiviso la linea con i vertici nazionali del partito la capogruppo Anna Maria Bernini e il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani.

 

 ''Non ci sto a farmi dettare la linea politica da una destra che due giorni fa era in piazza a fare il saluto romano - spiega Conzatti - il nostro è un partito liberale, popolare, europeista e sono convinta ci sia un enorme spazio politico tra destra e sinistra che va animato nel quale mi ritrovo come donna delle autonomie, italiana ed europea. E' uno spazio prezioso che da trentina conosco bene, perché è quello di De Gasperi, uomo e politico che resta un esempio per tutti gli italiani. Ed è per questo che ho deciso di non votare (una fiducia al Senato con 169 Sì, 133 No. In quota Forza Italia a non votare anche Modena, Stabile, Berutti e Giammanco)''.

 

Una scelta che, però, ha mandato su tutte le furie il commissario provinciale Perego che, al contrario, della senatrice pare avere un'idea completamente diversa di Forza Italia molto più appiattita sulle posizioni della Lega, e lo si capisce anche dal linguaggio usato per stigmatizzare il comportamento della sua rappresentante a Roma: ''E' un fatto politicamente inaudito e gravissimo che la senatrice Conzatti abbia fatto mancare il proprio voto negativo al governo Conte bis. Da tempo avevamo il sentore che fosse pronta a tradire gli elettori che l'hanno portata al Senato ed oggi ne abbiamo avuto, purtroppo, la conferma. Confidiamo che Forza Italia abbia il coraggio e la determinazione di mettere in atto quanto detto dal Presidente Berlusconi, e cioè proceda alla immediata espulsione dal Partito di chi non ha manifestato il proprio voto negativo nei confronti di questo governo delle poltrone''.

 

Insomma da una parte c'è la Forza Italia che strizza l'occhio a Salvini (che non più tardi di quattordici mesi fa aveva scaricato chi l'aveva sostenuto come alleato alle elezioni politiche, Forza Italia, appunto e Fratelli d'Italia, per abbracciare il Movimento 5 Stelle pur di andare al governo) e all'estrema destra e si condanna all'anonimato proprio perché alla copia non potrà che essere sempre preferito l'originale e poi c'è chi guarda, invece, a una destra liberale, europea, di visione. Una destra che anche Berlusconi sta continuando a richiamare ribadendo in ogni occasione il suo secco ''no ai sovranismi'' e il suo ''no ai populismi''.  E come Berlusconi anche Conzatti ha ribadito che quella scesa in piazza lunedì, tra saluti romani, minacce urlate al microfono da Salvini (''se cambiano quota 100 non li faremo uscire dal palazzo''), leader di Casapound e frasi inneggianti al sovranismo ''non è mia la politica''.

 

''Non lo è quella delle piazze urlanti, dei saluti a "mani alzate", che hanno spaventato chi ha rispetto delle Istituzioni e delle sue regole. Non è mia la politica che, dietro fumose rassicurazioni di facciata, non esclude l'uscita dell'Italia dall'Euro. Quello che voglio - prosegue Conzatti - è un Paese che, nel rispetto della autonomie, stia saldamente in Europa e non metta in discussione la scelta Atlantica e l'appartenenza alla Nato dell'Italia. Per questo scelgo di continuare a stare all'opposizione dei sovranisti, di chi preferisce distruggere piuttosto che costruire. Il ceto medio, le famiglie, i professionisti, le partite iva, gli imprenditori, gli italiani che hanno bambini da crescere, un lavoro da difendere, per il quale hanno studiato, i cittadini che guardano all'altro con rispetto, che vedono il mondo come una casa comune da tutelare - conclude la senatrice - hanno la volontà di vivere in un Paese pacificato, costruttivo, senza rancore sociale''.

 

Diverso il pensiero e il linguaggio di Perego: ''Per Forza Italia del Trentino la signora Conzatti è da tempo fuori dal Movimento ed oggi le nostre perplessità trovano un riscontro inaspettato e clamoroso. A nome degli elettori di Forza Italia chiediamo alla signora Conzatti le immediate dimissioni dal Senato quale conseguenza sia della propria totale assenza sul territorio che di un comportamento politico assolutamente estraneo alla coalizione di cui dovrebbe far parte''. Una coalizione che non c'è più, in realtà, da quando Salvini ha preferito prendersi le poltrone e scaricare Berlusconi pur di salire sul ''carro'' dei 5 Stelle. Un carro che aveva conquistato a suon di consenso. Un carro dal quale ha deciso di scendere convinto di crearsene uno nuovo e tutto suo salvo poi rimanere a piedi a guardare gli altri gridando al complotto e ai poltronari.   

 

Un carro dal quale si sono ritrovati disarcionati, all'improvviso anche i parlamentari trentini della Lega Binelli, Cattoi, Loss e Sutto che a gran voce hanno chiesto anche loro le dimissioni di Conzatti per lesa maestà al loro Capitano: ''Anche oggi dopo il voto al senato apprendiamo che un parlamentare del Trentino (due giorni fa Rossini del Patt invece che astenersi ha dato la fiducia, ndr QUI ARTICOLO), questa volta eletto in coalizione con la Lega, ha fatto una scelta di campo a favore del nuovo governo. La Senatrice Conzatti ha infatti preso le distanze dalla coalizione grazie alla quale siede ora in Senato non partecipando al voto di fiducia al nuovo governo. Comunicando l’intenzione di riconsiderare la sua posizione parlamentare ha preso le distanze proprio dal partito che ha garantito la sua elezione – la Lega -, quei sovranisti di cui ora vuole essere attiva opposizione (appoggiando così il Conte Bis)''.

 

''Non rispettando le indicazioni di voto del suo gruppo parlamentare di appartenenza - concludono i leghisti - ha tradito quindi il mandato popolare che ha ricevuto dai Trentini che hanno avuto in De Gasperi un esempio di grande coerenza. Dato che nelle dichiarazioni la stessa Senatrice Conzatti si riferisce all’esempio di De Gasperi, coerenza vorrebbe che si dimettesse per non apparire una traditrice del Trentino”. Viene da chiedersi se loro si siano dimessi quando è nato il governo giallo-verde che ha lasciato all'opposizione gli alleati di elezioni Conzatti (di Forza Italia) e De Bertoldi (di Fratelli d'Italia, solo per restare a politici di casa nostra). Ma la coerenza non è cosa per tutti.

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