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Il Patt chiude alla Lega in vista delle comunali. Marchiori: "Trento non può diventare un palco per Salvini. Con la Lega ci sono divergenze di valori"

Deciso nella creazione di un nuovo polo moderato, autonomista e popolare, il Patt, per bocca del suo segretario Simone Marchiori, esclude la possibilità di legarsi a (centro)destra o centrosinistra. "Il nostro progetto vuole essere una costituente per chi non si riconosce nei due blocchi e vuole contare di più. La coalizione con il centrosinistra non è più spendibile. Serve innovare"

Di Davide Leveghi - 04 novembre 2019 - 18:54

TRENTO. Il “modello Brentonico” non diverrà il paradigma del Patt per le prossime elezioni comunali di Trento. Ad assicurarlo è il segretario degli autonomisti Simone Marchiori. La scelta della sezione del partito del comune della Vallagarina di correre assieme ai sovranisti della Lega (qui l'articolo), nonostante l'aperta opposizione in Consiglio provinciale, non è che il frutto delle libertà nei singoli contesti di allearsi con chi si ritiene più adatto.

 

È la strategia del “blockfrei” di modello volkspartista - con cui il "partito della stella alpina" coopta la coalizione di partiti italiani che dà più garanzie all'autonomia - anche se nella provincia trentina la politica non si muove certo per linee etniche, come da Salorno in su. Un modello che consiste nell'allearsi con forze autonomiste, moderate ed espressione dei territori, ma che lascia il campo aperto – alla luce della cronaca, vedi Panizza al Mart – a congetture ben diverse in odore di opportunismo (qui l'articolo).

 

Accuse, queste ultime, che il segretario Marchiori respinge al mittente. “Quando si fa una determinata scelta – dice – il rischio di essere criticati c'è sempre. Sapevamo che il 'modello Brentonico' avrebbe potuto portare a una discontinuità ma nei comuni principali c'è uniformità nella direzione del rafforzamento dei moderati, senza andare a traino di nessuno”.

 

Il tema comunali entra ormai nel vivo, e di conseguenza per il Patt, possibile ago della bilancia tra (centro)destra e centrosinistra, sono cominciati mesi di “fantapolitica”. Con chi staranno gli autonomisti, con la Lega di Salvini o con il centrosinistra, sulla scia delle ultime legislature provinciali – dalla cui rottura, tra l'altro, ne ha tratto giovamento la Lega, per la prima volta giunta a guidare il Palazzo di piazza Dante? Marchiori risponde: con nessuno dei due (qui l'articolo).

 

La nostra linea è quella di cercare di mettere assieme un'aggregazione civica, popolare, autonomista e moderata che dia agli elettori la possibilità di non legarsi a nessuno dei due blocchi – spiega il segretario autonomista – è il caso infatti di evolvere verso un raggruppamento moderato, lontano dai toni feroci e gridati e maggiormente vicino alle esigenze dei territori”.

 

Per gli appassionati di toto-elezioni Marchiori dà adito alle più svariate ipotesi, limitandosi ad affermare la necessità di creare un nuovo blocco, estraneo ai due “estremi”, e sorvolando sullo scenario di possibili ballottaggi in cui il Patt possa determinare la vittoria dell'uno o dell'altro. “Noi metteremo tutta la nostra energia nel costruire questo nuovo polo – assicura – vedremo se effettivamente poi si arriverà alla sfida fra centrodestra e centrosinistra, è ancora presto per dirlo”.

 

Penso ci sia spazio per costruire in questo momento, e bisogna avere coraggio di rischiare, di anteporre alla vittoria sicura la volontà di essere protagonisti – continua – il progetto di centro è la risposta a chi chiede una costituente che vada oltre il Patt. Qui il problema non è la forma degli autonomisti ma creare uno spazio per tutti coloro che non si riconoscono nei due poli e vogliono contare di più. Se avessimo voluto fare un ragionamento opportunistico avremmo già concordato l'alleanza con il centrodestra”.

 

Ma di contro all'opportunità, il Patt, sostiene il suo segretario, ha scelto invece per la coerenza. “Dall'intervista rilasciata da Savoi – apparsa su l'Adige – si certifica, per mio piacere, che il Patt sia considerato l'elemento determinante. D'altro canto, però, dico chiaramente che non ci possiamo alleare con una forza politica che ha in Salvini la sua macchina elettorale. Non mi piego e non voglio subire la volontà del leader nazionale di un partito, per Trento serve un progetto locale”.

 

Non vogliamo che il capoluogo di trasformi in un palco per Salvini – continua – serve invece un progetto più aderente alla nostra realtà. Noi stiamo dialogando con tutti e non partiamo da posizioni precostituite ma Salvini dice cose che a noi autonomisti non piacciono. Da ultimo, l'astensione sulla mozione Segre, ad esempio, una vera e propria porcata del centrodestra”.

 

Da qui ad allearsi nuovamente con il centrosinistra, tuttavia, ce ne passa, e Marchiori lo ribadisce chiaramente: “Ritengo che l'esperienza centrosinistra non sia più grado e non sia più spendibile e competitiva per combattere il centrodestra. Serve innovare, e se guardiamo a livello nazionale, non possiamo certo affermare che il centrosinistra abbia imboccato questa strada”.

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