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| 28 gen 2019 | 18:43

Il Patt verso il congresso, la sfida è a tre. Stanchina non si candida alla segreteria ma presenta un documento: ''Serve autocritica''

In pista Simone Marchiori in ticket con Lorenzo Conci, Roberta Bergamo e Carlo Pedergnana. Nelle tesi congressuali il tema delle alleanze future è sfumato ma diventerà centrale nel dibattito dei prossimi mesi in vista delle elezioni suppletive, europee e comunali. L'assessore del comune di Trento: "Dobbiamo guardare a Nord, al Sud Tirolo ma anche all'Europa"

Il Patt verso il congresso, la sfida è a tre
di Donatello Baldo

TRENTO. Il Partito Autonomista Trentino Tirolese è pronto per iniziare la sua fase congressuale. I candidati alla segreteria hanno depositato i loro nomi e le loro tesi e il 24 marzo si terrà l'assise al Teatro di Pergine Valsugana, dopo i passaggi obbligati nei circoli territoriali che occuperanno i prossimi due mesi.

 

In pista per il ruolo che fu di Franco Panizza c'è Simone Marchiori, che di Panizza è stato vicesegretario e considerato da tutti suo delfino. Con lui, per la vicepresidenza Lorenzo Conci, sindaco di Calliano. Inizialmente si credeva che quest'ultimo potesse correre con una sua tesi ma nelle ultime settimane i due hanno trovato una convergenza.

 

"Quando ho letto la tesi di Marchiori - afferma infatti Conci - mi sono accorto che mi rappresentava al 95%. Gli ho chiesto di sottolineare l'importanza della 'seconda T' del Patt, della nostra appartenenza tirolese, e così è stato". Quindi la corsa è in ticket, le posizioni collimano e l'accoppiata Marchiori-Conci sembra essere al momento la favorita per la conquista dei vertici delle Stelle Alpine.

 

Tra i candidati anche Roberta Bergamo, di lunga militanza autonomista, che si presenta sia per il ruolo di segretaria che di vicesegretaria, due posizioni distinte ed entrambe elettive. La sua discesa in campo non sembra di contrapposizione, piuttosto di contributo. Nella sua tesi punta al coinvolgimento dei territori ma soprattutto delle nuove generazioni nella condizione del partito.

 

Nemmeno la candidatura di Carlo Pedergnana sembra volersi porre in contrapposizione con le altre tesi. E' candidato alla segreteria, sfiderà Marchiori e Bergamo, ma senza particolari differenza politiche. Pone l'accento sulle radici delle Stelle Alpine, sulla necessità di sottolineare maggiormente la matrice autonomistica del partito.

 

In un clima sereno e conciliante, con tutti i candidati che democraticamente si confronteranno su tesi pressoché simili, si fa fatica a cogliere le sfumature che hanno portato alle tre candidature. Il tema delle alleanze future, il tema centrale per le Stelle Alpine che hanno rotto con il centrosinistra e si sono presentate da sole alle elezioni provinciali, non è sviscerato fino in fondo.

 

C'è una lettura della situazione, ma ipotesi sulle strade da seguire non ce n'è. Si dà per scontato che il centrosinistra non esista più, che la destra sia troppo nazionalista. Che l'unica certezza è l'ancoraggio all'Svp. Ma oltre a questo c'è ben poco e il confronto sarà rimandata alla discussione assembleare, perché per adesso nessuno disegna i confini di una linea politica precisa.

 

Tra i candidati non c'è però Roberto Stanchina, assessore del Comune di Trento. La sua corsa era stata annunciata, ma alla fine la sua tesi è diventata un documento congressuale, un altro contributo. Il passo indietro è stato forse deciso da un affollamento per la carica di segretario e fin da subito Stanchina aveva detto che il suo interesse non era la poltrona ma la possibilità di portare alcune idee per il partito e per la linea politica futura.

 

Le sue argomentazioni, che ha condiviso con il consigliere provinciale Lorenzo Ossanna, che firma congiuntamente il documento, sono forse la parte più pregnante dei testi da sottoporre al congresso fino ad ora presentati. La proposta Stanchina-Ossanna sconguira la mera rincorsa alla Lega e al suo mondo, propone di mantenere un sguardo a Nord ma non solo al Sud Tirolo, anche all'Europa.

 

Ma il contributo dei due iscritti, che il congresso dovrà discutere e votare, chiede anche al partito la maturità dell'autocritica. Perché, spiegano, il risultato positivo del Patt alle ultime elezioni non è sufficiente per far dimenticare la sconfitta e il ritorno all'opposizione della Provincia autonoma di Trento.

 

Tra i documenti presentati anche quello a firma di Daiana Boller, del coordinamento Donne delle Stelle Alpine. In rappresentanza di tutto il movimento femminile chiede al partito una maggior valorizzazione della donna sia nelle scelte politiche che nell'organizzazione del partito. E non solo donne, perché il testo chiede la valorizzazione anche dei giovani autonomisti.

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