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Patt verso il voto: ''Suppletive, coalizione senza simboli per l'autonomia, altrimenti non partecipiamo''

Il segretario Marchiori: ''Elezioni di maggio, non abbiamo la smania di essere presenti, a noi preme il dialogo. Ma il candidato deve essere un autonomista o un nome di una certa caratura''

Foto tratta da Facebook
Pubblicato il - 10 aprile 2019 - 19:07

TRENTO. Le suppletive di maggio si avvicinano e nell'aria già iniziano a sentirsi i primi nomi (tra cui quello di Giulia Merlo, lanciato dal Pd, qui l'articolo). Ma non per il Patt: per gli autonomisti infatti l'accento è su una "nuova visione politica". Assolutamente "blockfrei" e incentrata sul "valore dell'autonomia trentina" fa sapere il segretario politico del Partito autonomista trentino tirolese Simone Marchiori.

 

"Una novità assoluta nel panorama politico trentino - di questo parla una nota del Patt diramata dall'ufficio politico in seguito all'incontro di martedì sera dedicato alle suppletive - un progetto incentrato sulla territorialità, ma non sulla chiusura. Un progetto in grado di coinvolgere andando oltre le contrapposizioni e i particolarismi. Un progetto che, partendo dalla candidatura di un autonomista e dall'assunto che l'autonomia è l'elemento coagulante della comunità trentina, faccia da propulsore per una nuova stagione politica che prepari il terreno anche per le elezioni comunali del 2020".

 

"Questa è la linea che è emersa da prima del congresso in poi - precisa Marchiori - Si è sempre detto di privilegiare le idee e contribuire all'uscita dai vecchi schemi. Quindi prima dei nomi noi mettiamo una visione. Se per queste suppletive vogliamo avere un programma originale per una visione locale e nazionale dobbiamo mettere in campo un ragionamento il più ampio possibile per aggregare quante più persone possibili".

 

Un ragionamento "nuovo per superare i vecchi schemi e schieramenti" spiega. "Negli scorsi giorni mi hanno telefonato un sacco di persone" aggiunge Marchiori. Anche di partiti del centrodestra? "Tutte le forze politiche hanno accolto l'appello al confronto - fa sapere il segretario politico del Patt - poi dobbiamo metterlo in campo, sia chiaro. Il nostro programma è partire da un ragionamento blockfrei, senza schemi, incentrato sull'autonomia".

 

A chi gli chiede come si declinerà concretamente questa fase (se con incontri aperti alla cittadinanza o momenti di dialogo interpartitico) risponde: "Il progetto politico si rivolge alla cittadinanza; in questo momento ci si rivolge alla politica. Facendo anche un passo indietro sui simboli per offrire agli elettori un elemento di novità. Il nostro è un appello aperto: chi è interessato si fa avanti, non andremo a bussare e a chiedere: "Ci stai?"".

 

E i nomi? "Come anticipato, non si parte dai nomi, ma da un progetto, quelli poi arriveranno in automatico. È ovvio che il nome che emergerà deve essere un autonomista, un nome di una certa caratura. Con i nomi già usciti non si è ancora raggiunto un nominativo super partes. L'importante comunque è lavorare perché a Roma ci si renda conto del valore dell'autonomia del Trentino".

 

Il Partito democratico ha però già indicato quello di Giulia Merlo come il nome per le suppletive: "Preciso che non la conosco personalmente. Merlo è espressione diretta del Pd. Ora è arrivato il momento di abbandonare un modo di ragionare che c'è stato per ragionare con nuovi schemi". Dunque il confronto con il Partito democratico è precluso? "Se c'è la volontà di mettere da parte gli schemi vecchi c'è apertura" assicura Marchiori. Che aggiunge: "Come abbiamo già detto, altrimenti noi non partecipiamo alle suppletive. A noi premono il dialogo e il confronto sull'autonomia, non abbiamo la smania di essere presenti. Noi vogliamo fare un ragionamento originale".

 

Ragionamento che, si legge sempre nella nota del Partito autonomista, si tradurrà in una "una visione di Trentino lontana dalle contrapposizioni ideologiche, in grado di portare in Parlamento dei rappresentanti autonomisti capaci da un lato di rappresentare la specialità della nostra terra e, dall'altro, di promuovere nei confronti del Governo (qualsiasi esso sia) un'opera di sensibilizzazione sui temi dell'autonomia".

 

Una proposta insomma, recita sempre la nota, "che parte a monte della scelta dei nomi, è rivolta a tutte quelle forze politiche che abbiano la volontà e il coraggio di anteporre l'autonomia rispetto agli interessi dei singoli movimenti. Condizione necessaria per far nascere questo progetto è la creazione di un cartello in nome dell'autonomia che vada al di là dei simboli di partito così che possa rappresentare il maggior numero di elettori, anche coloro che non si riconoscono nei singoli partiti". Questo l'appello. La palla ora passa in mano agli altri soggetti e attori politici del territorio.

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