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Patt, Marchiori: ''Non rinunceremo al nostro simbolo e il centrosinistra prenda atto che serve un cambio di passo''. Lega? "Vogliamo sapere se ascolta il 'capitano' o i territori''

Entro ottobre il Patt arriverà a scegliere le alleanze per le prossime amministrative. Al lavoro una cabina di regia che sta incontrando le varie forze politiche. Il segretario politico Simone Malchiori chiede al centrosinistra un cambio di passo su diversi temi, maggiore concretezza e incisività. Dialogo con il centrodestra e la Lega? "Sovranismo, centralismo e populismo sono concetti lontani anni luce dall'autonomia che vuole portare avanti il Patt"

Di Giuseppe Fin - 02 settembre 2019 - 19:28

TRENTO. Dialogo con tutti, europeismo, necessità di svolta ma nessuno tocchi il simbolo. Le manovre del Patt sono iniziate già da diversi mesi e l'obiettivo è quello di arrivare entro ottobre ad un scelta definitiva sulle alleanze in vista delle amministrative.

 

Esiste una cabina di regia a cui fanno parte il segretario politico Simone Marchiori, il capogruppo in Comune a Trento, Alberto Pattini, il presidente della circoscrizione di Sardagna, Alberto Pedrotti assieme ai vicepresidenti delle circoscrizioni di San Giuseppe e Mattarello. Un organo creato ad hoc per incontrare le varie forze politiche e vagliare le affinità programmatiche che ci sono.

 

Le prossime settimane saranno cruciali. Gli autonomisti chiedono ai partiti del centrosinistra dei chiari segnali che indicherebbero l'aver compreso la necessità di una svolta o comunque di un cambio di passo dall'altro l'eventuale dialogo con il centrodestra e in primis con la Lega potrebbe iniziare solo dopo uno smarcamento dalle posizioni nazionali. D'altronde il segretario Malchiori l'ha già detto in modo chiaro diverse volte: “Con i sovranismi e il centralismo noi del Patt non vogliamo averci a che fare”. Il partito è compatto anche se non mancano gli esponenti che, annusando l'aria negli scorsi mesi, erano pronti a saltare in braccio al centrodestra. Scelte che i vertici del partito liquidano come "personali".  

 

Segretario, in queste ore si sta costruendo un governo tra M5S e Partito Democratico. Lei come vede questa situazione e i riflessi che potrebbero arrivare anche in Trentino?

No so al momento dire come evolverà. A livello locale ho letto (Qui l'articolo de Il Dolomiti) che la segretaria del Pd Trentino, Lucia Maestri, ha detto che gli accordi non saranno fotocopia del nazionale visto che siamo una terra autonoma e che le alleanze sono indipendenti dal nazionale. Questo è positivo perché dimostra consapevolezza che non è necessario omologarsi. Io aggiungo che possiamo tornare ad essere un vero importante laboratorio politico.

 

Ma il Patt in che rapporti è con il M5S?

Noi abbiamo ascoltato molti dei partiti politici presenti sulla scena compreso il M5S. Sulle persone non ho nulla da dire, con loro si possono fare ragionamenti politici e non vi è alcun problema a livello personale. Detto questo, però, alcuni loro pensieri sono molto lontani dai nostri e noi ci rapportiamo con le altre forze politiche con programmi concreti che guardano alle sfide future. Su diversi aspetti per andare d'accordo occorre superare alcune divisioni. A livello nazionale, per fare un esempio, la Tav è stato l'elemento sul quale il Governo si è diviso ed è caduto. Qui abbiamo il tunnel di base del Brennero che noi come autonomisti abbiamo sempre sostenuto ma che il M5S invece ha sempre criticato.

 

Ma perché per voi non è più scontato alle prossime elezioni comunali presentarsi con il centrosinistra?

Perché vogliamo prima di tutto che ci sia una consapevolezza che serve una fase nuova, un progetto nuovo. Dobbiamo uscire dallo schema che si è creato nel centrosinistra autonomista in cui da tempo non si riesce a decidere nulla. Ci si parla uno sopra l'altro e difficilmente alle riunione si riesce a capire una visione futura. Chiediamo che ci siano decisioni, idee chiare e meno riunioni inconcludenti. La discontinuità ci deve essere su tutto oppure non si va da nessuna parte.

 

Crede che il centrosinistra stia capendo tutto questo?

Negli ultimi tempi ho visto alcune dichiarazioni che fanno ben sperare. Serve un passo indietro per farne uno in avanti. L'importante ora è ragionare sui temi per crearne la convergenza. Noi su questo lavoriamo e non siamo per nulla fermi come pensa qualcuno. Ci sono questioni che ai cittadini interessano molto. Il tema dell'immigrazione, per esempio, bisogna affrontarlo e non far finta che non ci siano dei problemi.

 

Ed è possibile un accordo con la Lega? Avete già incontrato questo partito?

Noi abbiamo dato disponibilità a tutti per trovarci e parlare. Con la Lega, però, non vi è stato nessun incontro con la cabina di regia. Poi dobbiamo anche capire sulle diverse tematiche quanto la Lega Trentina voglia smarcarsi dalla Lega nazionale, se insomma ascolta il 'capitano' oppure i territori. Bisogna vedere come agirà ora dopo questa crisi. Noi abbiamo dei temi che sono imprescindibili. A partire dall'Europa. Il nazionalismo e il sovranismo sono lontani anni luce dell'idea di autonomia portata avanti dal Patt.

 

Però negli ultimi tempi sono girate voci che qualche esponente del Patt abbia cercato di agganciarsi alla Lega per le prossime comunali.

Guardi, l'unico organo deputato a parlare con le altre forze politiche è la cabina di regia. Questa avrà poi il compito di riferire al partito i contenuti degli incontri. Se ci sono stati, tutti gli altri incontri non vanno in alcun modo ad impegnare il partito.

 

Ma alle prossime amministrative sareste disponibili a rinunciare al vostro simbolo? E le alleanze potrebbero cambiare da un comune all'altro?

Ogni sezione può fare la scelta in piena libertà. L'unica cosa certa è che noi non rinunceremo mai e poi mai al nostro simbolo. Il Patt, partito di raccolta, è una sorta di civica a livello Trentino e di certo non potrà rinunciare per nessun motivo alla sua connotazione territoriale.

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